Un altro caro fratello nostro, ben noto ai lettori, GIUSEPPE D’ADDARIO (Via Sennino, 132-a - Bari) mi scrive:
«Lo faccia un nuovo appuntamento, caro Benigno: glielo domando un po’ per me, ma soprattutto per la mia povera madre.
Lei non può immaginare che tragedia, che calvario è la nostra vita. La mamma è tanto malata: per la magrezza dovuta alle lunghe e continue privazioni s’è tutta curvata su di un fianco. Dall’anno scorso ha avuto diversi spurghi di sangue.
Povera mamma mia, che triste vecchiaia le è riservata, dopo tutta una vita dedicata alla famiglia! E quanti dolori! La morte di mio fratello maggiore (già dottore in medicina) ed ora dover assistere al mio calvario, oltre a sopportare tante sue pene.
Di me non Le parlo. Solo Le dico che il mio corpo non ha più un’oncia di carne. La mia pelle, per l’assoluta mancanza di grassi, è diventata come una suola. Ho il corpo e le gambe martoriate dalle punture delle siringhe che devo fare anche da solo...».
Ora io mi domando come le autorità di Bari possano permettere che un giovane finisca di consunzione con la sua vecchia madre senza che si provveda a sollevarlo da tanta miseria.
Mi domando come quella tale Banca presso la quale, da valido, egli prestò l’opera sua, possa rimanere indifferente dinanzi al quadro angoscioso di questo dipendente che, abbandonato da tutti, muore d’inedia mentre avrebbe bisogno di cure, supernutrizione, conforto di ogni genere.
Che Iddio mi perdoni, ma i più prossimi a lui come possono vivere in pace? E, in verità, chi può augurar loro la pace cristiana quando dimostrano tanta durezza di cuore?
I miei lettori han risposto e risponderanno ancora, sono certo; ma situazioni come questa non si risolvono con i palliativi. Si muova, si muova chi deve, prima che sia troppo tardi, prima che una povera vecchia madre, esaurita ogni speranza, si penta di aver dato la vita — il più alto dono di Dio — a un infelice.
POSTA DI BENIGNO
Assicuro al ring. CARLO NOCELLI (Collegio Don Bosco - Varazze) che le lire 1000 (quota di novembre) sono state spedite al rag. Giuseppe Romano (Via Baglivo Uries, 42 - Napoli) e il foglio è stato trasmesso alla P.C.A. tramite il nostro Direttore. Quanto alla proposta, è inattuabile. Mi salterebbero addosso a migliaia!
GIOVANNI DELL’ISOLA (Vietri sul Mare) ringrazia tutti i benefattori noti ed ignoti che gli permetteranno di acquistare altra streptomicina per il figlio. Ma ne occorrono ancora 100 grammi! Come si fa?
SIMONETTI BRUNA (Piazza Cocomeri, 4 - Lucca), il caso del rag. Romano è veramente pietoso e controllatissimo. Se Lei potrà fare qualcosa per trovargli lavoro sarà davvero benemerita. Chi non ambirebbe avere alle proprie dipendenze un galantuomo con quella scrittura che sembra stampa?
OLGA ZAMPA (Via Garibaldi, 8 - Valdagno). La ringrazio per quanto ha fatto e promette di fare per il rag. Romano, uno dei casi più pietosi fra i pietosi. Certa indifferenza e incomprensione mi ha fatto andare fuor dei gangheri.
MASSA (Apuania). — Ricevuto e spedito fin dal 17 al rag. Giuseppe Romano.
*** N. N. da Lecco. — Ricevuto lettera e soldi.
*** N. N. da Reggio Emilia. — Le 700 lire sono state spedite al rag. Romano.
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