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lunedì, giugno 16, 2025

Chesterton Day 2025

 

Qui trovate le registrazioni del Chesterton Day 2025 che si è svolto sabato 14 giugno presso la Central Catholic Library di Dublino

sabato, giugno 07, 2025

mercoledì, giugno 12, 2024

Festa del beato Pier Giorgio Frassati 2024

Festa del beato Pier Giorgio Frassati 2024 a Grottammare (AP) dal 14 giugno al 6 luglio.

Ci sarò anche io, venerdì 21 e sabato 22 giugno.




lunedì, dicembre 09, 2019

sabato, novembre 23, 2019

La Società Chestertoniana Italiana su SoundCloud

Ora siamo su SoundCloud.

 

Abbiamo pensato di creare un canale su SoundCloud.
Vi pubblicheremo una piccola rubrica ambiziosa chiamata "Un Chesterton al giorno toglie il medico di torno", un piccolo aforisma ed un commento, un minuto o poco più. Ambiziosa perché ogni giorno è già un'impresa, per cui ci proveremo e che Dio ce la mandi buona. Lo facciamo per divertirci, è una cosa semplice.

 Mettiamo auspice una bella foto di Gilbert ai microfoni della BBC. Speriamo gradiate!

https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana

giovedì, novembre 14, 2019

martedì, novembre 05, 2019

Strenna Natalizia Chestertoniana 2020 - Istruzioni per l'uso

Come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economica.

Insieme alla Casa Editrice Leardini e al Centro Missionario Francescano delle Marche, stiamo per dare alle stampe un volume ponderoso

«LA SUMMA CHESTERTHEOLOGICA» (384 pagine)

Sono circa 1000 brani, molti dei quali inediti (tradotti da Umberta Mesina)

Gennaio: Dal nulla allo stupore della creazione
Febbraio: Ateismo, evoluzionismo e scetticismo
Marzo: La chiesa di Pietro
Aprile: Teologie e filosofie
Maggio: Eresie e monomanie
Giugno: La difesa del dogma
Luglio: Diavoli, vizi e peccati
Agosto: Lo splendore delle virtù
Settembre: Il Cristianesimo: una chiave che apre
Ottobre: Paganesimo e altre religioni
Novembre: Francesco, Tommaso e gli altri santi
Dicembre: L'allegria di Dio

La copertina, bellissima, è di Lorenzo Zappalà.

Il costo del pacco dono?

1 copia: € 20,00 spedizione compresa
2 copie: € 30,00 spedizione compresa
3 copie: € 40,00 spedizione compresa
5 copie: € 50,00 spedizione compresa
10 copie: € 80,00 spedizione compresa
20 copie: € 150,00 spedizione compresa
Sopra i 40 libri: € 6,00 a copia, spedizione compresa! Insomma, che volete di più...?

Il volume sarà nelle librerie al costo di € 20,00 a copia.

Il guadagno dell'iniziativa andrà a favore delle Missioni Francescane.

Prenotate entro il 15 novembre ESCLUSIVAMENTE a questo indirizzo: laperlapreziosa@libero.it  (non usate altri canali!!! ).

Per il pagamento, dopo che avrete ricevuto i libri, l'intestazione è:
Centro Missionario Onlus Ofmconv Marche - Buona stampa

alle poste: ccp: 3130793
in banca: IBAN: IT22 Y076 0102 6000 0000 3130 793
CIN: Y ABI: 07601 CAB: 02600 N° Conto: 000003130793
oppure con Postepay N° 5333 1710 4395 8269 intestata a Roberto Brunelli

I libri vi arriveranno tramite corriere espresso SDA entro il 5 Dicembre.

Spargete la voce a tutti i Chestertoniani di vostra conoscenza!!!

La Segreteria Volante

martedì, settembre 03, 2019

Bando del IV Concorso Chesterton

Bando del IV Concorso Chesterton

Destinatari
Il concorso è rivolto a tutti gli studenti delle Scuole Statali e Paritarie, Primarie e Secondarie di I grado d’istruzione.
I perché dell’iniziativa:
• sostenere nella scuola la passione di tutti quei docenti che vivono il loro impegno professionale come un’avventura per sé e per i propri studenti;
• condividere questa esperienza, facendone un punto di forza per facilitare il tentativo di  rinnovamento dell’azione didattico-educativa;
• accrescere l’interesse e la curiosità degli studenti nella scoperta della realtà;
• facilitare un incontro reale e un dialogo con l’autore;
• promuovere e valorizzare la creatività degli studenti e la loro capacità espressiva. 

Modalità e tempi di consegna
Fase 1
La scheda di adesione (modulo di iscrizione + scheda per il trattamento dei dati personali) deve essere inviata entro e non oltre il 29 novembre 2019, al seguente indirizzo: 

Società Chestertoniana Italiana
c/o Cooperativa Sociale Capitani Coraggiosi
Via Valtellina, snc
63074 San Benedetto del Tronto (AP)
E all’indirizzo di posta elettronica: societachestertoniana@gmail.com

Fase 2

I prodotti conclusivi, o gli elaborati, dovranno essere inviati anch’essi al suddetto indirizzo di posta elettronica e all’indirizzo postale sopraindicato, entro e non oltre il 28 febbraio 2020.

venerdì, luglio 05, 2019

“Imbucare una lettera e sposarsi sono tra le poche cose ancora assolutamente romantiche, perché per essere assolutamente romantica una cosa deve essere irrevocabile”.
G.K. Chesterton

martedì, giugno 18, 2019

L'avventura


Il modo migliore per cui un uomo potrebbe saggiare la sua prontezza a incontrare la comune varietà del genere umano, sarebbe quello di scendere per un camino nella prima casa che gli capiti e trovare un accordo, per quanto gli riesca, con la persone che la abitano. Questo, in sostanza, è ciò che ognuno di noi ha fatto quando è nato. Questo in realtà, è il romanzo sublime e peculiare della famiglia.
Essa è romantica perché è come un colpo di dadi. È romantica perché è tutto ciò che ne dicono i suoi nemici. È romantica perché è arbitraria. È romantica perché è lì. Finché avrete gruppi di uomini scelti razionalmente, avrete una qualche atmosfera particolare o settaria. È quando avrete gruppi di uomini scelti irrazionalmente, che avete tutti gli uomini. Incomincia a esistere l’elemento dell’avventura; perché l’avventura è, per sua essenza, qualcosa ci capita. È qualcosa che ci sceglie, non qualcosa che scegliamo noi.

G. K. Chesterton, Eretici.

mercoledì, maggio 29, 2019

Antefatto di una conversione

Oggi è il compleanno di Chesterton e lo festeggiamo con un articolo di Paolo Pegoraro


Antefatto di una conversione ·

L’amore di Chesterton per il poeta americano 

«Tutta la mia giovinezza è stata pervasa, come da un’aurora, dall’ardore fiducioso di Walt Whitman. (...) Mi emozionavo nell’udire il racconto di qualcuno che riferiva di averlo incontrato per strada; era quasi come se Cristo fosse redivivo». A ricordarlo è il cinquantacinquenne Gilbert K. Chesterton in uno dei saggi che aprono The Thing: Why I am a Catholic. L’incontro con il padre della poesia americana ha tutto il sapore di una conversione, un’autentica svolta che rivoluzionò gli anni della sua giovinezza e ne indirizzò la vita su altri cammini. «Senti, m’informò l’anima, / Scriviamo per il corpo (siamo infatti una cosa)»... l’incipit di Foglie d’erba dovette piombare come una folgore sul dinoccolato diciottenne inglese, smarrito nelle torpide brume dello spiritualismo vittoriano.
È l’estate del 1892, e Chesterton si trova in vacanza a West Kensington, nella camera del suo compagno di studi Lucian Oldershaw, che stringe tra le mani l’edizione ridotta di Leaves of Grass, curata da Ernest Rhys per la popolare collana Canterbury Poets. Cupo e silenzioso, prigioniero di un’introversione immaginativa chiusa a doppia mandata dagli autori decadenti in voga alla Slade School of Fine Arts, il giovane Chesterton aveva fatto preoccupare i propri amici.
«Non potrò mai dimenticare mentre glielo leggevo», annoterà poi il fedele Oldershaw. «La seduta durò da due a tre ore e fummo inebriati dall’entusiasmo della scoperta». Nella sua Autobiografia lo stesso Chesterton riconoscerà che a restituirgli la sanità mentale furono «quei pochi autori di moda che non erano pessimisti» ovvero Walt Whitman, Robert Browning e Robert Luis Stevenson. D’altronde, per lo stesso Stevenson l’incontro con Whitman aveva messo il mondo sottosopra, facendo «esplodere nello spazio mille ragnatele di illusioni signorili ed etiche, e — scosso il mio tabernacolo di menzogne — mi riportò sul solido fondamento di tutte le virtù originarie e virili» (L’arte della scrittura). Proprio questi tre autori riaccesero in Chesterton il caldo falò di un «mistico minimum di gratitudine» verso tutto ciò che di concreto c’è e che, pur con mille imperfezioni, è perfettamente superiore all’inesistenza.

Continua qui.

giovedì, aprile 25, 2019

Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana, è a Dublino in questi giorni.
Stasera parlerà dell'esperienza dei Tipi Loschi, delle loro cooperative, della scuola Chesterton, ecc.
L'incontro pubblico è previsto presso la Newman's University Church in St. Stephen's Green alle 20.00.
Domani invece parlerà della santità di Chesterton presso la Central Catholic Library in Merrion Square, alle 13.00.


giovedì, marzo 07, 2019

L'eugenetica è soprattutto una negazione della Dichiarazione d'Indipendenza. Insiste sul fatto che, a differenza di tutti gli uomini nati uguali, un certo numero di loro non dovrebbe nascere affatto. 
(Chesterton, Illustrated London News, 20 Novembre 1915, dal blog Uomo Vivo)

giovedì, febbraio 07, 2019

Risking enchantment

Risking enchantment è  un podcast dedicato alla letteratura, a cura di due giovani donne irlandesi.
Good stuff.


domenica, febbraio 03, 2019

C'è un profilo di bosco al di là di un angolo del mio giardino che è letteralmente diverso per ciascuno dei trecentosessantacinque giorni dell'anno. A volte sembra vicinissimo come una siepe, a volte remoto, confuso ed infuocato come una nuvola del tramonto. A proposito, lo stesso principio di applica anche al difficile problema della moglie. La mutevolezza è una delle virtù femminili. Evita la volgare necessità della poligamia. Fin tanto che avrete una buona moglie siate pur certi che non vi mancherà un vero harem spirituale.

G. K. Chesterton,  La nonna del drago.

giovedì, gennaio 31, 2019

GK Chesterton: Defender of the family. A talk by Dale Ahlquist



GK Chesterton: Defender of the family. A talk by Dale Ahlquist

mercoledì, gennaio 16, 2019

Esiste una filosofia distributista dell'educazione? E se esistesse, quale sarebbe?

Per "distributismo" intendo la visione secondo cui la proprietà privata dovrebbe essere largamente distribuita nella società invece di essere distribuita in poche mani per fare in modo che più persone, o addirittura la maggior parte, possano prendersi la responsabilità delle proprie famiglie per mezzo di un lavoro produttivo e dignitoso. Questo può essere visto come una espressione pratica o implicazione delle dottrine sociali cattoliche della sussidiarietà nella solidarietà, del bene comune e della famiglia come migliore fondazione di una sana società civile.  
Il distributismo non è il socialismo. Non prevede che la proprietà venga rubata al ricco e data al povero, o espropriata dallo Stato, o da un partito che rappresenta il popolo, ma piuttosto che la legge renda facile per il possidente, proprietario terriero, commerciante o negoziante il sopravvivere, e difficile per il magnate accumulare così tanta ricchezza e potere che il predetto [il proprietario/commerciante/negoziante n.d.T.] sia costretto a diventare nulla più che un suo dipendente o, nei fatti, uno schiavo salariato. [1]
Si suppone che gli umani non siano più felici grazie all'accumulo di grandi ricchezze ma attraverso il possesso della libertà, nel senso di autoresponsabilità e autodeterminazione e specialmente libertà di creare e sostenere una famiglia. Ad un uomo dovrebbe essere permesso di stare in piedi da solo e non di penzolare dalla cintura di un altro. 
Se questa è una comprensione corretta della natura umana, allora costruire una società dove libertà, responsabilità e proprietà siano ampiamente distribuite non è imporci un'altra ideologia quanto piuttosto liberarci dalle ideologie – liberarci per vivere secondo i migliori istinti umani. 
Di fatto il distributismo non è tanto una politica economica quanto una filosofia e un modo di vivere. G.K. Chesterton e i suoi amici, che in origine lo proposero all'inizio del XX secolo, avevano perso fede nei politici e nei partiti e miravano invece ad ispirare un movimento popolare – un movimento spirituale di rinnovamento – a sostegno della famiglia allargata e del "buon lavoro" (per usare un'espressione di E. F. Schumacher).
Qualcosa di simile potrebbe essere affermato nel campo dell'educazione, che nella grande tradizione occidentale è o dovrebbe essere un'educazione a favore della libertà – una educazione "liberale". Nel mio studio in due parti delle sette Arti Liberali che ho completato di recente (Beauty for Truth's Sake Beauty in the Word), mostro come queste arti si siano evolute come una preparazione della più alta libertà umana che culmina nella contemplazione religiosa e nella santità – il conseguimento di Verità, Bellezza e Bontà. Lo studio di queste sette arti era preparatorio a quello di filosofia e teologia, in cui l'anima poteva ottenere la sua libertà più alta. 
Le tre arti del linguaggio consistevano nella reminiscenza dell'essere attraverso la Grammatica, lo svelamento della libertà attraverso la Dialettica, e la comunicazione della comprensione attraverso la Retorica. Le quattro arti matematiche erano dedicate allo studio della forma nel numero, nella figura, nella musica, all'astronomia, e così la scoperta delle armonie di spazio e tempo – "il cosmo" scoperto, forse, da Pitagora. 
Il "ri-incanto" dell'educazione non è la semplice reiterazione di quelle antiche categorie, né un tentativo di costringere l'universo a conformarsi a una cosmologia primitiva, ma un rinnovamento della ricerca di armonia e del Logos dentro il complesso mondo rivelato dalla scienza moderna, e la reintegrazione di scienza con arte e le discipline umanistiche attraverso l'apprezzamento dei poteri umani poetici e immaginativi che sono operanti egualmente in entrambi. 
Il nostro sistema educativo riflette sempre un particolare sguardo sulla natura umana. Gran parte dell'educazione moderna riflette uno sguardo frammentario, e l'appello che ho cercato di fare attraverso i miei libri è per una visione più olistica. Infatti credo che la natura umana nella sua integrità sia a noi rivelata nella figura di Cristo, sebbene una persona non debba condividere quella fede per riconoscere la comprensione che ne deriva.
Com'è questo "distributista"? Come il distributismo, è basato sulla nozione che potremmo diventare tutti più liberi e quindi più felici (nel senso di "beati") crescendo nella vera libertà, non la semplice libertà di scelta ma libertà di essere capaci di scegliere il bene. Quella libertà è ottenuta dalla distribuzione più ampia della saggezza. Di fatto direi che il distributismo nel senso economico e sociale fallirà sempre se non sarà sostenuto dall'acquisizione più ampia di saggezza, cioè di libertà intellettuale nella verità, dal momento che in ultima analisi è la verità a farci liberi. Così, il successo del distributismo dipenderà molto probabilmente dal riuscito ri-incanto dell'educazione.
Si dà il caso che le scuole stesse costituiscano un target ideale per la riforma distributista. Dal momento che i genitori sono i primi educatori dei loro figli, è appropriato che esercitino la loro responsabilità istruendoli a casa o giocando un ruolo attivo nella scuola locale. Certamente, in molte scuole i genitori potrebbero formare una parte del consiglio di amministrazione, ma una soluzione più distributista sarebbe, per i genitori, possedere la scuola come "corpo" gestendola come organizzazione benefica o cooperativa per il beneficio dei figli, liberi dal controllo governativo.
Nel Medioevo le università ebbero origine come corporazioni possedute e gestite da gruppi di insegnanti o studenti. Oggi molte scuole elementari, medie e secondarie vengono fondate da genitori e insegnanti (la Chesterton Academy ne è un esempio evidente) o vengono liberate dal controllo statale. Questi esperimenti meritano la nostra attenzione e il nostro incoraggiamento. In molti modi il futuro del distributismo e forse, in un certo modo, della civiltà stessa, dipende dal loro successo.

Note

[1] Il distributismo è meno irrealizzabile di quanto spesso non si ritenga – benché dipenda, come dico più avanti, nella presenza di un certo spirito di cooperazione. In paesi meno sviluppati è eminentemente pratico, e anche nell'Occidente sviluppato potrebbe suggerire alternative praticabili a un sistema economico senza dubbio sull'orlo del collasso. Alcuni di questi approcci alternativi al mondo bancario e degli affari sono riportati nell'enciclica Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI.


martedì, gennaio 01, 2019

Resolutions

I generally make my New Year resolutions somewhere towards the end of May. I belong to that higher order of beings who not only forget to keep promises, but forget even to make them.

G. K. Chesterton