venerdì, febbraio 28, 2003

Con la coordinazione di Pax Christi Italia Michel Sabbah, Patriarca latino di Gerusalemme e presidente di Pax Christi International, il
Cardinale Vinko Puljic, Archivescovo di Sarajevo e S. E. Raphael Bidawid, Patriarca della Chiesa Caldea hanno lanciato un appello per
la pace e contro la guerra in Iraq.

Il testo completo, in inglese francese o spagnolo, lo trovate su zenit o su paxchristi.

do I murder
when I forget you from afar
too drunk on the poison of endless roads
and the countless smokey bars

but tension is to be loved
when it is like a passing note
to a beautiful, beautiful chord

do I murder us
putting pavement through my veins
shooting in that special heroin
for the seeking and displaced

but tension is to be loved
when it is like a passing note
to a beautiful, beautiful chord


SNTR

Every day the poorest people in Africa spend $40 million repaying old debts to the richest countries ... and every day over 5.000 Africans die of HIV/AIDS ... as a result by the end of this decade there will be over 25 million AIDS orphans in Africa ... unless come together to stop the crises of Debt, AIDS and Trade which keep Afrincans poor. You can join Bono, Sixpence None The Richer and a growing campaign to end this madness.

Visit datadata and jubileeusa

Cominciano ad arrivare i miei regali di compleanno della wishilist che ho compilato su Amazon.

Oggi mi è arrivato Language and Silence di George Steiner e Divine Discontent dei Sixpence none the richer.
Quest'ultimo è proprio un CD che vale la pena acquistare (o farsi regalare), lo avevo già ascoltato online dal loro sito ma averlo tra le mani è tutt'altra cosa (anche per le orecchie).
L'ultimo dei Jars of Clay è in viaggio, l'attendo con ansia.

giovedì, febbraio 27, 2003

Qualche altra notizia dal mio college.
La scorsa settimana si sono svolte le elezioni studentesche. A differenza dell'Italia qui non ci sono liste, si corre individualmente per i diversi posti.
I candidati alla presidenza erano cinque, ha vinto quello che aveva guidato la campagna contro le tasse universitarie.

Molto contestata è stata l'elezione al Welfare Office di Jennifer Allen.
Jennifer, l'unica donna a partecipare alle elezioni, è nota per le sue posizioni pro-life.
Era l'unica candidata per il Welfare Office, ma si poteva votare per la ripetizione dell'elezione. Ha avuto il 77% dei voti, anche il mio, ma il suo discorso di insediamento è stato contestato dagli abortisti, con qualche tensione.
Peccato, perchè queste sono le regole della democrazia, il popolo sceglie.

Qui gli studenti eletti vanno in anno sabbatico, possono dedicarsi completamente ai loro compiti, ed il loro impegno viene riconosciuto dal college, che nel periodo di carica non pretende da loro esami.

Ieri invece ci sono state le elezioni del presidente, che qui chiamano auditor, della L&H Society, fondata nel 1856 dal mio caro Newman.
James Joyce, ai suoi tempi, fu uno dei candidati, non eletto.

Oggi finiscono le lezioni, riprenderanno fra tre settimane, c'è quindi aria di grande festa.
Tra l'altro è anche Comm Day, cioè il giorno della Facoltà di Economia, la più grande e la più ricca.

Ieri ho assistito ad un bel dibattito sulla guerra in Iraq organizzato dalla Islamic Society del mio college.
Interessante ascoltare tante voci diverse dal vasto mondo islamico, in particolare quelle degli esuli iracheni.
Le posizioni contro la guerra erano naturalmente maggioritarie ma non è mancato un acceso confronto.

La cosa che più mi ha colpito, però, erano i veli delle giovani studentesse. I colori e le forme rispecchiavano le diverse provenienze: Nord Africa, Medioriente, Asia.
Molte vengono da Malesia e Indonesia per studiare medicina. Vestono esattamente come le loro compagne irlandesi: jeans, scarpe da tennis, zainetto, l'unica differenza il velo.

Se non fossi cristiano sarei sicuramente musulmano (sono pure astemio). Non ho mai provato interesse per induismo o buddismo, ma l'Islam, con la sua storia e la sua cultura, è secondo solo al cristianesimo.

Stasera grande concerto allo student bar.
Varie band, hanno chiuso i The Revs,sicuramente la migliore che ho ascoltato da quando sono qui.
Questa settimana si sono guadagnati anche la copertina di Hotpress.
I lettori di Hotpress poi li hanno votati:
n. 1 Most Promising Act
n. 3 Best Group
n. 3 Debut Album (Sonic Tonic)
n. 3 Best Single (Loaded)
n. 4 Best Musician (John)
n.5 Best Album (Sonic Tonic)
n.6 Album Sleeve (Sonic Tonic)
n.9 Best Male (Rory)

Fanno punk-rock da college, spensierato e divertente ma dal vivo spaccano.
They have been described a hybrid between The Police, The Undertones, Supergrass, The Who, and Semisonic on speed with a live energy reminiscent of Green Day, Smashing Pumpkins, or the Violent Femmes, while demonstrating live musical skills way beyond their tender years.

mercoledì, febbraio 26, 2003

On February 26, 1802, Victor Hugo was born in Besancon, France.
Though regarded by the French as one of the country's greatest
poets, Hugo is mainly known throughout the world for novels like
"Les Miserables" (1862). He developed a novel approach to writing.
In the morning, he gave all his clothes to his valet, who was
instructed to return them only after Hugo had finished writing for
the day. "Les Miserables" contains many quotable quotes, including
these examples of oxymoronica:

"Melancholy is the pleasure of being sad."

"The malicious have a dark happiness."

"Strong and bitter words indicate a weak cause."

It also contains this memorable chiastic observation:

"When we are at the end of life,
to die means to go away;
when we are at the beginning,
to go away means to die."

As baby-boomers started reaching middle age, one of Hugo's aphorisms began to
enjoy renewed popularity:

"Forty is the old age of youth;
fifty is the youth of old age."


L'abitudine rende sopportabili anche le cose più spaventose.

Fedro

A dar retta ai teorici dell'obbedienza e a certi tribunali tedeschi, dell'assassinio di sei milioni di ebrei rispondera' solo Hitler. Ma Hitler era irresponsabile perche' pazzo. Dunque quel delitto non e' mai avvenuto perche' non ha autore. C'e' un modo solo per uscire da questo macabro gioco di parole. Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non e' ormai piu' una virtu', ma la piu' subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo ne' davanti agli uomini ne' davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto.

d. Lorenzo Milani

martedì, febbraio 25, 2003

"Alla morte ci penso, come tutti, ma senza angoscia. So che me ne andrò un giorno però continuo a vivere con lo stesso entusiasmo di quando ero giovane. La vita è un dono troppo grande per non godersela. E poi da cattolico, credo nell'immortalità dell'anima".
Alberto Sordi

Oggi parlerò al Work in Progress Seminar su Newman and Wittgenstein after Foundationalism.

lunedì, febbraio 24, 2003

Per un attimo immenso ho dimenticato il suo nome.



da Famiglia Cristiana



MAI al terrorismo e alla logica di guerra.

sabato, febbraio 22, 2003

Pubblici ringraziamenti per gli auguri ricevuti:

mamma e papà, gli unici che mi hanno festeggiato sin dall'inizio;
Bruno F., un'amicizia che veramente mi onora;
Benedetta Z., la vita di comunità non fa bene, fa benissimo;
Monica A., per i nostri 30 anni;
Gaetano C., vedi sotto;
Cecilia R., simpatici i palloncini;
Simona B., le diversità e le incomprensioni si possono superare;
Marzia G., magari anch'io sposo post-doc;
Agnese T., il 9 forse ci sarò;
Mirko E., meglio ENTA che RINCO;
Filippo C., la prossima volta a Modena;
Manu B., sarò sempre cuginetto;
Francesco B., aspetto te per bere;
Stefano B., no la vita non è una penitenza insostenibile;
Silvia P., i tuoi auguri hanno il valore che ben sai;
Giandiego C.; w p. giannuttsi;
Elena T., ma la mononucleosi non è la malattia del bacio?;
Giulio Z., al matrimonio ci sarò;
Natale S., Irlanda, non UK!;
Gianni S., che sorpresa! Inizia la vita;
Chiara S., figurati se pensavo che non ti saresti ricordata;
il cugino Antonio, questa volta non pagava la ditta;
lo zio Icilio, metterò il cappelluccio;
Annalisa V., ti sei ricordata!;
p. Manfredo, grazie;

Dot e il suo post.

Official Sound Track of the day Sun Ephemera

Tra i tanti messaggi di auguri che sto ricevendo ce n'è uno che ho molto apprezzato.
Si tratta di questa poesia scelta da Tanino, un amico dai raffinati gusti letterari.


Ogni anno, mentre scopro che Febbraio
E' sensitivo e, per pudore, torbido,
Con minuto fiorire, gialla irrompe
La mimosa. S'inquadra alla finestra
Di quella mia dimora d'una volta,
Di questa dove passo gli anni vecchi.

Mentre arrivo vicino al gran silenzio,
Segno sarà che niuna cosa muore
Se ne ritorna sempre l'apparenza?

O saprò finalmente che la morte
Regno non ha che sopra l'apparenza?



G. Ungaretti
Il Taccuino del Vecchio


venerdì, febbraio 21, 2003

Oggi è il compleanno del mio caro John Henry Newman, compirebbe 202 anni ma è già passato a miglior vita.
Domani invece è il mio compleanno, il trentesimo per essere precisi, e stasera si festeggia alla grande.


Vita le promesse dovrai pur mantenerle
acceca un altro stronzo se ne hai il coraggio
hai usato un uomo come ostaggio
minacciando di farlo morire
vita rinuncia con me non ti conviene
prendi per il culo qualcun'altro
uno di quelli di carta pieni di te
che lasciano pensare

Ed un anno può sembrare un'ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti

Ricordati vita di chi coi fili ti muove...

Vita non è solo colpa tua
se il mondo è pieno zeppo di buffoni
mi sfogo con te perchè ci tieni in piedi
con i fili tra le dita

Ed un anno può sembrare un'ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti

Vita ricordati che un uomo ama
ricordati di chi coi fili ti muove
non ti sei ancora accorta
che ora ti muovo senza i fili

Ed un anno può sembrare un'ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti

Ricordati vita di chi coi fili ti muove...

Maybe there's a reason why I'm born again
There's something rare going on under my skies
You got to chill out, find a reason for your soul again
And judge the miracle by feel, not size
Infinite the reasons why I'm born again
The modern innocents have soul on their side

Try to capture reasons why I'm born again
The more I look at it the less that I find
But I wont bail, they will be a reason for my soul again
Another miracle has seasoned my mind

Maybe there's a reason why I'm born again
There's something real going on under my skies

I'm born again
My soul again
I'm born again
Find my soul again

Cronaca. Chieti. Denunciati per atti osceni in luogo pubblico due giovani che si erano lasciati andare a giochi erotici all'interno della
loro automobile. Sono stati comunque lasciati a piede libero, anche in considerazione della loro eta' (lei settantaquattro, lui ottantacinque anni).

Ue' zozzoni, che tenet'affà a ess'dendr?

giovedì, febbraio 20, 2003

Something 'bout the way your hair falls in your face
I love the shape you take when crawling towards the pillowcase
You tell me where to go and
Though I might leave to find it
I'll never let your head hit the bed
Without my hand behind it

Damn baby
You frustrate me
I know you're mine all mine all mine
But you look so good it hurts sometimes

Ieri sera ho cenato, a base di formaggi francesi e torroncini italiani, con sei, dico SEI, ragazze norvegesi, bionde con gli occhi azzuri e dai nomi difficili, e con una spagnola, anch'ella bionda con gli occhi azzurri.

Ho imparato tante cose sulla Norvegia.
Che ha tre lingue ufficiali; due molto simili, sono varianti del norvegese, che è una lingua di origine germanica, mentre un'altra completamente diversa, che è la lingua dei lapponi.
Che è un paese lunghissimo, per cui se, capovolgendolo, partisse dalla punta meridionale e scendesse in giù arriverebbe fino all'Italia.

A parte i luoghi comuni (il pesce, il freddo) cosa sa l'italiano medio della Norvegia?
Ho chiesto conferma se è vero che possono acquistare alcolici, che sono costosissimi, solo il finesettimana e sembra sia vero!
Gli unici scrittori norvegesi che conosco sono Ibsen e Gaardiner. Le cantanti Lene Marlin e le M2M. (Ma ci siamo dimenticati gli A-HA! Cosa sarebbero stati gli anni 80 senza gli A-HA?!?)
Comunque tolti Pavarotti ed Eros Ramazzotti, la musica italiana è altrettanto sconosciuta per loro.
Cinema norvegese? Nulla di rilevante.

Non fanno parte dell'Unione Europea e nemmeno dell'area euro e su queste questioni è nata un'interessante discussione, che rispecchiava le diverse posizioni presenti nel paese; desideri e timori di entrare in quest'Europa politica.
Io, da buon ambasciatore, ho cercato di convincerle in tutti i modi perchè, credetemi, con le norvegesi nell'EU ci sentiremo tutti piu felici ed uniti a cominciare da noi europei del sud.

;)


They paved paradise and put up a parking lot
With a pink hotel, a boutique, and a swingin' hot spot
Don't it always seem to go
That you don't know what you got 'til it's gone
They paved paradise and put up a parking lot

They took all the trees, and put em in a tree museum
And they charged the people a dollar and a half to see them
No, no, no
Don't it always seem to go
That you don't know what you got 'til it's gone
They paved paradise, and put up a parking lot

Hey farmer, farmer, put away your DDT
I don't care about spots on my apples,
Leave me the birds and the bees
Please
Don't it always seem to go
That you don't know what you got 'til it's gone
They paved paradise and put up a parking lot
Hey now, they paved paradise to put up a parking lot
Why not?

Listen, late last night, I heard the screen door slam
And a big yellow taxi took my girl away
Don't it always seem to go
That you don't know what you got 'til it's gone
They paved paradise and put up a parking lot
Well, don't it always seem to go
That you don't know what you got 'til it's gone
They paved paradise to put up a parking lot
Why not?
They paved paradise and put up a parking lot
Hey hey hey
Paved paradise and put up a parking lot

I don't wanna give it
Why you wanna give it
Why you wanna giving it all away
Hey, hey, hey
Now you wanna give it
I should wanna give it
Now you wanna giving it all away

Hey, paved paradise to put up a parking lot


mercoledì, febbraio 19, 2003



(Con un po' di ritardo spiego il perchè di questa bandiera.)

Le mie amiche americane si lamentano perchè ultimamente ricevono sempre più 'verbal abuses', diciamo offese verbali, a causa della loro nazionalità.
E' chiaro che in tempo di guerra le persone si schierano e cominciano a ragionare nei termini di nemico-amico, aggressore-aggredito, bene-male.
Cambia la psicologia di massa e prevalgono le stereotipizzazioni, i pregiudizi.
Ne fanno spesa le persone che magari non condividono la politica del proprio paese.
Ancor più paradossale è che questo avvenga anche in Irlanda, una nazione legatissima agli USA, visto che ci sono più irlandesì lì che in patria.

Come è triste sentirsi chiamare mafiosi solo perchè si è italiani e altrettanto triste essere considerati americani e quindi .... (metteteci tutto il peggio che si sente in questi giorni).

Ora, siccome una bandiera rappresenta una nazione e non le scelte delle sua attuale amministrazione, voglio avere la bandiera USA sul mio blog pacifista.
Non ho nemici, vorrei essere in pace con chiunque e, nonostante tutto, amo l'America.

martedì, febbraio 18, 2003

Ieri questo blog ha raggiunto le 3000 visite.
Che non sono molte ma nemmeno poche.
Un saluto agli affecionados ed un arrivederci a chi è arrivato qui cercando "verniciare i muri" e "riassunto e commento alla guerra in Iraq", augurando ad entrambi buon lavoro.

lunedì, febbraio 17, 2003

No blood for oil.

Sabato sono sceso in piazza per la pace.
Come tanti in gran parte del mondo.
Inutile dire che eravamo molti e molto diversi.
C'era di tutto, dalle suore con il rosario e la Madonna di Lourdes alla bandiera di Rifondazione Comunista (quella italiana!)
C'erano i nazionalisti e gli internazionalisti, gli anarchici e i presbiteriani.
E c'eravamo anche noi, del Glenomena Residence, studenti internazionali di UCD con il nostro piccolo cartello.
E poi c'erano i bambini, quanti bambini.

La bandiera della pace è arrivata anche qui, con la scritta in italiano!!

Una differenza che subito colpisce, rispetto alle nostre manifestazioni, è l'assenza della polizia. Ne avrò visti 5 o 6, che si limitavano a dirigere il traffico della macchine.
Altro che reparti antisommossa.
C'è da dire che i manifestanti erano di una compostezza incredibile, nessuna scritta sui muri, nessuna minaccia, sono passati davanti al MacDonald's aperto in Grafton Street sorridendo ai clienti.
La cosa più bella è stato vedere insieme i curdi, gli iracheni in esilio, gli americani, i palestinesi, ognuno con la propria bandiera e uniti contro questa inutile guerra.

I discorsi erano in doppia lingua, irlandese ed inglese, e oltre i sindacalisti ed i politici hanno parlato i leader religiosi.

Qui c'era un motivo in più per marciare: l'Irlanda è un paese tradizionalmente neutrale, non ha partecipato alla seconda guerra mondiale, non fa parte
della NATO eppure gli americani, nonostate la maggioranza dei cittadini sia contraria, usano la base aerea di Shannon per i loro aerei assassini.
Abbiamo dimostrato anche per riaffermare la sovranità di un popolo sul proprio suolo e sul proprio cielo.

sabato, febbraio 15, 2003

Tra i miei amici in Italia gira voce che io abbia una fidanzata giapponese.
Sabato ho finalmente conosciuto la prima giapponese da quando sono a Dublino. Si chiama Mika.
Ero in autobus, andavo in centro per la marcia della pace, si è seduta vicino a me e senza neanche presentarsi ha sfoderato la sua sorpendente loquacità.
Mi ha parlato di sè, delle sue amiche, del suo paese, dei suoi studi, delle conoscenze italiane. Simpatica, cordiale, molto gentile.
Non ho un debole per le asiatiche e l'unica cosa che mi piace del Giappone sono alcune cantanti pop, in particolare Namie Amuro.
Mi sono fatto tradurre al volo un po' di testi di sue canzoni.

Proprio prima di scendere la tipa mi chiede: ma tu hai una fidanzata giapponese?

L'unica plausibile interpretazione di queste ricorrenti voci, ormai globalizzate, è che siano chiari segni del destino che mi attende, perchè come direbbe Vico: Idee uniformi nate appo intieri popoli tra essoloro non conosciuti debbon avere un motivo comune di vero (Scienza Nuova, Degnità XIII).

Questa mattina
mi son svegliato
e ho trovato l'invasor...


Stamattina, molto presto, precisamente alle 4.50, una ragazza è entrata nella mia camera.
Abito a piano terra, proprio a fianco all'entrata della palazzina e la porta del mio appartamento è spesso aperta; niente di più facile per un ladro.
Nel sonno ho sentito aprire la porta, mi sono svegliato e appena ho visto una figura avvicinarsi sono saltato in piedi.
La camera era molto buia, a malapena si vedeva l'ombra di questa sconosciuta che subito mi ha detto: sorry, sorry ed è uscita di corsa.
Stranamente non mi sono per nulla impaurito e subito ero di nuovo a letto, non l'ho seguita.
Il mio appartamento è ormai un porto di mare e nonostante i divieti ogni notte abbiamo ospiti.
Non avevo idea dell'orario e ho pensato che fosse qualcuna che aveva partecipato alla visione notturna del film o una sopravvissuta ai due o tre Valentine Party che ci sono stati nel residence.
Quando ho visto che era molto tardi, ossia quasi mattino e che non si sentiva nessuno parlare, ho cominciato a dubitare che fosse stata veramente una ladra.
Sono riuscito a riaddormentarmi; dopo qualche ora vengo svegliato dall'allarme antincendio.
Tutti escono dalla proprie camere ma non c'è nè fumo nè fiamme.
Falso allarme.
Faccio la conta delle donne, nessuna intrusa, allora chiedo a tutte se per caso, sbadatamente... Nulla, si rafforza l'ipotesi del furto.
Solo in tarda mattinata incrocio Claire che mi dice: sorry for tonight, I was so drunk, I had a mistake.
So drunk? Cara mia io sto nella 1, tu nella 6, all'altra estremità del corridoio!!
Don't worry, if I knew it was you I would have asked you to stay.
;)




In queste ore di apprensione il mondo guarda ai luoghi dove si sta tessendo la pace. Guarda ai disarmati "artigiani di speranza" che lavorano per ricondurre il cammino dell'umanità su sentieri di riconciliazione e di fraternità. Guarda anzitutto al primo e instancabile "operatore di pace", Giovanni Paolo II, che nella mattina di venerdì 14 febbraio ha incontrato in Vaticano il Vice-Primo Ministro della Repubblica dell'Iraq, Tarek Aziz.
Guarda alla missione del suo Inviato Speciale, il Card. Roger Etchegaray, il quale, incontrando la comunità cristiana di Mossul, nel Nord del Paese, ha rinnovato il suo appello a credere nella pace e ad operare concretamente per allargare gli spazi della pace.
Ma in queste ore gli occhi del mondo si volgono imploranti verso l'Alto. Per la comunità cristiana è il momento in cui più forte si leva la voce fidente della preghiera. Nelle Cattedrali e nei Santuari, nelle parrocchie e nelle chiese, in famiglia e nei luoghi di lavoro, si sfoderano le "armi" povere dell'orazione, del digiuno, della rinuncia. Veglie, fiaccolate, riflessioni scandiscono il ritmo interiore di queste giornate, percorse da un profondo, vibrante anelito di pace.
Quello dei "costruttori di pace" è un lavoro nascosto, silenzioso, che richiede una fede granitica. Che esige la pazienza dell'ascolto, del dialogo, della comprensione. Ma esige soprattutto coraggio. E questo è il momento del coraggio di osare la pace.

L'Osservatore Romano, 15 febbraio 2003.

E questa la dedichiamo a Tali, norvegese, che finalmente ho conosciuto, in un Valentine Party affollatissimo.
Per la serie make love not war domani pomeriggio andremo insieme alla marcia per la pace e poi cena a base di formaggio francese.


I'm Standing on a bridge
I'm waitin in the dark
I thought that you'd be here by now
Theres nothing but the rain
No footsteps on the ground
I'm listening but theres no sound

Isn't anyone tryin to find me?
Won't somebody come take me home
It's a damn cold night
Trying to figure out this life
Wont you take me by the hand
take me somewhere new
I dont know who you are
but I... I'm with you

I'm looking for a place
searching for a face
is anybody here i know
cause nothings going right
and everythigns a mess
and no one likes to be alone

Isn't anyone tryin to find me?
Won't somebody come take me home
It's a damn cold night
Trying to figure out this life
Wont you take me by the hand
take me somewhere new
I dont know who you are
but I... I'm with you

oh why is everything so confusing
maybe I'm just out of my mind
yea yea yea

It's a damn cold night
Trying to figure out this life
Wont you take me by the hand
take me somewhere new
I dont know who you are
but I... I'm with you

Take me by the hand
take me somewhere new
I dont know who you are
but I... I'm with you
I'm with you

Take me by the hand
take me somewhere new
I dont know who you are
but I... I'm with you
I'm with you
I'm with you...

Succede sempre più spesso, ascolto una nuova band, mi piace e poi scopro che sono cristiani.
Mi è capitato con i Sixpence None the Richer, i POD, i Creed, i Juliana Theory e ora con gli Chevelle.
Da noi non esiste la christian music, almeno non a livello popolare, ma in America è un vero e proprio fenomeno artistico.
Esistono etichette specializzate, riviste, festival e anche le major ora hanno il loro settore di christian music.

Sicuramente è un mercato anche questo e quindi soffre di tutte le perversioni della mercificazione della spiritualità.
Ciononostante ci sono band, oltre a quelle citate, che non hanno assolutamente nulla da invidiare a quelle secolari più famose.
Le mie preferite: Jars of Clay, Burlap to Cashmere, DC Talk, Tree63.

Un po' di video lì trovate qui.

venerdì, febbraio 14, 2003

Questi spagnoli non finiscono di stupirmi, sono sicuramente il gruppo etnico più consistente qui in campus,
Ho passato la serata con due di loro, incontrati casualmente.
Patrizia, molto carina, e Pedro.
Eravamo ad un concerto ed ogni tanto Pedro arrivava con due bicchieri mezzi pieni, li mischiava e beveva.
Io mi chiedevo perchè comprasse due birre alla volta.
Dopo un po' mi ha spiegato: vedi, qui in Irlanda la birra costa troppo e allora io mi faccio un giro, rubo qualche bicchiere, e bevo quel che c'è!

Orrore!
E pensare che poco prima mi aveva anche invitato ad assaggiare.
Per fortuna sono astemio.

There she goes
There she goes again
Racing through my brain
And I just can't contain
This feeling that remains
There she blows
There she blows again
Pulsing through my vein
And I just can't contain
This feeling that remains
There she goes
There she goes again
Racing through my brain
And I just can't contain
This feeling that remains
There she goes
There she goes again
She calls my name
She pulls my train
No one else could heal my pain
And I just can't contain
This feeling that remains
There she goes
There she goes again
Chasing down my lane
And I just can't contain
This feeling that remains

Il presidente del pianeta annuncia il suo prossimo crimine in nome di Dio e della democrazia. Così facendo offende Dio e offende anche la democrazia
che è sopravvissuta nel mondo a malapena, nonostante le dittature che da oltre un secolo gli Stati Uniti sono andati disseminando per ogni dove.
Il governo Bush, che più che un governo sembra un oleodotto, ha bisogno di impossessarsi della seconda riserva mondiale di petrolio, che giace nel
sottosuolo iracheno. Ha bisogno, inoltre, di giustificare la valanga delle sue spese militari e di esibire sul campo di battaglia gli ultimi modelli
della sua industria bellica.
Si tratta di questo, gli altri sono tutti pretesti, e i pretesti per questa imminente carneficina offendono l'intelligenza. L'unico Paese che ha usato
armi nucleari contro la popolazione civile, il Paese che sganciò le bombe atomiche che annientarono Hiroshima e Nagasaki, vuol farci credere che
l'Iraq sia un pericolo per l'umanità. Se il presidente Bush ama così tanto l'umanità, e vuole davvero scongiurare la più grave minaccia che pende
sull'umanità, perchè mai non bombarda se stesso, invece di pianificare un nuovo sterminio di popoli innocenti?
Immense manifestazioni invaderanno le strade del mondo il prossimo 15 febbraio. L'umanità è stufa di essere usata come alibi dai suoi stessi
assassini, ed è anche stufa di piangere i suoi morti alla fine di ogni guerra: questa volta vuole impedire la guerra che li ucciderà.

Eduardo Galeano

Ricorda sempre che il bene è fatto anche di piccoli gesti d'amore non solo verso chi abbiamo dei doveri, ma verso
qualunque persona, sia pure essa l'ultima.
Basta un sorriso, un gesto di cortesia, una carezza, una parola buona a fare migliore il mondo.
Sono certa che non dovrei dirti queste cose perchè tu le hai già capite, ma mi piace ripeterle a te e a me.


Se le ho capite è solo perchè me le hai insegnate tu, mamma.

FIGHT THE RICH, NOT HIS WAR!

giovedì, febbraio 13, 2003

Oggi, 13 febbraio, è l'anniversario della morte di mio nonno, ucciso in guerra a 28 anni.
A lui dedico queste riflessioni di don Luigi Ciotti.


Perchè diciamo no alla guerra.

Sono molte le ragioni che permettono a cittadini appartenenti a identita'
diverse (dal punto di vista culturale, sociale, religioso e professionale)
di esprimere un'uguale condanna alla possibilita' di una guerra (presunta
"preventiva") contro l'Iraq. Ancora una volta le diversita' convergono in
un'unica opzione in grado di formare unita' tra protesta e proposta.
"Non c'e' pace senza giustizia", non si stanca di ripetere Giovanni Paolo II
e, con lui, le tante comunita' civili e cristiane che sono sparse in tutto
il mondo e che sono convinte dell'inutilita' della violenza per affrontare e
risolvere conflitti.
Le riflessioni che seguono provano a formulare - a voce alta - alcune
considerazioni per dare ulteriore chiarezza e motivazione ad un "no" alla
guerra che vuole proporsi anche come "si'" alla giustizia, alla pace e alla
speranza.
*
1. La prima vittima delle guerra e' sempre la verita'. Il primo vincitore un
certo profitto che calpesta dignita', speranza e pace. L'espressione "un
certo profitto" indica non solo la volonta' di controllare le ricchezze
naturali ad ogni costo, ma anche il fatto che i veri motivi di quasi tutti i
conflitti internazionali sono e restano interessi economici cosi' prepotenti
da inquinare la stessa vita politica chiamata a decidere su questioni
inerenti conflitti armati ed entrata in guerra di interi popoli.
*
2. Il fermo e deciso "no" alla guerra non esprime il solo desiderio
dell'Italia di restare estranea al conflitto. Il primo "no" e' alla guerra
in quanto tale. Non vogliamo solo restare fuori dalla guerra (con una logica
eccessivamente ripiegata sul nostro Paese). Non vogliamo la guerra in quanto
tale. Ed anche per questo non vogliamo che il nostro Paese si spenda - con
responsabilita' politiche, militari e strategiche - per costruire un sistema
di guerra che inevitabilmente realizzera' morte e disperazione.
*
3. Siamo profondamente convinti che il domani e' scritto nell'oggi e che il
futuro sara' ad immagine e somiglianza del metodo e delle pratiche seguite
per costruirlo. Alcune dure lezioni sull'inutilita' (e sui drammatici costi)
della guerra le abbiamo gia' ricevute dalla storia. Senza dimenticare che
conflitti, odio e diseguaglianze escono rafforzati e radicalizzati dai
conflitti armati, creando ulteriori e future insicurezze e instabilita'.
L'abbandono della strada politica non e' mai, di conseguenza, soluzione ai
conflitti, ma tragica condanna a spirali di violenza che inevitabilmente
alimentano il bisogno di ostilita' insanabili.
*
4. Nessuno vuole fare o proporre sconti a dittatori e terroristi o alla
violenza, da qualunque parte questa arrivi. Cio' di cui siamo convinti e'
che non sono indifferenti la natura e la modalita' della risposta alla
violenza. Anche di fronte all'orrore e alla follia della violenza occorre il
coraggio del ragionare, del capire, dell'intervenire con lungimiranza e
dell'evitare la tentazione delle scorciatoie.
*
5. Alcune delle ultime guerre internazionali non solo hanno violato le
regole fondamentali del diritto (i limiti di legittima difesa fissati dal
consiglio di sicurezza dell'Onu nel dicembre 1975), ma hanno anche spazzato
via l'idea di un diritto internazionale e la competenza esclusiva dell'Onu a
deliberare e a realizzare operazioni di polizia internazionale.
*
6. La guerra, che dopo l'ultimo conflitto mondiale e' stata formalmente
vietata dalla Carta delle Nazioni Unite e "ripudiata" da molte costituzioni
nazionali (compresa quella italiana), ha - in questo periodo - riassunto un
ruolo di protagonismo. Non solo: non mancano quanti tentano - con linguaggi
e motivazioni spesso infondate, ma tese a dilatare confusione - di
giustificare la necessita' di un intervento militare con espressioni tipo
"guerra giusta", "umanitaria", per "legittima difesa", "preventiva". Nessuna
acrobazia linguistica puo' trasformare uno strumento al servizio della morte
in un'operazione di pace e di vita. Solo nella politica esistono i reali
strumenti perche' la gestione di un conflitto non debba essere affidata alla
violenza e alla logica del piu' forte, indipendente dalle ragioni e dalle
legislazioni presenti sul piano internazionale.
*
7. Il terrorismo non e' figlio della poverta' e dell'ingiustizia, ma si
alimenta della disperazione da esse prodotta. Intervenire politicamente su
tali situazioni, vuol dire che "non c'e' pace senza giustizia"; significa
che intervenire politicamente sulle condizioni di sfruttamento non
contribuisce solo a realizzare maggior equita' e giustizia, ma si rivela
anche strumento efficace per vincere qualsiasi forma di terrorismo. Una pace
stabile esige un approccio politico realistico, dialogico e capace di
aggredire le cause sociali di sfruttamento, miseria e disuguaglianze
internazionali per fare della giustizia la premessa di ogni convivere
disteso e sereno.
8. Due vincolanti passi ci sembrano necessari.
- Spostare il baricentro del diritto internazionale dagli Stati alle
persone. Significa creare le condizioni perche' non si realizzi tanto e solo
una tutela dell'equilibrio tra i governi, ma una vera tutela dei diritti
fondamentali di ogni cittadino del mondo.
- Dare agli strumenti internazionali di verifica e di controllo quali il
Tribunale penale internazionale le reali possibilita' di sanzionare ogni
tipo di abuso e di prevaricazione del diritto senza sconti per nessuno e
senza eccessive timidezze verso quei potenti che piu' di altri sono in grado
di condizionare organismi internazionali in virtu' del loro potere
economico.
*
Riflessioni sparse per trasformare un grido in parola attenta, documentata e
precisa; per fare del "no alla guerra" una proposta perche' giustizia e
politica si sostituiscano alle armi e agli eserciti.
Non ha senso dividerci su queste questioni. E' urgente, doveroso e
necessario restare uniti, intrecciare gli sforzi e opporsi alla logica delle
divisioni con uno sforzo teso all'unita' e alla concretezza del risultato di
pace.
Associazioni, gruppi, cooperative, chiese, sindacati, libere aggregazioni,
lavoratori, mondo dello sport, del tempo libero, scuole, operatori
dell'informazione, amministratori politici e donne e uomini di buona
volonta' dobbiamo fare tutto il possibile perche' dall'intreccio delle
nostre diverse iniziative possa nascere quel mondo possibile caratterizzato
dalla pace e dalla capacita' di "fermare il male con il bene".


mercoledì, febbraio 12, 2003

Questo blog compie un anno.
L'ho iniziato la notte tra il 12 ed il 13 febbraio, quando non era ancora una moda, quando il 95% degli attuali blog italiani non esisteva e quando neppure io avevo ancora una chiara idea delle sue potenzialità.

Ho scoperto i blog casualmente: cercavo degli articoli scritti da mia sorella e li ho trovati su Ciampa e sullo stesso sito ho letto il primo weblog.
Data la mia propensione emulativa il passo successivo è stato pressochè naturale.

Perchè continuo a scrivere? Perchè è il miglior modo di comunicare senza essere interrotti.
Saluto perciò i miei 5 lettori abituali ed i 10 che sono passati oggi e non passeranno più.

E per quest'anno magnifico che è passato ringrazio il padrone del tempo con questa preghiera.

What I get from my reflection
Isn't what I thought I'd see
Give me reason to believe
Never leave me incomplete
Will you untie this loss of mine
It so easily defines me
Do you see it on my face?
And all I can think about
Is how long
I've been waiting to feel you move me
Into something beautiful
Into something beautiful

Julie è una delle mie alunne.

Io: va bene se la prossima lezione la facciamo venerdì?
J: Ok, ma è S. Valentino.
Io: Non è un problema, non ho nessuno con cui festeggiarlo.
J: Nemmeno io.

don't stand, don't stand so
don't stand so close to me


martedì, febbraio 11, 2003

Intanto è uscito Love, il nuovo dei The Juliana Theory.
Speriamo bene.

Che giornata oggi!
1) Mattinata in archivio. Finalmente ho trovato qualcosa di rilevante ma è meglio non parlarne. Comunque è veramente emozionante leggere questi documenti ottocenteschi scritti in calligrafia con la stilografica.
2) Dopo pranzo correzione con la supervisor. Promosso. ;)
3) Work in Progress Seminar con Maria Baghramian su Putnam, Rorty and the View from Nowhere. La prossima volta tocca a me.
4) Due ore di ripetizioni di logica.
5) Incontro di preghiera.
6) Here I am, reading mails and updating my blog.

On February 11, 1763, William Shenstone died in the home in
which he was born a half century earlier. Born into prosperity,
Shenstone inherited the family estate shortly after graduating
from Oxford University. He was the very model of the model
18th century English gentleman, writing poetry engaging in art
collecting, and diligently tending a beautifully-landscaped estate
(he was the first person to use the term "landscape gardening").
While he never achieved lasting fame as a writer or poet, he
did produce some memorable lines, including this example of
chiastic shorthand:

"Every good poet includes a critic,
but the reverse will not hold."

And these oxymoronic observations:

"Offensive objects, at a proper distance,
acquire even a degree of beauty."

"We hate those faults most in others
which we are guilty of ourselves."

lunedì, febbraio 10, 2003

Passo tutti i lunedì pomeriggio nello shelter per homeless della Saint Vincent de Paul.
Ci intratteniamo con gli ospiti che, come si può immaginare, non sono sempre tipi tranquilli.
Due sono le situazioni peggiori, quando sono ubriachi e quando arriva la polizia in cerca di qualcosa o qualcuno.
Oggi si sono verificate entrambe ed il peggio è che cercavano proprio uno ubriaco.
Per fortuna i poliziotti, che ho scoperto in Irlanda non sono solitamente armati, hanno saputo gestire tutto con calma.
Nonostante alcuni momenti di tensione non è accaduto nulla di grave e dopo qualche minuto tutto è tornato alla normalità.

Io non parlo molto con gli ospiti, anche perchè non è facile capirli a causa del dialetto stretto, ma alcuni nascondono storie di vita allucinanti.
Ce ne sono due ai quali lo scorso anno hanno ucciso un figlio; uno sparato ed una accoltellato, tanto per capirci.
Uno di questi, Tom, è il mio avversario preferito a biliardo.
Oggi ho vinto la mia prima partita dell'anno.


venerdì, febbraio 07, 2003

Quando oggi l'ho sentito su Skynews mi sono rallegrato.
Pare che il dossier inglese sull'Iraq contenga brani spudoratamente copiati.
E tra le fonti c'è anche una tesi di dottorato.
Mi sono rallegrato perchè almeno c'è qualcuno fuori dall'università che legge le tesi di dottorato.

(Sulla serietà dei servizi segreti non mi ero mai fatto illusioni.)



Grazie a Walkaways

C'è chi non si rassegna all'inevitabilità di questa guerra in IRAQ.
La scorsa settimana qui in college c'è stato un intero pomeriggio dedicato ai dibattiti, con la partecipazione di professori e ricercatori.
Il 15 febbraio grande marcia in centro.

Non potendo appendere la bandiera multicolore, ho attaccato già da qualche settimana al vetro della mia finestra un volantino: DON'T ATTACK IRAQ. Con piacere ho visto che anche in un altro appartamento hanno fatto la stessa cosa.

Intanto sono stati arrestati 5 attivisti del Catholic Worker Movement che sono entrati nell'aeraoporto militare militare di Shannon e per protesta hanno sparso del sangue sulla pista utilizzata dagli aerei americani.
L'Irlanda è tradizionalmente un paese neutrale e non è parte della NATO eppure gli americani usano Shannon per le loro sporche manovre.

giovedì, febbraio 06, 2003

Cronaca. Treviso. Ancora un allarme del sindaco leghista Gentilini contro una popolazione "straniera" che si moltiplica
incontrollabilmente. Stavolta ad essere sotto tiro sono i cigni, che secondo Gentilini "rovinano la natura, alterano la fauna dei fiumi" e
non sono nemmeno padani. I volatili, secondo lui, sarebbero stati importati in citta' "da qualche criminale". La soluzione prevista,
naturalmente, e' di sterminarli.

Riccardo Orioles

Sono uno dei giurati dei photobloggies awards e quindi in questi giorni sto visitando decine di blog pieni di foto. Che spettacolo!! La scelta non è certo facile.
Alcuni sono davvero eccezionali ma fin quando i risultati non saranno ufficiali non renderò pubbliche le mie preferenze.

Anch'io nel mio piccolo ho il mio blog fotografico, una specie, diciamo, visto che le foto non sono originali ma prese qua e là. Certo che dopo questa scorpacciata ne avrò tantissime da citare.

mercoledì, febbraio 05, 2003

Chi si nasconde dietro G. W. Bush?
Scopritelo con questo simpatico giochino.

La fantasia non ha veramente limiti.
Durante questo periodo dell'anno nel campus ci sono feste, incontri, dibattiti a non finire.
Questa settimana ad esempio è dedicata agli anni 80, all'antiomofobia, alla radio dell'università, e chi più ne ha più ne metta.
Ogni associazione studentesca s'inventa la sua celebrazione.
La fantasia non ha limiti, dicevo ed infatti si sono proprio sbizzarriti nella scelta dei personaggi famosi da invitare.
La scorsa settimana è stata la volta, tra gli altri, della voce di Bart Simpson.
Non potendo invitare lui di persona hanno invitato la sua voce, nella versione originale naturalmente.
Questa settimana, visto che bisognava festeggiare gli anni 80, hanno invitato Dick Benedict.
Come chi è? (non lo sapevo nemmeno io fino a 3 giorni fa) E' uno dell'A-Team, il biondo per intenderci, The Face.
Il teatro era strapieno e non sono riuscito ad entrare ma l'ho visto, vi giuro che l'ho visto.
E dire che la maggioranza degli studenti è nata dopo il 1980! Ma evidentemente certi telefilm fanno parte dell'immaginario collettivo transgenerazionale.
Tanto per cambiare domani è Arts Day, ossia nella mia facoltà non ci sono lezioni ma si festeggia.


lunedì, febbraio 03, 2003

Volete sapere dove è sepolto un personaggio famoso?

findagrave

Stasera qui a Dublino nevica che è una meraviglia. Solo per aria, per ora, ma l'effetto è notevole.
Il mio compagno di appartamento spagnolo non aveva mai visto la neve in vita sua ed era eccitatissimo, è voluto uscire per toccarla ed ora se ne sta in giardino, con l'ombrello, a passeggiare.



domenica, febbraio 02, 2003

Oggi ho mangiato pizza vera, fatta da italiani.
Dopo la messa al Trinity ed il consueto tea in sacrestia sono stato invitato da Fabio e Anna, due fidanzati di Pordenone che lavorano qui da due anni.
Avevano fatto lievitare la pasta tutta la mattinata, ci hanno preparato le loro pizze in tutte le maniere possobili.
Che bello riassaporare i sapori italiani.
Eravamo tanti, da mezza Europa: 3 italiani, 2 spagnole, una portoghese, 2 russi, 2 irlandesi, una olandese e una slovacca.
Abbiamo finito alle 17!

Ieri altro invito a cena, cena vegetariana questa volta.
Arianna ha cucinato riso con passato di lenticchie, insalata e dolci.
Ci hanno fatto compagnia due newyorkesi, Shivonne e Elena.

Mamma sta' tranquilla, anche qui si mangia (e anche bene qualche volta)

On February 2, 1970, Bertrand Russell died in Wales, at age 98.
Born into a distinguished English family (his grandfather was Prime Minister), Russell was orphaned as a young child and
raised by his grandmother. An extraordinarily bright young man, he studied at Trinity College, Cambridge, where he eventually
taught as well. One of the 20th century's most influential figures, Russell was best known for his work in mathematical
logic, his progressive social views, and his advocacy of pacifism and nuclear disarmament. He received the Nobel Prize in 1950.
In "Skeptical Essays," he wrote chiastically:

"We have, in fact, two kinds of morality side by side;
one which we preach but do not practice,
and another which we practice but seldom preach."

He writings also included many thought-provoking oxymoronic observations:

"To be without some of the things you want
is an indispensable part of happiness."

"Although this may seem a paradox, all exact science
is dominated by the idea of approximation."

"We must be skeptical even of our skepticism."

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sabato, febbraio 01, 2003

Con il Papa o con Bush?

Vota il sondaggio.

Questa è una delle palazzine del residence dove vivo. Ne sono 8, tutte uguali.
Le ultime due sono le stanno completando e saranno pronte entro due settimane.
Oltre agli appartamenti ci sono la reception, la lavanderia, i parcheggi per le bici e un po' di panchine.