martedì, agosto 27, 2002

Oggi ho avuto una visita da qualcuno della mia nuova università.
E chi sarà mai? Si stanno informando della mia vita? Mistero...

Da domani fino al 31 sarò a Stresa per il Simposio Rosminiano e quindi, molto probabilmente, mancherò da questi schermi.
A presto.

In anteprima il nuovo singolo degli U2.

lunedì, agosto 26, 2002

Money is like a sixth sense without which you cannot make a complete use of other five.
William Somerset Maugham

domenica, agosto 25, 2002

Tra le clausole del contratto che ho firmato per il Residence ce n’era una ben evidenziata:
“visitors are not permitted to remain overnight (Revocation of Licence offence)” cioè non potrò ospitare nessuno di notte.
Vedremo…


"Success is getting what you want,
happiness wanting what you get."

sabato, agosto 24, 2002

Mia madre sta imparando ad usare il computer, in particolare la posta elettronica.
Il motivo è uno solo, per essermi più vicina durante le mie lunghe assenze.
Tutto questo mi sembra molto commovente.
(la mamma è sempre la mamma)


nuovi simpatici blog

sabrissa

il blog delle piccole cose


millevocidentro



Ho finalmente trovato la sistemazione che desideravo a Dublino. Dall’11 settembre al 6 giugno alloggerò presso il Glenomena
Residence
, il nuovo collegio per laureati dello University College Dublin.
Avrò una stanza in un
appartamento
con altri cinque studenti.

venerdì, agosto 23, 2002

Ho visto un film molto bello Lost and delirious (credo che non sia stato distribuito in Italia). Racconta di tragici amori femminili in un college canadese.
Tre ottime giovani attrici, ampie citazioni shakespeariane, toccante senza essere retorico, sinceramente sofferto.

giovedì, agosto 22, 2002

Da domani, lo prometto, si torna a bloggare alla grande!

sabato, agosto 10, 2002

Questa settimana ho visto tre film e letto due romanzi.
I miei giudizi:

Le fate ignoranti: 7,5 Discutibile ma non scontanto. Fa riflettere e dipinge bene un mondo nascosto. Margherita Buy è una grande attrice.
Save the last dance: 6 Ben fatto quanto scontato. Molto americano, dalla trama banalissima.
Lezioni di piano: 6,5 Splendide le musiche, bella ambientazione ma la trama è stata deludente: piuttosto superficiale e anche inverosimile. Mi aspettavo molto di più.

Lo strano caso del dottor Jekill e mister Hyde: 9 Stupendo l'intreccio, veramente coinvolgente, per quanto l'esito è noto a tutti. Ottima scrittura, ora vorrei leggerlo in originale. Specchio delle doppiezze dell'età vittoriana ma anche delle profondità degli animi di tutti i tempi.
La leggenda del santo bevitore: 8 Un racconto più che un romanzo. Anche se ambientato a Parigi mi sembra molto viennese. Esprime bene quel sentimento di distacco dalla vita che mi fa pensare alla mittleuropa di fine impero.
E poi una dei protagonisti è S. Teresina!

Ho iniziato a leggere Un ragazzo di Hornby e mi sto divertendo moltissimo.

giovedì, agosto 08, 2002


fantasia

Il blog più originale che abbia incontrato.
E' di Fry e riguarda i lavori di hobbistica femminile.
Semplice ma elegante e grazioso.

Fry non finisce mai di stupirci.

L'ARMAIOLO BERETTA AMBASCIATORE IN USA? NO, THANKS!

Non stupisce che per la nomina ad ambasciatore negli Usa, Berlusconi abbia messo gli occhi sull'armaiolo bresciano Ugo
Gussalli Beretta, presidente della Fabbrica d'armi Pietro Beretta s.p.a. di Gardone Val trompia (BS) e della omonima Holding
internazionale.

Se ambasciate e consolati devono diventare - secondo il progetto annunciato dal Presidente del consiglio nel gennaio
scorso e ribadito alla recente Conferenza degli ambasciatori (Roma 23-30 luglio) - l'apripista del marchio "made in Italy",
quale miglior scelta dell'armaiolo bresciano, erede acquisito della cinquecentenaria fabbrica d'armi, conosciuto negli States
per essersi conquistato con le Beretta M9 e le sue varianti l'ampio mercato delle pistole in dotazione ai corpi di polizia Usa?
Per non parlare degli stretti rapporti d'amicizia tra l'armaiolo bresciano e la famiglia del padre del presidente George W. Bush,
al quale piace sfoggiare la cravatta regalatagli dal Gussalli. Insomma ci sono tutti i presupposti per centrare con un solo
colpo tre bersagli: i desideri di marketing di Berlusconi, l'esigenza di maquillage della Beretta e il recupero dell'onore ferito di
presidente-difensore degli Usa di George W. Bush.

Qualche pulviscolo che potrebbe deviare il colpo c'è. Nei tribunali americani Usa, infatti, la Beretta è conosciuta
soprattutto per le cause processuali che ha aperto nei confronti di varie amministrazioni cittadine (tra cui New York)
responsabili - secondo la Beretta - "di aver violato la clausola costituzionale sul commercio cercando di obbligare i
produttori di armi ad adottare un "codice di condotta"" (fonte CNN). Per non parlare delle proteste mosse in questi anni ai
produttori di armi (tra cui la Beretta USA Corporation) da parte di moltissime organizzazioni di difesa dei diritti civili le quali
chiedono norme più severe sul porto d'armi in Usa dove ogni anno più di 20.000 giovani sotto i 20 anni vengono uccisi o
feriti da armi da fuoco.
Ma sembrano ostacoli facilmente superabili, anche perchè Berlusconi avrebbe un "debito d'onore" nei confronti di Ugo
Gussalli Beretta: secondo il Mondo (il settimanale economico del Corriere della Sera, 13 luglio 2001) è stato infatti l'armaiolo
bresciano ad aver creato qualche anno fa il "contatto" tra i due aspiranti presidenti.
Vien anzi da chiedersi se l'ambasciatore (in pectore) sia Gussalli Beretta o non viceversa. Durante l'ultima sua visita in
Usa, Berlusconi ha regalato a George W. Bush l'ultimo libro sulla dinastia Beretta, dimostrandosi così ottimo rappresentante
della rinomata ditta bresciana. Insomma, quella di ambasciatore in Usa, si presenta come una perfetta valigia diplomatica
per Gussalli Beretta: un modo legale ed elegante per bypassare i metal-detector degli aeroporti statunitensi e di tutto il
mondo e piazzare il suo "made in Italy" di morte.

La rivista Missione Oggi lancia un appello dal suo sito internet a tutti i cittadini e alle associazioni
invitando a inviare lettere ed email al Presidente della Repubblica chiedendogli di respingere, qualora confermata, la nomina
dell'armaiolo bresciano ad ambasciatore italiano negli Usa.

Missione Oggi

martedì, agosto 06, 2002

Continua a peggiorare la qualita' della cocaina utilizzata nei ministeri italiani. Le ultime forniture erano decisamente schifose,
e gli effetti si vedono nelle interviste dei ministri e nel corso dei dibattiti parlamentari. Da quando e' stato arrestato il povero Sandro
Martello (il collaboratore di Micciche' che riforniva i ministeri) la roba non e' piu' quella di prima. E che cazzo! Si fatica, si salva
l'Italia, si lavora, e poi neanche si puo' avere una sniffata di quella buona. Qua - ha intimato qualcuno - bisogna provvedere. Senno' ci
buttiamo a sinistra, e chi s'e' visto s'e' visto.

Riccardo Orioles


lunedì, agosto 05, 2002

Un bell'articolo sulla religiosità dei bambini.



Children with time and space to explore spirituality
By Tara Holmes


WHEN I was growing up in the 1970s there was no such thing as children’s liturgy. My role was to keep
quiet in church so that adults could pray. Sitting still for long periods of time was never my strong point. I
remember being particularly restless and bored during the homily. Even after I made my first Holy Communion
at the age of seven, there was little in the way of follow-up until confirmation classes began some years
later.

Although the Roman Catholic Church published a directory on Children’s Masses in 1973, it took another
20 years or so for any real change. By then, most children of my generation had lost interest in their faith.

Now, nearly three decades later, the tide is changing. Most Catholic parishes offer weekly children’s liturgy
sessions during Sunday Mass. Children will typically leave the church after the opening hymn and gather
together in a separate place for a simple act of worship overseen by an adult, returning to church for the
preparation of the gifts.

As a parent of two small children, I have found myself increasingly supportive of the role played by children’s
liturgy in the Mass. For my eldest daughter, who began attending shortly before she turned three, the
experience has gone hand in hand with the first signs of spiritual awakening and numerous spontaneous acts
of worship.

One Sunday she entertained the congregation at our small village church by using her Thomas the Tank
Engine book as a hymn sheet. No doubt some people would frown upon the idea of singing “Henry is a green
engine, Thomas and Gordon are blue engines” to the tune of Cardinal John Henry Newman’s Lead Kindly
Light but my gut feeling was that God would not be frowning with them.

My daughter’s enthusiasm has now spilt beyond the church doors to places where she most likes to play.
Trips to the playground always include a prayer in front of the war memorial statue in our local park. She insists
that the statue is Jesus and stands beside it reciting some simple prayers.

The process is then repeated at every park bench. On one occasion, she found a flower next to the “Jesus”
statue and gave it to my husband, saying: “Here is a flower for you from Jesus.”

Bernadette Farrell, a Roman Catholic liturgist and composer, believes that children are in a league of their
own when they are given the freedom to worship on their own level. “Children have an innate spiritual ability
and a profound sense of connectedness and awareness that crosses all barriers,” she says. “As
parents and people working in the Church, we need to give them the simple vocabulary they need. We need to
tell them the Scriptures in everyday simple words and listen to what God is saying to them.

“We come from a culture where our experience of learning is in the classroom. As teachers, we are
imparting knowledge to children. The danger is that we can crush their natural spirituality if we don’t give them
the scope to express it.

“I think church is one place in society where children can actually be listened to and where their insights are
valid. They can often do things through spirituality that are beyond their years. It becomes all the more
important not to crush this.”

She adds: “There’s a whole new awareness of children’s spirituality sweeping across all of the faith
traditions. In some ways, Catholics have been leading the way ever since the Second Vatican Council. The
council has blown a wind of change through all the different traditions.”


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venerdì, agosto 02, 2002

Le persone religiose parlano di Dio quanto la coscienza umana è giunta al limite, talvolta per pigrizia di pensiero, oppure quando le forze umane venogno meno.
Ma questo sistema funziona solo finchè gli uomini riescono, con le loro energie, a spingere più avanti i limiti, e Dio diventa superfluo come deus ex machina.
Io vorrei parlare di Dio non ai confini, ma al centro: non nella debolezza ma nella forza: non nella morte e nella colpa ma nella vita e nella bontà dell'uomo.
La Chiesa non risiede laddove l'uomo non ce la fa più, ai confini, ma nel mezzo del villaggio.

Bonhoeffer

La giustizia di una guerra è inversamente proporzionale all'altezza dalla quale viene combattuta.