domenica, gennaio 12, 2003

Oggi dot ci racconta della sua carriera di chitarista strafiga.
Carriera per ora interrotta, ma chi può dire ...
Faccio notare che il suo primo insegnante sono stato io ed la più grande soddisfazione di un maestro è vedersi superato, come in questo caso dall'allieva.

sabato, gennaio 11, 2003

Il mio racconto della giornata di ieri è andato purtroppo perso e sono costretto a ripetermi.
In mattinata ultima lezione di Richard Kearney su 'the dialectical hermeneutics of action'.
Ha parlato più che altro di Paul Ricoeur, che conosce molto bene e finalmente mi è piaciuto.
Mi sentivo a casa perchè Ricoeur è uno dei miei preferiti, un vero genio, incredibilmente ricco di spunti, che dev'essere ancora scoperto in tutta la sua fecondità.
Ho avuto modo di conoscerlo e di incontrarlo diverse volte a Napoli, è una persona molto semplice ed un grande camminatore!

Appena dopo pranzo sono andato al Mater Dei Institute, a Drumcondra, un quartiere nella parte nord di Dublino per un simposio dedicato a Jean-Luc Marion.
Ci sono andato con la mia nuova bicicletta. (nuova si fa per dire, visto che è di terza mano, ma nuova per me)
Senza allenamento, all'ora di punta, non conoscendo la strada.
La cosa più difficile è stato guidare a sinistra, già perchè anche qui hanno questa barbara abitudine. E' un incubo per chi non è abituato, ad ogni incrocio mi ripetevo: vai a sx e guarda a dx, vai a sx e guarda a dx.
Per fortuna ci sono spesso le corsie preferenziali per le bici che però sono accanto a quelle per gli autobus, per cui sembra sempre che ti stiano per travolgere.
Dopo dieci minuti nel traffico cittadino proprio davanti a me una ciclista viene buttata a terra al semaforo, il camioncino che la segue si ferma a pochi centimetri dalle sue gambe. Che spavento! Ed io che ero già timoroso e titubante...
Per fortuna non si è fatta male.

Il simposio era dedicato a Jean-Luc Marion, un filosofo parigino che ha cercato di pensare Dio al di fuori delle nozioni classiche del'essere metafisico.
C'è da qualche anno nella filosofia francese, in particolare quella che si riconosce nella tradizione fenomenologica, un ritorno di interesse per la teologia. Qualcuno l'ha chiamata 'la svolta teologica', a me sembra più che altro una nuova moda. Non mi riferisco a Marion ma ho l'impressione che i filosofi che scimmiottano i teologi fanno una cattiva filosofia e una ancor più cattiva teologia.

Non perchè io creda nell'impermeabilità delle discipline, piuttosto nella laicità della filosofia, ma credo che per scrivere di teologia bisogna averla studiata, seriamente.
Se penso in Italia a Vattimo o Galimberti è apprezzabile il loro tentativo di affrontare questioni sistematicamente rimosse in passato, ma al confronto con i teologi veri mi sembrano delle pernacchie, celebri pernacchie.
La Commissione per la Giustizia, la Pace e l'Integrità del Creato, un
organismo congiunto dell'Unione dei Superiori Generali (USG) e
dell'Unione Internazionale dei Superiori Generali (UISG), in pratica i dirigenti degli ordini religiosi cattolici, ha scritto
questa lettera al presidente degli USA per scongiurare la guerra in
Iraq.
L'opposizione alla guerra delle varie componenti della Chiesa è sempre
più chiara ed evidente.
Quale sarà la posizione dei cattolici italiani in Parlamento quando si
voterà su un coinvolgimento del nostro Paese? Saranno coerenti con
l'insegnamento della Chiesa o seguiranno le indicazioni dei loro
partiti?



Onorevole George W. Bush,
Casa Bianca
Washington, D.C.

Natale 2002

Caro Signor Presidente,
preoccupati per lo stato avanzato dei preparativi per una invasione
dell'Iraq da parte degli Stati Uniti, noi della Commissione Giustizia,
Pace e Integrità del Creato ci siamo riuniti a Roma durante questo
periodo natalizio per dare una voce pubblica alla fervida preghiera
che è nei cuori di centinaia di uomini e donne, superiori di
Congregazioni di sorelle, fratelli e sacerdoti appartenenti all'Unione
dei Superiori Generali e all'Unione Internazionale dei Superiori
Generali.

Prendendo l'ispirazione dal Messaggio di sua Santità Papa Giovanni
Paolo II per la Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2003), ci
rivolgiamo a lei come a una delle persone di buona volontà a cui si
rivolge il Papa. Sappiamo che anche lei condivide la visione di pace
sulla terra che i messaggeri di Dio hanno proclamato nel primo Natale,
e che i cristiani sono chiamati a promuovere come un impegno
permanente per il terzo millennio.

Noi affermiamo e sosteniamo la "Dichiarazione sull'Iraq" della
Conferenza Episcopale Statunitense del 13 novembre. Con i vescovi, noi
accogliamo la sua decisione di lavorare in collaborazione con il
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per assicurarsi che l'Iraq
soddisfi gli obblighi di disarmarsi.
Tuttavia, con essi noi esprimiamo gravi preoccupazioni riguardo alla
moralità della progettata invasione che rischia di provocare un più
vasto conflitto. La supplichiamo di accettare l'appello dei vescovi in
tutti i suoi punti, particolarmente quelli che rigettano l'uso
preventivo della forza militare.

Come cittadini cristiani di un mondo benedetto da numerose e ricche
tradizioni religiose, 1,04 milioni di religiosi, uomini e donne, che
formano le nostre congregazioni, vivono e lavorano in quasi tutte le
nazioni del mondo. Essi mantengono un dialogo stretto e rispettoso con
persone di altre fedi. Insieme a loro temiamo che un'invasione
dell'Iraq possa creare una lamentevole polarizzazione religiosa che
potrebbe distruggere i preziosi successi ottenuti nel dialogo
interreligioso. Temiamo inoltre che l'invasione possa suscitare gravi
e imprevedibili rappresaglie contro persone innocenti sia in Iraq che
in altre nazioni.

Rispettosi del peso e della complessità delle sue responsabilità, noi
ripetiamo le parole del Vescovo Wilton D. Gregory, che l'ha supplicata
di cessare le preparazioni per un'invasione e di condurre al suo posto
"una effettiva risposta globale alle minacce dell'Iraq che si adegui
con i limiti morali tradizionali sull'uso della forza militare."

Autori: Cathy Arata (SSND), Bernard Couvillion (SC), Michael Mc Cabe
(SMA), Willy Ollevier (CICM).

(da nigrizia)
Dove si trova l'infinito?
MaleMele in Paradiso

Maledizione, avevo scritto 20 righe e sono scomparse proprio quando stavo per metterle on line.
Raccontavo della mia prima pedalata a Dublino.
Ho troppo sonno per ricominciare, a domani, promesso.



giovedì, gennaio 09, 2003

Ieri è iniziato, almeno per me, il secondo semestre.
Questa settimana seguirò un corso intensivo con Richard Kearney.


Richard è stato professore nel mio dipartimento fino a due anni fa, ora si è spostato al Boston College e viene da noi come visiting professor.
E' molto conosciuto, brillante, scrittore prolifico, non solo di saggistica filosofica ma anche romanzi.

Il corso è dedicato all'ermeneutica dell'alterità, seguiamo il suo ultimo lavoro Strangers, Gods and Monsters: Interpreting Otherness.
La lezione di ieri era su stranieri e capri espiatori, un'ora sull'iconologia medievale dei demoni e un'ora sulla teologia del sacrificio, in particolare Renè Girard.
Oggi il tema era lo straniero: prima un'ora su Derrida e l'ospitalità, poi un po' di Levinas e per finire un po' di approccio psicoanalitico con Julia Kristeva.
Niente di nuovo a dire la verità. Autori che conosco, anche se non bene, e che non mi appassionano particolarmente. Salverei solo Girard, sicuramente un grande e Levinas. La psicoanalisi è una grande bolla di sapone e Derrida lo leggerei più volentieri se si sforzasse di farsi capire un po' di più.
Kearny si ascolta con piacere ma mi attendevo qualcosa di più. Conosce bene la filosofia continentale contemporanea, specialmente di lingua francese, ma finora non ho sentito niente di veramente suo.

Ieri ho cominciato anche il corso di Metafisica con Fran O' Rourke.

Tra i miei buoni propositi di quest'anno c'è anche quello di passare un periodo di studio ad Oxford e l'idea di ritrovarmi BIll Clinton come Canchellor mi inquieta, ma non sono solo.

Da The Guardian di oggi: Perchè Clinton non è l'uomo giusto per Oxford.

Veneris administer erectissime, indefatigabilis pilis, o gulose, dilecte sine causa amicis qui Britanniae praesunt ignaris, tuum ingenium ad nummos cogendum te, Praeses Clinton, Cancellarium Universitatis Oxoniensis faciat fructuosum.

mercoledì, gennaio 08, 2003

Ho scritto su un forum molto frequentato ed ecco che il numero dei miei visitatori virtuali si è impennato.
No problem, domani tornerò ai miei fidati 10 lettori.
Un caro saluto a Vince, Anna, Emanuela, Chiara e dot.

It's so cold in Ireland.
Sono tornato finalmente a Dublino e ricomincio a scrivere.
Due cose da segnalare: intanto che l'aereo è arrivato con un largo anticipo e di questi giorni è veramente una notizia.
La seconda cosa è che qui fa freddissimo.
La mia stanza non riesce proprio a scaldarsi ed io non riesco a dormire.

Cerco di vedere il lato positivo di tutto ciò.

C'è sempre un lato positivo in tutte le situazioni e questo freddo stambecco mi ricorda il Natale appena trascorso, quello vero intendo. Non la festa delle lucette, dei regalini, dei pranzi, dei 'siamo tutti più buoni'. No, il Natale vero, quello di Gesù Cristo, che venne 'al freddo e al gelo' ossia tra le normali difficoltà degli uomini comuni.
E siccome gran parte dell'umanità vive in condizioni ben peggiori delle mie sia lodato fratello freddo perchè mi fa sentire vicino a chi trema.

Buona giornata a tutti, vado a prepararmi per la prima lezione del secondo semestre.

venerdì, gennaio 03, 2003

Ultimi giorni di vacanza.
Sono nella mia città preferita: Roma. Stasera sarò a Napoli e domani nuovamente in Abruzzo.
Tornerò in Irlanda il 7 e allora ricomincerò a scrivere su questo blog.