mercoledì, aprile 30, 2003

A Pasqua ho regalato 31 songs di Hornby a mia sorella.
Sfogliandolo un po' mi sono accorto che su 31 ne conoscevo 4 o 5, eppure credo di avere una cultura musicale superiore alla media.
I gusti non si discutono ma questo lavoro di Hornby non mi pare all'altezza della sua fama.
Ho notato con piacere che almeno una canzone e' stata scelta dal mio disco preferito dello scorso anno: la colonna sonora di About a Boy di Badly Drawn Boy.

Attualmente sto leggendo How to be good ma non mi appassiona. E' che la narrativa in generale non mi appassiona.
Molto meglio questo The Scandals of Translation di Lawrence Venuti.

Hard works.
dublinbus sucks!
Ieri ho aspettato almeno un'ora il bus per l'aeroporto.
Andavo a prendere Chiara; non avevo fretta ma non è bello arrivare in terra straniera e non trovare nessuno che ti accolga.
Con me, alla fermata, due belle spagnole in partenza, anche loro in nervosa attesa.
Cerco di tranqullizzarle, faccio finta di non capirle quando parlano nella loro lingua e, quasi per gioco, provo ad essere più irlandese possibile, specialmente nel mio accento.
Vivono ad Edimburgo, trovano Dublino caotica (?!?! mai state a Roma o Napoli??) ma verrebero volentieri a lavorarci, se non altro perchè l'inglese parlato qui è molto più comprensibile di quello scozzese.
Dopo mezz'ora di chiacchiere mi chiedono la provenienza, non posso negare e così scopro che una delle due è fiorentina!
Una fiorentina che parla castigliano a Dublino. Se me lo dicevi prima ...

Io sono arrivato con un'ora di ritardo all'appuntamento, le ragazze hanno perso l'aereo per pochi minuti.
Non fidatevi dei bus dublinesi.
La prossima iniziativa del governo italiano sarà un'amnistia per tutti quelli che si chiamano Cesare?

martedì, aprile 29, 2003

Ieri sono iniziati gli esami, si svolgono non in campus ma a qualche chilometro da qui.
Il college è un po' smorto a parte la biblioteca dove non c'è un posto libero. Tutti che studiano.
Oggi arriva Chiara a tenermi compagnia per una settimana.

lunedì, aprile 28, 2003

Sic transit gloria mundi.
Nei giorni scorsi ho letto l'ultimo saggio di Umberto Eco Dire quasi la stessa cosa.
Non ne consiglio la lettura semplicemente perchè è molto tecnico ed un po' eCocentrico, chi non ha un'infarinatura di linguistica non può gustarselo.
Io ho saltato qualche pagina ma molti capitoli sono veramente interessanti.
Ecco il succo del suo pensiero:
Se farò ricorso tante volte all’idea di negoziazione per spiegare i processi di traduzione, è perché è sotto l’insegna di questo concetto che porrei la nozione, sino a ora abbastanza imprendibile, di significato. Si negozia il significato che la traduzione deve esprimere perché si negozia sempre, nella vita quotidiana, il significato che dobbiamo attribuire alle espressioni che usiamo.

Intanto anch'io sto scrivendo un breve articolo su Newman e la traduzione in Latino e Greco.

Chi volesse una copia dell'intervento Newman classico ed inattuale che ho presentato al convegno di Salerno può chiedermerla privatamente.
Raccolgo l'invito di Giorgia e segnalo ai miei 7 lettori quotidiani il romanzo di una promettente scrittice: Stella Magni.
Si intitola Danza nella notte e l'ha pubblicato Marsilio.

E visto che ci siamo vi annuncio che sono finalmente pronte le bozze della mia traduzione dell'Idea di Università di Newman.

domenica, aprile 27, 2003

Sono nuovamente a Dublino.

The city walls are all pulled down
The dust, a smoke screen all around
See faces ploughed like fields that once
Gave no resistance

And we live by the side of the road
On the side of a hill
As the valley explode
Dislocated, suffocated
The land grows weary of its own

Oh, oh, oh... on borderland we run...
And still we run
We run and don't look back
I'll be there
I'll be there
Tonight
Tonight


venerdì, aprile 25, 2003

Sandra carissima,
dopo appena sette giorni dal mio arresto mi hanno condannato a morte, stamani. Ho agito in piena coscienza di cio' che mi aspettava. Il tuo ricordo e' stato per me di grande conforto in questi terribili giorni. Non hanno avuto la soddisfazione di veder un attimo di debolezza da parte mia.
Non mi sarei mai aspettato di scrivere la prima lettera ad una ragazza in queste condizioni. Perche' tu sei la prima ragazza che abbia detto qualcosa al mio cuore. Mi e' occorso molto tempo per capire cosa eri per me. Io ti amo, ti amo disperatamente. In questi giorni ho avuto sempre un nome in mente: Sandra; due occhi luminosi - i tuoi - che hanno rischiarato la mia cella.
Sandra, non lasciarmi mai. Perdonami questa mia debolezza, sii forte come voglio e sapro' esserlo io. Sii' felice, e' il mio grande desiderio.
Bruno

Sta vicina a mia madre, ne ha tanto bisogno. Sandra, Sandra.

22 gennaio 1945, Carceri Giudiziarie di Torino
(Ultima lettera di un partigiano, Brigata Garibaldi, condannato a morte)