lunedì, novembre 12, 2018

Le prove aumentano: ci sono vere differenze tra i sessi



Daniela Invernizzi, Luca Luigi Ceriani, gender, convegno, famiglia, Cinisello Balsamo, Parrocchia di San Pio X_sessi

Se il genere è una costruzione sociale e non esiste una base reale per pensare che ci siano differenze naturali tra i sessi, allora dovrebbe accadere che in società più egualitarie le differenze apparenti scompaiano. Dovremmo aspettarci che uomini e donne arrivino a fare lo stesso tipo di lavoro e sviluppino lo stesso tipo di tratti. In realtà, è il contrario. Sta diventando sempre più evidente che le differenze tra uomini e donne, in società più egualitarie, crescono, non si restringono.
Un importante studio pubblicato recentemente da Science ha considerato sei attitudini fondamentali: assunzione di rischi, pazienza, altruismo, fiducia e reciprocità positiva e negativa (ricompensa per le buone azioni e punizione per quelle cattive). Esaminando 80.000 persone in 76 Paesi, i ricercatori hanno scoperto che alti livelli di uguaglianza economica e di genere sono associati ad una più forte differenziazione di genere.
Rispetto agli uomini, le donne tendono a essere meno rischiose, meno pazienti, più altruiste, più solidali e meno reciprocamente negative, e si fidano di più. Questi tratti sono più pronunciati nei Paesi sviluppati. Contrariamente a quanto dicono i teorici del “genere-costruzione-sociale”, le differenze tra i sessi aumentano con l’aumentare della ricchezza. La ricchezza offre alle persone maggiori opportunità di seguire i propri interessi e desideri naturali. Se le differenze tra i sessi sono più forti nelle società più ricche, può solo significare che quelle differenze non sono socialmente costruite ma, al contrario, crescono all’aumentare dell’autonomia sociale e diminuiscono quando limitate dalla mancanza di opportunità.
Un altro studio recentemente presentato si è concentrato sull’aggressività fisica e la violenza tra gli adolescenti. Si è scoperto non solo che i maschi hanno il doppio delle probabilità di impegnarsi in frequenti scontri rispetto alle femmine, il che è abbastanza prevedibile, ma anche che le differenze di sesso nel comportamento violento diminuiscono all’aumentare della disuguaglianza sociale tra i sessi. Questo per dire che nelle società più egualitarie c’è più differenza nel comportamento di uomini e donne riguardo alla violenza.
Questi risultati contraddicono la teoria del ruolo sociale che spiega le differenze di sesso nell’aggressività fisica come risultato della socializzazione in ruoli di genere. “Nelle società con ruoli e aspettative di genere più pronunciati, i maschi hanno maggiori probabilità di conformarsi allo stereotipo dominante e competitivo, portando ad un’aggressività più fisica rispetto alle caratteristiche stereotipate e gentili delle donne”, affermerebbe un difensore della teoria del ruolo sociale. Lo studio ha esaminato quasi 250.000 partecipanti in 63 Paesi a basso e medio reddito. Hanno concluso che non vi è «alcuna prova che le differenze tra i sessi nei combattimenti frequenti variano in base allo stato di diritto della società o alla disparità di reddito». I giovani sono più violenti delle giovani donne nelle società in cui i ruoli di genere sono più flessibili. Quando la disparità di reddito aumenta, il rapporto tra combattimenti maschili e femminili diminuisce. Ciò dimostra, ancora una volta, che la ricchezza offre alle persone maggiori opportunità di seguire le loro inclinazioni naturali. In altre parole, i ragazzi saranno più ragazzi quando la società non li vincola.
Scopriamo anche che i Paesi con la più alta percentuale di laureate femminili nelle cosiddette discipline STEM (scienze, tecnologie, ingegneria, matematica) comportano anche una minor uguaglianza di genere. La spiegazione è piuttosto semplice: dove c’è meno sicurezza sociale e uguaglianza, le donne scelgono professioni che offrono loro maggiore stabilità finanziaria, mentre in posti più egualitari perseguono carriere che si adattano meglio ai loro interessi, poiché sono meno condizionate da fattori economici. Ancora una volta, le donne saranno più diverse dagli uomini, anche in termini di aree di studio, quando sono meno limitate nelle loro scelte economiche.
Queste scoperte muovono grandi passi verso il tramonto della dottrina per cui “il genere è una costruzione sociale”.

sabato, novembre 10, 2018

Strenna natalizia

















Carissimi Amici, come negli anni passati rilanciamo l'idea di regalare a Natale a tutti gli amici un libro di Chesterton offerto in edizione economicissima. Insieme alla Casa Editrice Leardini e al Centro Missionario Francescano delle Marche, stiamo per dare alle stampe «LA FAMIGLIA, REGNO DELLA LIBERTA'».
Sono 365 brani, molti dei quali inediti (tradotti da Umberta Mesina)
Gennaio: La grandezza della famiglia
Febbraio: La regina del castello
Marzo: Il gigantesco uomo comune e vivo
Aprile: La coppia, il sesso, l’amore
Maggio: Il voto del matrimonio
Giugno: Il regno familiare
Luglio: I nemici della famiglia
Agosto: Il dovere del riposo
Settembre: Il dogma dell’educazione
Ottobre: Una rivoluzione per la famiglia
Novembre: La superstizione del divorzio
Dicembre: Il Dono più grande
La copertina è di Lorenzo Zappalà.
Il costo del pacco dono?
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Precisiamo che fra qualche mese il volume sarà nelle librerie al costo di € 18,00 a copia.
Il guadagno dell'iniziativa andrà a favore delle Missioni Francescane.
Prenotate entro il 18 novembre ESCLUSIVAMENTE a questo indirizzo: laperlapreziosa@libero.it



venerdì, novembre 09, 2018

A shameful refusal to legislate for the respectful disposal of aborted babies


Minister Simon Harris and the Health Committee have rejected an amendment to the abortion Bill that would have allowed for a dignified disposal of the bodily remains of aborted foetuses. The rationale of the amendment is to assure that human remains are not treated as clinical waste and sent (for example) to an incinerator, as has occurred in the UK.
Only a few years ago, in Northern Ireland, a young woman bought abortion pills online, took them, and left the male foetus, who was between 10 and 12 weeks, in the bin of the house she shared with other people. 
One of the housemates who found the body said of it: “I didn’t expect the baby to be so fully formed. The court was told she was 10 to 12 weeks pregnant when she obtained the tablets, but he seemed older. He had fingers, little toes. Even now I just have a picture in my mind of it. Its wee foot was perfect.
“Even now I feel sick. It has done so much damage to me mentally. It is something I can’t get out of my head. On bin collection day I couldn’t bring myself to put the bin out for collection. I didn’t want to throw a baby away. I didn’t know what to do.”
What does Health Minister, Simon Harris, think should have happened in this case? Or Fine Gael TD, Kate O’Connell, who spoke vehemently against the amendment?
One of the purposes of the amendment was to avoid such horrendous situations and provide for a respectful treatment of those little bodies. According to the amendment, the mother should be entitled to choose for a burial or cremation of the remains. In case she declined to choose, the regulations made by the Minister would decide.
Options for the disposal were offered and not forced, as the woman had a possibility to decline the offer and leave the State to arrange for it to be respectfully dealt with. Otherwise, the Bill does not clarify where those remains should go.
The amendment would have also made an offence to sell or offer to sell a foetus or its bodily remains. This is to prevent what is taking place in other countries, where abortion clinics have been involved in send foetal body parts to research companies.
Some objected to the amendment claiming that there are no similar provisions for the disposal of miscarried babies. But we are regulating abortions at the moment, not other areas of medicine, and there is no reason why such provisions should be not extended to miscarriages as well. (Most miscarriages occur very early in the pregnancy when the embryo is very tiny and perhaps not even visible to the naked eye).
Nonetheless, unlike in a miscarriage, an abortion is chosen and planned in advance. It makes sense that, when there is a discernable foetus, and especially where the abortion takes place in a clinic or hospital, the State takes responsibility and offers options for the proper and dignified disposal of it.
Moreover, in the UK abortions after 24 weeks are registered as still-births and the remains are treated accordingly.
The Bill proposed by Minister Harris does not specify what will happen here with late-term abortions. The amendment would have covered those cases as well.
It is shameful that the Health Committee is rejecting all the amendments presented from pro-life politicians, even when, like in this case, they have absolutely no impact on the possibility to have an abortion.  Was it too much to ask that aborted babies are treated with dignity and respect?

(The picture shows a foetus at 11 weeks)

giovedì, novembre 08, 2018

La teoria “age”


L’età, come il sesso, è un concetto fluido ed una costruzione sociale. È bene distinguere l’età anagrafica, l’età soggettiva e l’età sociale. L’età anagrafica è il dato oggettivo, scientifico, che attesta il tempo passato da quando siamo nati. L’età soggettiva, che chiameremo con il termine inglese age, sta ad indicare l’età sentita dall’individuo. L’età sociale, invece, indica il modo in cui le diverse culture costruiscono il significato dell’appartenere ad una certa età; le aspettative, i diritti e i doveri legati all’essere giovani, adulti, vecchi, ecc.
C’è ancora molta strada da fare perchè la società superi la propria ossessione per l’età anagrafica e riconosca le persone secondo l’età nella quale si identificano. Tutti abbiamo conosciuto settantenni che si sentivano ventenni. Perchè costringerli a vivere secondo la loro età anagrafica? La biologia non è destino. Quel che conta nell’individuo è ciò che si sente e quando l’età soggettiva non corrisponde con quella anagrafica, questa ovviamente dev’essere ignorata.
L’età assegnata alla nascita dovrebbe essere corretta con quella che effettivamente sentiamo.  Le medicina, che ormai non serve a prevenire o curare malattie ma ad affermare la propria volontà sul corpo, oggi ci aiuta con nuovi farmaci che permettono di rallentare o di accellerare l’invecchiamento. La chirurgia poi può farci apparire più giovani o vecchi, secondo la propria età soggettiva, secondo la propria identità age.
Sulla carta d’identità al posto della data di nascita, che attesta un dato oggettivo, dovremmo piuttosto avere la nostra età soggettiva, che rappresenta veramente quello che siamo, ossia che sentiamo. Un po’ come per il genere sessuale, che ormai si può cambiare a piacimento. E quanti sono ancora incerti riguardo la propria identità age, dovrebbero poter indicare uno spettro temporale invece che un dato certo e preciso. L’età fluida merita attenzione e riconoscimento istituzionale.
La teoria age non esiste, è solo un termine utilizzato dai suoi nemici. Esistono invece tanti uomini e donne che per secoli sono stati discriminati soltanto perché si sono trovati in un corpo sbagliato, solitamente più vecchio della propria età soggettiva (age).
Nelle scuole andrebbero promossi dei progetti mirati a distinguere i diversi significati dell’età. Bisogna imparare il rispetto, a cominciare dai bambini. A scuola si dovrebbero introdurre corsi appositamente dedicati durante i quali si sensibilizzeranno gli alunni all’identità age, distinguendola chiaramente da quella anagrafica. Si insegnerà loro, ad esempio, a vestirsi e atteggiarsi da adulti, così da imparare il rispetto per la diversità e prevenire la violenza contro gli anziani.
I bambini dovrebbero imparare a riconoscere e superare i pregiudizi legati all’età sociale. L’essere neonati, infanti, bambini, adolescenti, adulti, anziani è una costruzione sociale che cambia con le culture. È arbitraria e pertanto può essere cambiata a piacimento senza procurare alcun danno. Non c’è nessun motivo per cui un adulto non debba poter andare con un ciuccetto un bocca o in passeggino, se questo esprime la sua età soggettiva, la sua identità age. Anzi, la diversità deve essere celebrata e promossa, anche sui luoghi di lavoro. La agefobia invece va contrastata con ogni mezzo, anche attraverso un’apposita legislazione volta ad introdurre uno specifico reato di discriminazione legata all’età.
I bambini dovrebbero imparare a contravvenire le convenzioni sociali, che in fin dei conti sono solo pregiudizi, espressione di strutture di potere consolidate nel tempo. Per secoli i transage sono stati discriminati e ridicolizzati ma è ora di avviare un processo di accettazione e riscatto sociale. Bisogna porre fine alla sofferenza di chi non si identifica con la propria età. Ad esempio, se mi sento un infante dovrei avere diritto ad iscrivermi ad un asilo infantile e venire accudito, cambiato, imboccato, ecc.  In Svezia da oltre venti anni esistono asili egualitari, come “Equalage”, aperti a persone di tutte le età. E se non siete convinti, tanto a voi cosa cambia?
Michele Marziano
Docente di Istituzioni di Devianza presso il Dipartimento di Ossimorica, Facoltà di Irrilevanza Comparata, Università di Parigi Félix Faure.

mercoledì, novembre 07, 2018

LES GUETTEURS - Protection [Official Audio]









Ma main n’a pas la force, de briser la pierre,
Demain, mon corps, redeviendra poussière,
Je ne peux lutter seul, contre cette meute de loups,
Je suis faible, faible, dans ce monde de fous,
Donc je m’abandonne, en ton amour,
Et je te donne, j’te donne, ma vie pour toujours, yeah,

J’abandonne mes souffrances et mes peines,
Mais aussi la joie et la vie que je mène en ton amour, en ton amour, oh,
Car je vis dans un monde d’anciens, appelant le bien par le mal, le mal par le bien,
Je vis sur une terre d’exilés, n’ayant que ta voix, pour me pro-téger.

We need protection, yeah,
My soul, my lord, needs consolation. Yeah, Oh.

domenica, novembre 04, 2018

Today - Irlanda, la fenice celtica - Puntata del 25 ottobre 2018

Intorno al ventunesimo minuto, anche io dico la mia sulle elezioni del presidente dell'Irlanda.



sabato, novembre 03, 2018

Sono l'autore di tutti gli articoli non firmati che potete vedere qui sotto. Gli articoli sono apparsi sul blog dell'Iona Institute e su Notizie ProVita.

venerdì, novembre 02, 2018

Dopo una lunga, lunghissima pausa, ho deciso di tornare ad utilizzare questo blog.