martedì, dicembre 01, 2015

NUMM’O PIAC’ ‘O PRESEPIO
Ho sempre amato Eduardo e il suo teatro; adoro Napoli e la sua parlata. Ma non avrei mai pensato di dover assumere un giorno a mio motto, a mia divisa, una battuta di Natale in casa Cupiello che personalmente disapprovavo. Ebbene, invece ora sì, sono d’accordo: non in assoluto, ma finché questo tempo di matti non sia passato. E fino ad allora, lo proclamo con dolorosa fermezza: “Numm’o piac’ ‘o presepio”. E mi spiego meglio.
All’indomani del tragico 13 novembre parigino, assieme alle reazioni inconsulte del presidente-bombardiere Hollande in cerca di vendetta e ovviamente di quella popolarità che progressivamente è andata calando attorno a lui, nonché ai successivi tentativi di porre riparo alla sua ennesima sciocchezza che hanno condotto allo spettacolo del duplice schieramento degli “alleati-rivali” formalmente nemici dell’IS ma in pratica ben decisi a scavalcarsi e a silurarsi a vicenda – da una parte la NATO cui si era rivolta la Turchia con la benevola attenzione di Arabia Saudita e Israele, come si è visto al “vertice” fiorentino del 26 novembre; dall’altra Hollande che, dopo aver tentato di coinvolgere l’Unione Europea strappandole la legittimazione del suo raid solitario su Raqqa, si volgeva alla Russia e quindi alla sua alleanza siriano-curdo-irakeno-iraniana, facendo intravedere a Putin la possibilità di una maggior apertura a proposito del domani di Assad –, abbiamo assistito anche alle reazioni dell’opinione pubblica: dalla commovente elaborazione del lutto nazionale da parte dei francesi fino al dibattito ampio e articolato nei giorni successivi dal quale è tuttavia emersa una netta avanzata delle tesi indirizzate ad addossare le responsabilità dell’accaduto all’Islam nel suo complesso, nonostante le molte e importanti prese di posizione di organizzazioni musulmane che con decisione e senza ambiguità condannavano il terrorismo (“Not in my name”), fino a un’allarmante crescita dell’islamofobia più bécera e volgare, con punte di autentico delirio psicotico. La parata dell’imbecillità ha raggiunto livelli che il più pessimista degli osservatori avrebbe giudicato impossibili a conseguirsi. Continue reading