
La American Chesterton Society ha rinnovato il proprio sito.
Monicelli, la grottesca mancanza di pietas dell’establishment italiano. Clericalismo verboso della chiesa secolarista. Perfino Napolitano si fa firmatario di questo tetro e ipocrita manifesto ideologico
di Giuliano Ferrara - Il Foglio

L'altra sera un vecchio cieco e solo e malato si è buttato dalla finestra di un ospedale romano. Triste notizia di cronaca.
Succede, non spesso magari, ma succede.
Gli ospedali sono pieni di vecchi ammalati, la demografia dice che la tendenza è quella, una società di vecchi che a un certo punto si ammalano e devono curarsi e affrontare un periodo di prove molto dure, di conflitto tra un barlume di speranza e una letale noia di vivere. Questo vecchio che si è messo in volo era celebre per la sua arte di regista di commedie e per la sua personalità pubblica dal tratto amabilmente cinico e abrasivamente misantropico. Abbiamo scoperto allora che una circostanza malinconica, forse addirittura disperata, può trasformarsi, nel discorso pubblico italiano, in un orgoglioso e tetro manifesto ideologico a favore della libertà, dell'autodeterminazione umana, e del loro più recente compagno in occidente, il nulla.
Monicelli, come chiunque, aveva la facoltà di fare quel che ha fatto senza essere poco cristianamente e liberalmente giudicato, tanto meno biasimato o condannato. Dico la facoltà e non il diritto, perché “diritto di buttarsi dalla finestra” è espressione in sé grottesca, sebbene la sua parafrasi sia risuonata in confusi discorsetti sull`eutanasia pronunciati alla Camera. Ma la facoltà sì, quella ovviamente ce l'aveva. Il presidente della Repubblica e l'establishment culturale e civile italiano (ma per il presidente Napoletano questo giudizio vale doppiamente, per l`una e l'altra metà del paese che rappresenta) non hanno invece ii diritto di imporci una insincera, mistificatrice, ideologica apologia della disperazione, della solitudine, della misantropia e del suicidio.
Ognuno può in coscienza valutare il gesto di Monicelli alla luce di convinzioni diverse, tutte libere: convinzioni religiose di tradizione cristiana, filosofie materialiste o ateiste, ma anche semplici considerazioni di senso comune sulle circostanze e il significato di una decisione estrema, in una situaziòne limite, che ha risvolti morali da discernere in spirito compassionevole, all`insegna della pietà. La valutazione dovrebbe essere discreta, attenta, governata dalla sensibilità e non dall'arroganza culturale, che è una delle peggiori varianti dell'aggressività umana. Ma come si vede siamo di fronte a ben altro. Il giornalista collettivo e l`uomo di spettacolo - figure massimamente ottuse del contemporaneo - hanno deciso in men che non si dica, appena la salma è stata ritrovata e coperta da un lenzuolo bianco nella pioggia, che il volo di Monicelli è lo sberleffo del laico, un atto di anticonformismo, l`espressione di una volontà incoercibile, superba, nobilitante per l'intera comunità. Ma a questa tiritera nichilista di serie B, caratterizzata da spontaneità e sciocco automatismo, indizio di un modo coatto, indottrinato, di guardare ai fatti della vita e della morte, si sono aggiunte le dichiarazioni autorevoli di leader politici o quella, caratterizzata da una sfumatura di prudenza, ma in sé non diversa dalle altre, del capo dello stato, che ha combinato nella sua riflessione pubblica la “forte personalità” di un grand`uomo con la necessità di “rispettare” questo suo ultimo “scatto di volontà”.
Io penso che un uomo colto ed equilibrato come Napolitano dovrebbe tenere conto, per dirlo con Geno Pampaloni, dì quel “sentimento dell`assoluto con cui l`uomo nella storia si difende dalla storia”.
Una volta il gesto suicida di un uomo celebre sarebbe stato circondato nella parola pubblica da un eccesso di pudore, da una riservatezza negazionista radicata nel senso del peccato e nella concezione cattolica della vita, e questo è qualcosa che probabilmente non tornerà mai più. Ma la cattiva secolarizzazione si vede dal fatto che la sua chiesa, con i suoi chierici e il suo clericalismo ciarliero e i suoi mortiferi devoti, rovescia la frittata; e impudicamente esibisce, davanti a vecchi e malati che magari vogliono curarsi e sperare, davanti a cittadini che si aspettano autorità e leader intellettuali capaci di pietas e di misura nel giudizio, un nmanìfesto di gioiosa lode a chi in nome dei veri significati della vita - la vitalità, hanno detto - si è appena tolto di mezzo con tragica brutalità. Dicono che quel vecchio uomo di talento che si è buttato dalla finestra, lui sì, aveva “la schiena dritta”, era un partigiano dell`esistenza degna di essere vissuta. Nemmeno il regista Denys Arcand, con le sue demoniache ma tenere “Invasioni barbariche”, la storia di un'eutanasia postsessantottina vissuta in gruppo, aveva esibito una così stucchevole retorica di stato sulla morte come bandiera.
Il suo racconto aveva la specifica pietà di una esperienza scristianizzata della fine terrena, e di una comunione generazionale fatta di amicizia e di valori umani stupefatti, fragili ma sinceri. Questa trombonata nazionale è molto peggio, è la misura irriflessa di quanto siamo diventati ipocriti e bugiardi.
'A good novel tells us the truth about its hero; but a bad novel tells us the truth about its author.'
'You could compile the worst book in the world entirely out of selected passages from the best writers in the world.'
~G.K. Chesterton
Dovessi restare solo, molto vecchio, affaticato da un cancro e dal tedio di vivere ancora; e se mai accadesse che, ricoverato nel reparto solventi di un ospedale romano, io mi buttassi dal quinto piano e perdessi la vita nella nera malinconia di una giornata di pioggia battente; potrebbe succedere che qualcuno scriva, come per Monicelli, che è stato “lo sberleffo di un laico”. Mandatelo affanculo.
.....Tutti sanno qual è la realtà. L’Irlanda non è Paese che abbia mentito sui suoi numeri pubblici come la Grecia. Non è Paese che abbia un deficit annuale a doppia cifra sul Pil delle partite correnti, come capita al Portogallo che non riesce a generare esportazioni e dipende dai capitali stranieri. L’Irlanda paga l’esplosione del suo sistema bancario, che adottando in pieno il modello di intermediazione ad alta leva era iperesposto su crediti e impieghi ad alto rischio, divenuti nella crisi insolvibili perché privi di prezzo. Con banche più grandi della sua economia, la garanzia pubblica data al sistema da salvare ha finito per non bastare, perché perdite e rettifiche sono giunte in due anni a coprire più di 40 punti nazionali di Pil.
L’innalzarsi degli spread dei titoli pubblici irlandesi sul Bund ha punito un Paese la cui economia è inefficiente? No, ha punito il fatto che in più di due anni l’euroarea non ha saputo né voluto in alcun modo darsi un meccanismo di salvataggio e garanzia degli intermediari finanziari che non sui riverberasse immediatamente sui conti pubblici anno per anno dei diversi Paesi membri. E’ un meccanismo che vede di volta in volta i Paesi leader tirare la corda fino all’estremo secondo prossimo al default del Paese che si trovi esposto al rischio, per poi imporgli condizioni capestro per salvare le proprie banche che regolarmente hanno titoli di quel paese e sono i veri destinatari del salvataggio, che invece spingerà il Paese destinatario a due conseguenze sbagliate.....Usiamo le parole di Oscar Giannino permettendoci sommessamente di chiosare che non si può liquidare la politica spericolata delle banche di diritto irlandese come "modello di intermediazione ad alta leva", ci manca solo un nuovo giro di parole (tipo QE, manovra di bilancio, riallineamento dei conti, e bastaaaaa...) per definire bonariamente la totale irresponsabilità di banchieri la cui unica stella polare per anni è stata il bonus di fine anno, costi anzi rischi quel che rischi.
It would teach everybody a good lesson, and in the end Europe would be stronger for it, and the EUR would be stronger... You can not spend staggering amounts of money that you don't have of other people's money that you don't have because somebody has to pay the piper. This is ludicrous. This will cripple the Irish economy for years to come. In the future Ireland will be crippled because everything they earn will go to pay off old debt.There is no reason why taxpayers around Europe or in Ireland should pay for other people's mistakes. The bondholders and the stockholders of banks should lose money"... So simple, yet so irrelevant when dealing with a dying economic model.E' semplice in fondo, non esiste alcuna ragione per cui i contribuenti europei debbano pagare gli errori di altre persone, prima devono pagare (fino ad azzerare i propri investimenti) gli obbligazionisti e gli azionisti delle banche. Lo stato interverrà solo alla fine di questo processo, nazionalizzando e/o liquidando le banche (e i banchieri) in dissesto. Può essere accettabile per i cittadini essere chiamati ad uno sforzo per salvare il sistema finanziario, NON è accettabile salvare gli utili e il bonus di fine anno dei banchieri: esattamente quello che sta succedendo in Irlanda.