martedì, aprile 04, 2006

Luigi Bobba ha risposto ai suoi critici.


“I cattolici del Centrodestra si sono agitati molto, e questo è un buon segno. Il segno che temono la nostra credibilità, la nostra intraprendenza, la nostra affidabilità. Ci hanno dato degli “utili idioti”, ci hanno invitato a guardarci intorno e a passare dall’altra parte. Io, con cortesia, rispedisco al mittente: si guardino intorno loro, guardino bene chi gli sta a fianco e soprattutto chi gli sta sopra. Pensino alle loro incoerenze sui temi della giustizia, della povertà, degli immigrati, delle carceri, della legalità, delle democrazia, della pace, della cooperazione internazionale. E anche sulla famiglia vorrei dire una cosa con nettezza: per difenderla e promuoverla non è sufficiente evocarla, occorre invece agire concretamente e con intelligenza. Cosa che questo governo, in questi cinque anni, non ha fatto a sufficienza. O non ha fatto per niente: si pensi, per fare solo un esempio, a tutte quelle famiglie di immigrati cui è stato impedito il ricongiungimento familiare”.

Nessuno in politica rappresenta la Chiesa
“Un’altra cosa vorrei ricordarla ai tanti “alfieri” del cattolicesimo presenti Centro-destra: nessuno, in politica, rappresenta la Chiesa. Né ci sono cristiani “più cristiani” a seconda dello schieramento di appartenenza. I cristiani – insegna il Concilio Vaticano II – fanno politica a titolo personale. Nella politica, che è sempre mediazione, ognuno porta i propri valori e la propria storia. Esattamente quanto abbiamo fatto con la nostra lettera: abbiamo raccontato chi siamo e ciò in cui crediamo. Anche perché i valori – quelli cristiani in particolare - vanno vissuti oltre che proclamati: è la testimonianza la misura della nostra credibilità”.

La nostra linea è il programma dell’Unione.
“Anche nel centrosinistra c’è chi si è agitato molto, e anche questo era prevedibile. Noi abbiamo invitato gli elettori a fidarsi dell’Unione e del suo programma elettorale. Proprio per difendere questo programma e le mediazioni che vi sono contenute, a partire da quelle sulle coppie di fatto, abbiamo voluto spendere la nostra credibilità personale.
Come mai si sono agitati proprio quelli - i soli – che il programma dell’Unione lo hanno sottoscritto “con riserva”?. Chi è “fuori linea”, noi o loro? Qualcuno ci ha accusato – senza tra l’altro aver letto la nostra lettera – di “eccesso di legittima difesa”. Al contrario, proprio il fatto che certi signori si scaldino al solo nominare il programma dell’Unione è il segno che certe cose andavano dette e ribadite. Il loro nervosismo, in fondo, è il buon segno della nostra presenza nel Centrosinistra”.

Le questioni sensibili si affrontano con maggioranze ampie
“Un’ultima considerazione riguarda il metodo con cui si affrontano certe questioni “eticamente sensibili”. Il bipolarismo politico non può tradursi in bipolarismo etico. Su questi temi – lo ha ben detto più volte Piero Fassino – ci vogliono leggi condivise, votate da maggioranze ampie quanto più è possibile. Tutti si mettano l’anima in pace: su queste questioni spetta al Parlamento il compito di mediare, senza concessioni ai laicismi da una parte e ai confessionalismi dall’altra”.

8 Comments:

At 5:18 PM, Anonymous Mauro said...

Sono io che vedo doppio o ci sono 2 post uguali?

Comunque, io sono d'accordo con Bobba che non c'è una coalizione "cristianamente perfetta".
Non è questo il punto.

Non sono d'accordo invece sulla sua analisi del lavoro fatto dal governo.
Si poteva fare di più e meglio, ma sono state fatte cose importanti, che spero non saranno vanificate da un eventuale governo Prodi.
E potrei fare un elenco altrettanto lungo di incoerenze e contraddizioni dell'Unione.

Tra l'altro quella che ha parlato di "eccesso di legittima difesa" in riferimento alla lettera di Bobba e Binetti è stata Rosy Bindi della Margherita.
E Franco Monaco ha detto «No a un’ostentata etichetta cristiana in sede politica».
Anche Pierluigi Mantini ha richiamato i due: «sono fuori linea, siano più rispettosi del gioco di squadra».

Se questi sono buoni segni...
Speriamo stiano sul chi vive.

 
At 5:29 PM, Anonymous Mauro said...

Altro aspetto da considerare:
il 9-10 aprile, sulla scheda per la Camera, gli elettori non troveranno la Margherita, ma solo un "listone" dell’Ulivo formato da candidati Ds, Margherita e Repubblicani. Quindi paradossalmente l’elettore cattolico che alla Camera voterà la lista dell’Ulivo contribuirà direttamente (non essendovi le preferenze) ad eleggere in Parlamento esponenti DS (almeno l’80% del totale, secondo l’ordine di lista) che su temi come aborto, fecondazione assistita, eutanasia, famiglia, hanno posizioni assai lontane e contrastanti con l'antropologia cristiana.
Spero che tanti cattolici che non amano Berlusconi, scelgano almeno l'UDC della Santolini alla Camera, e la Margherita al Senato.

 
At 6:37 PM, Blogger Angelo said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

 
At 6:46 PM, Blogger Angelo said...

Mauro, la colpa è di questa pessima legge elettorale. Comunque il tuo ragionamento è sbagliato. Infatti, se è vero che votando Ulivo alla Camera contribuisco all'elezione di candidati DS è pur vero che gli elettori DS votando Ulivo contribuiscono all'elezione dei candidati della Margherita, che magari non corrispondono pienamente alle loro posizioni sui temi in questione.
Come vedi, non è un voto perso, anzi.
Che poi i candidati con probabilità di esere eletti siano per l'80% DS è palesemente falso.

 
At 5:30 PM, Anonymous Anonimo said...

Quindi Angelo, se ci fosse ancora il vecchio maggioritario, tu voteresti per un candidato della Rosa nel Pugno, o dei Ds, o dei Verdi, o di Di Pietro, o dei Comunisti italiani, o di Rifondazione (etc...) perchè i loro elettori avrebbero fatto lo stesso con la Margherita. Grande idea!!!
Il problema è che questa legge elettorale fa schifo, ma per noi cattolici è meglio della precedente perchè il ns voto vale al 100% e non al 25% (quota proporzionale) come nella precedente. Peccato che manchino le preferenze...

 
At 5:45 PM, Blogger Angelo said...

Caro anonimo, se ci fosse il maggioritario, considererei bene la persona da votare.
Comunque, anche l'elettore che votava centrodestra perché 'più cattolico' poteva trovarsi come candidato un Antonio Martino, una Prestigiacomo o un Taradash. In quel caso se riteneva che la coalizione fosse più importante del singolo candidato, si sarebbe turato il naso ed avrebbe votato ugualmente.
Il maggioritario non c'è più e quindi valgono le considerazioni già espresse precedentemente.

 
At 5:59 PM, Anonymous Anonimo said...

Caro Angelo, se non capisco male la tua preferenza è più sulla coalizione che sul partito. ("In quel caso se riteneva che la coalizione fosse più importante del singolo candidato, si sarebbe turato il naso ed avrebbe votato ugualmente"). Io le scorse elezioni ho fatto valere il mio voto solo al proporzionale perchè ho sempre considerato prima la persona che la coalizione. la famosa Nota dottrinale del 2002 dice: "Si assiste invece a tentativi legislativi che, incuranti delle conseguenze che derivano per l’esistenza e l’avvenire dei popoli nella formazione della cultura e dei comportamenti sociali, intendono frantumare l’intangibilità della vita umana. I cattolici, in questo frangente, hanno il diritto e il dovere di intervenire per richiamare al senso più profondo della vita e alla responsabilità che tutti possiedono dinanzi ad essa. Giovanni Paolo II, continuando il costante insegnamento della Chiesa, ha più volte ribadito che quanti sono impegnati direttamente nelle rappresentanze legislative hanno il «preciso obbligo di opporsi» ad ogni legge che risulti un attentato alla vita umana. Per essi, come per ogni cattolico, vige l’impossibilità di partecipare a campagne di opinione in favore di simili leggi né ad alcuno è consentito dare ad esse il suo appoggio con il proprio voto".

 
At 6:15 PM, Blogger Angelo said...

Come ho già scritto, se ci fosse il maggioritario, considererei bene la persona da votare.
Siccome c'è un proporzionale con liste bloccate, scelgo la lista dove è presente la persona che preferisco. La stessa persona ha fatto una scelta di schieramento e naturalmente il mio voto supporta quella scelta. Che nello schieramento, o nel partito, ci possano essere posizioni che non condivido, è un'ovvietà. Si tratta di scegliere lo schieramento e il partito che mi convince maggiormente.
Se proprio fossero inaccettabili, eviterei di votare.
Questo generi di problemi vale tanto per chi vota a destra che a sinistra.

 

Posta un commento

<< Home