domenica, dicembre 21, 2025

L'appuntamento della carità

Egregio Dott. P. — Sono una giovane assidua lettrice dell’« Osservatore Romano della Domenica », e leggendo « Appuntamento della Carità » mi sento ispirata a rivolgermi a Lei per trovare il modo di venire in aiuto ai bisogni urgenti del mio missionario che ho preso a proteggere 16 anni fa, allorquando partì per la Cina. Ogni anno gli ho mandato qualche po’ di denaro; raccoglievo le offerte fra i miei conoscenti e le spedivo laggiù. Ma ora che i bisogni del mio missionario sono più gravi e urgenti perché rimpatriato per malattia, io non posso far nulla per lui perché disoccupata e in cerca di una occupazione per guadagnarmi la vita.

Dunque questo missionario, nella sua modestia, non vuole far sapere il suo nome, non vuole che il suo nome venga pubblicato sul giornale: questo è il guaio; come si può fare? Glielo manifesterò soltanto a Lei, Signor Dott. P., in privato, va bene? E Lei potrebbe dire che vi è un missionario rimpatriato dalla Cina per malattia, che ha urgente bisogno di cure costose, e che spediscano a Lei direttamente le offerte che penserà poi a farcele avere… ecc.

Dev.ma
Maria Teresa C.

Ottima Maria Teresa, come vede l’ho portata e mantengo l’anonimo per quanto la riguarda, ma non mi chieda — per carità — di trasformare la nostra redazione volante in un permanente ufficio di corrispondenza e tramite di benefattori e beneficati! Insegna l’esperienza che è caotico oltreché pericoloso (il mondo è tanto cattivo!) e perciò il Reverendo Padre Giovanni Tondi, attualmente domiciliato a Pomigliano d’Arco (Napoli), comprenderà e perdonerà perché conosce meglio di me quanto ha scritto S. Agostino in merito alla carità.

Questo soldato, questo ardito di Cristo, obbligato a ripiegare sulle posizioni di partenza per mancanza di… respiro, deve essere additato ai buoni pensosi della sorte delle anime. È un pescatore di uomini che non può più gettare le reti perché gli mancano le forze. E le forze ha perduto per guadagnare anime a Cristo strappandole a Satana.

Chi vorrà negargli un aiuto, sia pure modesto? Dare a un missionario è come concorrere alla salvezza delle anime e, se dare ai poveri per alleviare le loro sofferenze materiali è come dare a Cristo, figurarsi i meriti che si acquistano nell’alleviare i danni spirituali che derivano dall’ignorare la « buona novella »!

Sia dunque tranquilla, Maria Teresa, e auguriamoci che quest’appuntamento sia propizio al Suo missionario.

Benigno

26 settembre 1948

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