Egregio Dott. P. — Sono una giovane assidua lettrice dell’« Osservatore Romano della Domenica », e leggendo « Appuntamento della Carità » mi sento ispirata a rivolgermi a Lei per trovare il modo di venire in aiuto ai bisogni urgenti del mio missionario che ho preso a proteggere 16 anni fa, allorquando partì per la Cina. Ogni anno gli ho mandato qualche po’ di denaro; raccoglievo le offerte fra i miei conoscenti e le spedivo laggiù. Ma ora che i bisogni del mio missionario sono più gravi e urgenti perché rimpatriato per malattia, io non posso far nulla per lui perché disoccupata e in cerca di una occupazione per guadagnarmi la vita.
Dunque
questo missionario, nella sua modestia, non vuole far sapere il suo nome, non
vuole che il suo nome venga pubblicato sul giornale: questo è il guaio; come si
può fare? Glielo manifesterò soltanto a Lei, Signor Dott. P., in privato, va
bene? E Lei potrebbe dire che vi è un missionario rimpatriato dalla Cina per
malattia, che ha urgente bisogno di cure costose, e che spediscano a Lei
direttamente le offerte che penserà poi a farcele avere… ecc.
Dev.ma
Maria Teresa C.
Ottima
Maria Teresa, come vede l’ho portata e mantengo l’anonimo per quanto la
riguarda, ma non mi chieda — per carità — di trasformare la nostra redazione
volante in un permanente ufficio di corrispondenza e tramite di benefattori e
beneficati! Insegna l’esperienza che è caotico oltreché pericoloso (il mondo è
tanto cattivo!) e perciò il Reverendo Padre Giovanni Tondi, attualmente
domiciliato a Pomigliano d’Arco (Napoli), comprenderà e perdonerà perché
conosce meglio di me quanto ha scritto S. Agostino in merito alla carità.
Questo
soldato, questo ardito di Cristo, obbligato a ripiegare sulle posizioni di
partenza per mancanza di… respiro, deve essere additato ai buoni pensosi della
sorte delle anime. È un pescatore di uomini che non può più gettare le reti
perché gli mancano le forze. E le forze ha perduto per guadagnare anime a
Cristo strappandole a Satana.
Chi
vorrà negargli un aiuto, sia pure modesto? Dare a un missionario è come
concorrere alla salvezza delle anime e, se dare ai poveri per alleviare le loro
sofferenze materiali è come dare a Cristo, figurarsi i meriti che si acquistano
nell’alleviare i danni spirituali che derivano dall’ignorare la « buona novella
»!
Sia
dunque tranquilla, Maria Teresa, e auguriamoci che quest’appuntamento sia
propizio al Suo missionario.
Benigno
26
settembre 1948
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