domenica, gennaio 25, 2026

L'appuntamento della carità

 Amici «appuntamentisti»,

(dove sono andato a pescare quest’orribile vocabolo? Che importa? Fa per noi), vi avevo promesso che sarei tornato a parlarvi di Badia Prataglia, quel paesino — ricordate? — coi tetti rossi buttati di qua e di là della strada che sale al Passo dei Mandrioli, tra foreste di abeti, faggi e castagni dove ho conosciuto la scorsa estate il parroco Don Carlo Caporali, un giovinette dagli occhi spiritati che si morde l’anima perché non riesce a fare la carità che vorrebbe (a proposito, signori abbienti, avete fatto il vostro dovere per le opere assistenziali di Badia?): ed eccomi a mantenere la parola.

Ricorderete con me il boscaiuolo maestro della «Schola Cantorum», il simpatico troglodita che di giorno ricava dal legno oggetti d’arte e strumenti di lavoro e la notte lavora nei boschi al lume delle torcie. Beh, vi assicuro che a vederlo dirigere una Messa di Requiem o che so io — com’è capitato a me — è un vero godimento. Giuseppe Mulinacci non adopera bacchetta, forse perché pensa che serve soltanto a richiamare l’attenzione dei critici (e lui se ne infischia) o a darsi arie; ma il gesto di quelle mani nobilitate dai calli è ampio, alate come la sua anima; il lampo degli occhi abituati alle tenebre penetra attraverso le spesse lenti nel cuore dei bravi giovinotti — quasi tutti boscaiuoli come lui — del coro intonatissimo, e in tutta la magra persona vibra una commozione che si trasmette all’uditorio come se suscitasse i gemiti e gli alleluia dei grandi alberi secolari sotto cui egli trascorre, chino, le lunghe notti d’inverno per portare un po’ di pane alla famiglia.

Ebbi la ventura di assistere alle prove della «Schola» alla vigilia di una Messa solenne che raccolse nel tempio romanico di Badia una folla enorme di popolo credente (crede persino che può fare il comunista e come faccia a servir Dio e… Lenin non riesco a capire!). Con pochi amici invademmo una sera il presbiterio dalla parte della sagrestia, proditoriamente, e posso dirvi che se non ho pianto di consolazione allo spettacolo di quel gruppo d’operai innamorati di Dio, che cantavano le sue lodi, gli è perché piangeva lacrime di sangue per l’umanità tutta, un Crocifisso così grande da darmi la sensazione che abbracciasse le nostre miserie, compresa la miseria beata di questo poeta della musica e della foresta: Giuseppe Mulinacci, maestro boscaiuolo della «Schola Cantorum» di Badia Prataglia (Arezzo).

Scrivetegli, amici, illuminate con le vostre offerte la sua vita dura; ditegli che con la sua lenisca la dignitosa povertà dei bravi giovani della Scuola e dai monti di Badia scenderà un po’ d’ossigeno e di luce sulle vostre case.

Ve lo assicura
BENIGNO

2 gennaio 1949

domenica, gennaio 18, 2026

L'appuntameno della carità

Caro Benigno,

è un umile ardente grido di carità che dal mio letto di dolore oso rivolgerle per pregarla di volermi aiutare e farmi aiutare.

Sono un impiegato di banca, dedito fino a ieri al lavoro di ufficio, stimato e benvoluto come ogni persona che assolve scrupolosamente al proprio dovere. Una grave malattia incurabile, rendendomi inabile al lavoro, mi ha costretto a lasciare l’impiego. Per sì atroce destino dall’11 dicembre 1945 languo in un letto, vivendo la mia triste vita fra travagli, sofferenze e nella più grande povertà. Vivevo solamente del mio lavoro e sostenevo anche la mia vecchia ed afflitta mamma, anch’essa tanto malata, che oggi condivide con me tutte le ansie, le angustie e la miseria che terribilmente ci stringe.

Ho esaurito, e da tempo, tutti i miei piccoli risparmi accantonati dal rapporto d’impiego. Sono nella miseria più assoluta e non ho di che procacciarmi il pane e le medicine che mi sono indispensabili. È dinanzi a Lei un povero fratello, afflitto e sventurato, dirò meglio un mendico, che abbisogna di tutto e che a Lei si rivolge per domandare pieno di fiducia, a mezzo Suo, agli uomini di buona volontà, alle anime cristiane, un po’ di aiuto, un po’ di soccorso.

Confido nella Sua bontà.

Dev.mo
Giuseppe D’Addario   
Via Sennino 132/A — Bari

Questo appuntamento merita una nota speciale ed una speciale considerazione. Non so se il caso, la sfortuna o la predilezione di Dio — che permette l’abbandono perché più grande sia la consolazione — hanno ritardato oltre ogni previsione l’appello ai lettori a favore dell’infelice D’Addario, il quale per ben tre volte ha dovuto rinnovare la supplica; il che ha aggravato la sua già critica situazione.

Ho promesso in nome vostro, amici lettori, a questo fratello, che avremmo rimediato con un appuntamento plebiscitario, ed oggi ha replicato implorando per la sua povera mamma un Natale meno triste. E per non perdere tempo, ho incominciato lo stesso: ho dato il via al battito del vostro grande cuore… Ma le mie forze, amici, sono quelle di chi vive alla giornata…

Portate dunque voi un po’ di sole nella casa del fratello D’Addario e fate che quel mattino, mentre gli Angeli annunceranno al mondo la Nascita di Gesù, il vostro nome sia ricordato nel «Gloria» insieme a quello di tutti gli uomini di buona volontà.

BENIGNO

19 dicembre 1948

venerdì, gennaio 16, 2026

Facing death and bereavement in Ireland: why we must plan, talk and care better


A new report by the Irish Hospice Foundation on dying, death and bereavement in Ireland offers a sobering picture of how deeply these experiences already shape Irish society — and how much more central they will become in the years ahead. Death and bereavement are not marginal events affecting only a few; they touch a very large part of the population every year, and their impact is set to grow.

Over 350,000 people are newly bereaved each year, around 6% of the population. At the same time, Ireland’s population is ageing rapidly. Over the next 20 years, the number of people dying each year is projected to increase by about 40%, creating an urgent need for better planning, services and public awareness.

These changes demand proactive policies and sustained investment to ensure that people at the end of life — and their families — receive the care, support and dignity they deserve. This is not only a healthcare issue; it is a social, emotional and moral one.

When people are asked what matters most at the end of life, their answers are strikingly consistent. They want honest communication, to be listened to, to have their wishes respected, and to feel connected to those they love. Yet the reality often falls short of this ideal. Two thirds of people who lost a loved one said that the person had not been told by a medical professional that they were dying. This lack of clear communication can prevent people from preparing emotionally, practically and spiritually, and can leave families shocked, distressed and burdened with unanswered questions.

Where people die also matters deeply. A key aim of good end-of-life care is that a person is supported to die where they wish to be cared for. The National End of Life Survey found that 81% of those whose loved one died in a single hospital room felt they died in the right place, compared with only 51% when this was not the case. Privacy, calm and dignity make a real difference in how death is experienced and remembered.

The demand for palliative care is also rising sharply. In 2026, an estimated 25,669 people will die from an illness requiring palliative care; by 2046 this is projected to increase by more than 50% to over 40,000 people each year. Although palliative services have expanded, significant gaps remain. Some regions, including the Midlands and North East, still do not have an adult hospice. These services must be delivered without further delay, and general palliative care needs to be strengthened across all settings, especially in primary care.

Bereavement does not end at the graveside. It affects people’s mental health, family life and working lives. Yet there is no statutory entitlement to bereavement leave in Ireland. This means that many people must return to work almost immediately after a profound loss. Bereavement should be formally recognised as a significant life event, and statutory bereavement leave should be introduced to ensure that all workers are treated with fairness, compassion and dignity.

As Ireland faces a future with more death, more bereavement and greater need, the response must be honest, humane and collective: better communication, better care, better data, and better support — for the dying, the bereaved, and all of us who will one day stand in their place. 

domenica, gennaio 11, 2026

L'appuntamento della carità

Pisa, 28 luglio 1948.

Caro fratello Benigno, … il caso De Andreis mi ha fatto tornare vivo nella mente il ricordo di un altro caso, che si rivelò a me nel giugno scorso a Roma. Aspettavo un treno nei pressi della stazione di Trastevere e insieme ad una mia amica mi avvicinai alla chiesa dedicata a San Francesco e Santa Caterina. C’era un giovane seduto sul muricciolo in fondo alla scalea; la chiesa era chiusa e allora cominciammo a parlare con questo giovane. Mancava un’ora all’arrivo del treno che attendevamo e in quell’ora conoscemmo per sommi capi la triste storia di questo giovane.

Era, mi pare, della provincia di Cosenza (o Potenza?); aveva lasciato il paese non so per quali motivi e da un anno circa viveva a Roma miseramente. Vendeva del sapone che andava a prendere non so dove e che egli stesso qualificava cattivo. Nell’inverno aveva per la maggior parte dormito all’aperto, rifugiandosi al mattino a San Carlo ai Catinari. Nella stessa chiesa conobbe una buona persona che ebbe compassione di lui e gli procurò un letto al dormitorio Ostiense e quando io lo conobbi egli considerava sua maggior fortuna quella di potersi stendere su quel letto tutte le sere dopo le angosciose giornate. Era macilento, balbuziente, lacero. Mi sembrò però notevolmente intelligente ed istruito.

Le condizioni spirituali erano più penose delle materiali: una fervida aspirazione al bene, un’estrema fiacchezza nel respingere il male: uno stato di gran confusione. Disse che passava ore in chiesa e che poi… bestemmiava; che da anni non si confessava, pur praticando sacerdoti e ricevendone benefici. Da un sacerdote aveva anche avuto un vestito: lo aveva portato in una casa in via del Pellegrino, dove prima dormiva e poi era stato mandato via perché non pagava. Quel vestito non l’aveva più riavuto. Il padre, morto, aveva avuto la vocazione sacerdotale, ma poi vi aveva rinunciato, e da quello che capii, riteneva che questo fatto gravasse come una maledizione sulla sua famiglia.

Al paese aveva la madre e una sorella; non ricordo quel che disse della madre; della sorella disse che aveva sposato e che poi si era divisa dal marito e viveva con la madre. Aggiunse che al paese non voleva tornare; che sarebbe andato volentieri in un convento; che, comunque, desiderava lavorare.

Gli promisi che mi sarei in qualche modo interessata di lui. Dopo pochi giorni tornai qui dove per ora risiedo e spesso il pensiero di quella creatura così sofferente e sbandata mi è tornato nella mente.

Potrebbe fare qualche cosa Lei? Bisognerebbe rintracciarlo. Si chiama Angelo De Nicola, di circa 36 anni. Mi disse che si poteva trovarlo presso il Dormitorio Ostiense (mi dette anche l’indirizzo di via del Pellegrino, dove pare facesse qualche volta recapito, ma non ricordo più il numero) e che tutte le sere era lì sul muricciolo della chiesa, prima di andare al dormitorio.

Insieme alla mia amica cercammo di incoraggiarlo, si intenerì, versò qualche lacrima, disse che si sarebbe confessato e non avrebbe più bestemmiato. Ma poi?

Fratello Benigno, veda di rintracciarlo! Un’altra carità grandissima Le chiedo ora per me: quella di ricordarmi nelle sue preghiere.

Sua sorella in Cristo   
M. B.

Ho molto lavorato, sorella M. B., di telefono e di scarpe per rintracciare il giovane derelitto; ma Lei sa qual è il destino degli uomini nella città tentacolare: … vanno, spinti da chimere vane, divisi e suddivisi a schiere opposte, intesi all’odio e alle percosse così come ci son formiche rosse, così come ci son formiche nere.

Mi sono convinto che quel povero giovane non l’avrei mai rintracciato e allora ho pubblicato la Sua lettera con abbondanza di particolari, nella speranza che qualcuno possa darmi un filo, come Arianna a Teseo. … Chissà! Fra tanti appuntamenti clandestini, chissà che taluno non senta il bisogno di corrispondere a questo, dato in nome della Carità, che è la suprema legge di Cristo. E se la lettera capitasse sotto gli occhi di Angelo De Nicola? Non sarebbe un risultato provvidenziale davvero?

Speriamo dunque, sorella, e non dubiti del mio quotidiano ricordo, per quel che valgono le povere preghiere di

BENIGNO

21 novembre 1948

venerdì, gennaio 09, 2026

Finally an official report rings the alarm bell about falling births

 

new report from the National Economic and Social Council (NESC) warns that Ireland is sleepwalking into a demographic crisis. For the first time, that warning is coming from an important State-funded body.

NESC is an independent advisory body that provides long-term economic, social and environmental policy advice to the Irish Government and the Taoiseach. In its report Building a Virtuous Demographic Cycle, NESC argues that Ireland has already passed “peak baby” and “peak child”. Ireland is experiencing slow but profound changes in its population: fewer babies are being born, and the share of children in the overall population is now beginning to fall.

Birth rates have been declining for years and are now well below replacement. Without careful planning, these shifts will place increasing pressure on public services, social supports and public finances in the decades ahead.

NESC sets out two possible futures. One is a “vicious cycle” in which short-term pressures on housing, services and infrastructure lead policymakers to slow population growth. That would further depress fertility, increase emigration by Irish people, reduce the number of workers and place heavier burdens on public finances, creating a downward spiral that is difficult to reverse.

The alternative is a “virtuous cycle” that treats demographic change as an opportunity, the paper argues. This would mean aligning investment in infrastructure and services with higher population projections, signalling confidence in the future, and building capacity to meet people’s needs. A more balanced age structure and higher participation in the workforce would improve fiscal sustainability, support quality of life and strengthen social cohesion.

To achieve this, the report recommends coordinated action across six areas: long-term fiscal preparation; strategic support for families; proactive migration and integration policies; higher labour force participation; healthcare reform with an emphasis on healthy ageing; and balanced regional development.

Under the “strategic support for families” heading, the report calls for affordable childcare and housing, adequate parental leave, and income and welfare policies that reduce the financial and practical risks of having children.

Notably absent from the report, however, is any mention of the impact of around 10,000 abortions per year on Ireland’s declining birth rate, a silence that is difficult to justify in a report that claims to confront demographic reality of Ireland.

NESC stresses that Ireland has only a short window in which to act.

The report also notes the lack of demographers in Ireland. How are we supposed to study this problem properly if we lack the expertise?

The Resolution Foundation’s New Year Outlook 2026 report reaches a similar conclusion to the NESC report for the UK from a different angle. It suggests that 2026 may be the first year in which deaths exceed births, meaning that natural population growth disappears altogether. With fertility at record lows, future population growth will depend largely on net migration.

Immigration, the report suggests, will become ever more central to sustaining the UK’s population and economy, even as it remains politically contentious as simply bringing in more people does not solve a collapsing birth rate. Large inflows of low-skilled migrants may ease short-term labour shortages, but they do not reverse demographic decline and can become a long-term fiscal burden if they are not able to become sustained net contributors. Demographic renewal cannot be imported; it has to be rebuilt at home.

domenica, gennaio 04, 2026

Ottobre sull'Aventino

È come godere un’altra primavera: e mi diceva ieri un’anima austera, un tantino giansenista, che quando capita di vivere su certe stupefatte plaghe si deve filare su una lama di rasoio, ché passare da un paradiso all’altro sarebbe solenne ingiustizia. Al che obiettai che pazzia invece è considerare un battito di ciglio — qual'è la giornata mortale — sullo stesso piano dell’eternità. Ci mettemmo d’accordo nel sentenziare che quel che conta non è «dove» ma «come» si vive. E seguitammo la peripatetica ottobrata.

Un cielo di seta sembrava annegare a poco a poco fra i giardini chiusi; e con le prime ombre scese dai tetti bassi, dalle finestre ancora socchiuse, dalle terrazze in attesa delle stelle, dagli orti, nacque quel mormorio lieve, quel fruscio lento, quel tinnir discreto che prelude l’ora della cena.

Né notte. È l’ora del Rosario in famiglia. Già: c’è ancora al mondo, c’è in questa Roma cristiana, su questo colle dove le case di Dio sono le case del villaggio, c’è ancora brava gente che si ritrova alla stessa ora davanti all’altare per invocare la Vergine. E non è a dire che siano modesti i templi dove la Madonna dà appuntamento ai suoi fedeli. Santa Sabina — restaurata — ha riaperto le porte in uno sforzo di marmi, di luci e di bellezza che la fanno in tutto degna dell’inizio quaresimale «in capite ieiunii». Santa Prisca ricorda la «ecclesia domestica» di cui fa menzione San Paolo nelle sue lettere e presso la quale avrebbero dimorato e battezzato i principi degli apostoli.

L’organo di Santa Sabina è davvero gaudioso come le sue mura, come le sue colonne. Quello di Santa Prisca è più intimo e discreto. La Vergine non ha preferenze. Fra il tempio di Sant’Anselmo, severo, tutto a picco, abissale, un po’ tetro come il coro dei suoi monaci, e quello di Sant’Alessio, ispirato alla povertà eroica, i templi delle due vergini e martiri — Sabina e Prisca — le fanno degna corona. Non stona in questo ritorno di primavera un po’ triste che accompagna il primo cader delle foglie, il bianco e nero dei domenicani, la mantellina degli agostiniani, come un’ala.

— Lo senti questo profumo di rose? — mi dice l’amico mentre un respiro d’organo s’alza tra convento e campanile.

È il profumo che avverte chiunque reciti con devozione mariana nella cappella dedicata alla Vergine in Santa Sabina. «Rosa Mistica» pronunciano i fedeli: e in qualsivoglia stagione il profumo sale dall’altare e s’espande.

In nessun’altra chiesa l’ho sentito così fresco e soave. È l’alito della Madonna.

BENIGNO

17 ottobre 1948

venerdì, gennaio 02, 2026

Non-academic articles

Below is a list of non-academic articles I published during 2025, across various platforms including the Iona Institute, Substack, Blogger, Medium and print publications such as the Irish Catholic. The pieces focus mainly on demographic change, family policy, religion, bioethics, and cultural trends.

The majority of these articles are in English. Four were written in Italian, including two contributions to L’Osservatore Romano, which I regard as a particular honour.


January

27 January 2025
“UNESCO downgrades the role of parents”
https://ionainstitute.ie/unesco-downgrades-the-role-of-parents/


February

7 February 2025
“The coming trend: couples euthanasia”
https://ionainstitute.ie/the-coming-trend-couples-euthanasia/

12 February 2025
“Cost of housing not the real reason for falling fertility rates”
https://ionainstitute.ie/cost-of-housing-not-the-real-reason-for-falling-fertility-rates/

20 February 2025
“Number of abortions in Northern Ireland continues to surge”
https://ionainstitute.ie/number-of-abortions-in-northern-ireland-continues-to-surge/

25 February 2025
“The demographic crisis and what to do about it”
https://ionainstitute.ie/the-demographic-crisis-and-what-to-do-about-it/


March

5 March 2025
“Decline of Christianity halts in the US”
https://ionainstitute.ie/decline-of-christianity-halts-in-the-us/

14 March 2025
“State funding of daycare seems poor value for money”
https://ionainstitute.ie/state-funding-of-daycare-seems-poor-value-for-money/

14 March 2025
“Do Irish mothers have real choice?”
https://bottone.blogspot.com/2025/03/do-irish-mothers-have-real-choice.html

21 March 2025
“How stable families build more prosperous societies”
https://ionainstitute.ie/how-stable-families-build-more-prosperous-societies/

26 March 2025
“Northern Ireland also headed for a demographic cliff-edge”
https://ionainstitute.ie/northern-ireland-also-headed-for-a-demographic-cliff-edge/

30 March 2025
“Demographic change in Northern Ireland: Projected trends and socioeconomic implications”
https://bottone.blogspot.com/2025/03/demographic-change-in-northern-ireland.html


April

4 April 2025
“Euthanasia: a warning from Australia”
https://ionainstitute.ie/euthanasia-a-warning-from-australia/

9 April 2025
“How social media could be reducing birth rates”
https://ionainstitute.ie/how-social-media-could-be-reducing-birth-rates/

15 April 2025
“The quiet religious revival taking place in Britain”
https://ionainstitute.ie/the-quiet-religious-revival-taking-place-in-britain/

15 April 2025
“Auro d’Alba: il poeta nascosto dietro la carità”, L’Osservatore Romano, p. 11
https://bottone.blogspot.com/2025/04/auro-dalba-il-poeta-nascosto-dietro-la.html

23 April 2025
“Pope Francis on the right to life and the family”
https://ionainstitute.ie/pope-francis-on-the-right-to-life-and-the-family/

26 April 2025
“Auro d’Alba: The Poet Hidden Behind Charity”
https://angelobottone.substack.com/p/auro-dalba-the-poet-hidden-behind


May

1 May 2025
“New Age marriages continue to rise in Ireland”
https://ionainstitute.ie/new-age-marriages-continue-to-rise-in-ireland/

5 May 2025
“How many people stay in their childhood religion?”
https://ionainstitute.ie/how-many-people-stay-in-their-childhood-religion/

14 May 2025
“Who is getting married in Ireland and when?”
https://ionainstitute.ie/who-is-getting-married-in-ireland-and-when/

27 May 2025
“As marriage rates collapse, who is getting married?”
https://bottone.blogspot.com/2025/05/as-marriages-rates-collapse-who-is.html

28 May 2025
“Another study highlights how divorce can harm children”
https://ionainstitute.ie/another-study-highlights-how-divorce-can-harm-children/


June

4 June 2025
“Introducing organ-donation euthanasia”
https://ionainstitute.ie/introducing-organ-donation-euthanasia/

11 June 2025
“UN agency finally realises falling births are a big problem”
https://ionainstitute.ie/un-agency-finally-realises-falling-births-a-big-problem/

20 June 2025
“England crosses another abortion red line”
https://ionainstitute.ie/england-crosses-another-abortion-red-line/

27 June 2025
“People want to have ever fewer children”
https://ionainstitute.ie/people-want-to-have-ever-fewer-children/


July

3 July 2025
“English hospices may soon be forced to close because of euthanasia law”
https://ionainstitute.ie/english-hospices-may-soon-be-forced-to-close-before-of-euthanasia-law/

9 July 2025
“Ireland today: fewer marriages and more divorce”
https://ionainstitute.ie/ireland-today-fewer-marriages-and-more-divorce/


August

1 August 2025
“Healthy three-parent babies: but does the end justify the means?”
https://ionainstitute.ie/healthy-three-parent-babies-but-does-the-end-justify-the-means/

8 August 2025
“Switzerland’s ‘assisted dying’ regime claims another Irish victim”
https://ionainstitute.ie/switzerlands-assisted-dying-regime-claims-another-irish-victim/

10 August 2025
“The dangerous lesson from Switzerland’s assisted suicide regime”
https://bottone.blogspot.com/2025/08/the-dangerous-lesson-from-switzerlands.html

13 August 2025
“Ireland’s terrible combination: more abortions and fewer births”
https://ionainstitute.ie/irelands-terrible-combination-more-abortions-and-fewer-births/

21 August 2025
“Deaths outnumbered births by 1.26 million in the EU last year”
https://ionainstitute.ie/deaths-outnumbered-births-by-1-26m-in-the-eu-last-year/

25 August 2025
“A very strong critique of all forms of surrogacy from the UN”
https://ionainstitute.ie/a-very-strong-critique-of-all-forms-of-surrogacy-from-the-un/


September

8 September 2025
“Deaths outnumbered births among Irish people in Q1 2025”
https://ionainstitute.ie/deaths-outnumbered-births-among-irish-people-in-q1-2025/

24 September 2025
“The problems with the new primary school curriculum”
https://ionainstitute.ie/the-problems-with-the-new-primary-school-curriculum/


October

6 October 2025
“Shocking revelation about babies born alive after abortion”
https://ionainstitute.ie/shocking-revelation-about-babies-born-alive-after-abortion/

30 October 2025
“In cammino verso l’unità interiore”, L’Osservatore Romano, p. 7
https://www.mercaba.es/l%27osservatoreromano/30_octubre_2025.pdf

30 October 2025
“John Henry Newman: Doctor of the Church”
https://medium.com/@zerospam_46763/saint-john-henry-newman-doctor-of-the-church-218b3d140539

30 October 2025
“John Henry Newman: Doctor of the classroom and of the soul”, The Irish Catholic, pp. 14–15


November

5 November 2025
“Another study shows greater openness to religion among young people”
https://ionainstitute.ie/another-study-shows-greater-openness-to-religion-among-young-people/

9 November 2025
“Faith on their own terms: how young people are redefining religion”
https://bottone.blogspot.com/2025/11/faith-on-their-own-terms-how-young.html

14 November 2025
“Government has stuck its head in the sand over birth rates”
https://ionainstitute.ie/government-has-stuck-its-head-in-the-sand-over-birth-rates/

21 November 2025
“The extent of anti-religious persecution laid bare”
https://ionainstitute.ie/the-extent-of-anti-religious-persecution-laid-bare/

28 November 2025
“A far-reaching ruling on RE in State schools in Northern Ireland”
https://ionainstitute.ie/a-far-reaching-ruling-on-re-in-state-schools-in-northern-ireland/


December

5 December 2025
“How Christianity provides meaning and community — and atheism does not”
https://ionainstitute.ie/how-christianity-provides-meaning-and-community-and-atheism-does-not/

12 December 2025
“More good news on the ‘quiet revival’ front”
https://ionainstitute.ie/more-good-news-on-the-quiet-religious-revival-front/

19 December 2025
“Why won’t the EU fund organisations with a traditional view of the family?”
https://ionainstitute.ie/why-wont-the-eu-fund-organisations-with-a-traditional-view-of-the-family/

22 December 2025
“Auro d’Alba, non solo Futurismo: il suo contributo alla cultura letteraria è molto più vasto”, L’Eco dell’Alto Molise
https://ecoaltomolise.net/auro-dalba-non-solo-futurismo-il-suo-contributo-alla-cultura-letteraria-e-molto-piu-vasto/


domenica, dicembre 28, 2025

L'appuntamento della carità

BADIA PRATAGLIA, agosto

Cari amici lettori, ho conosciuto il parroco di un paesino dai tetti rossi, buttati di qua e di là della strada che congiunge la Toscana alla Romagna, a pochi chilometri dal passo dei Mandrioli, uno dei più pittoreschi dell’Appennino. È l’ultimo paese del Casentino e, a ricordarlo soltanto, ti senti riconciliato con la vita. La strada cammina tra boschi di abeti, castagni, faggi, fino ai mille metri del valico, e Badia Frataglia vi respira dentro col suoi giardini dove sbocciano rose variopinte, dai toni più impensati, quasi a picco su dirupi che arieggiano il paesaggio alpino. Basta addentrarsi per pochi passi nelle abetaie, nei castagneti, nei faggeti, che ti spuntano fra i piedi fragolette minuscole da farti venire « o gulìo », come dicono sotto il Vesuvio. È insomma il paesaggio della Verna e di Camaldoli, dove San Romualdo costruì l’Eremo ineguagliabile che custodisce in urna le spoglie di Mariotto Allegri.

In questo paese c’è una grottina che riproduce quella di Massabielle, dove i villeggianti — udite! — vanno a vespro a recitare il Rosario.

Ma lasciamo andare; è proprio un pezzo di terra benedetta che fa presentire il Paradiso e fa dimenticare — come vedete — gli occhi sfavillanti del parroco, un giovinotto con una gola soprana d’alta quota, tutto passione d’apostolato, esuberante di vita e di buone intenzioni, orgoglioso, ma non tanto, della povertà del suo gregge e della sua parrocchia: non tanto perché la povertà lo inchioda ai banchi tarlati della vecchia abbazia dove sorse l’attuale chiesa, monumento nazionale: veneranda chiesa romanica, qua e là in rovina, che abbisogna di riparazioni urgenti.

Ed è un vero peccato perché Don Carlo Caporali è di quelle tempra che potrebbero seminare il bene a ventilabro alto su e giù per le vallate dove la popolazione vive da secoli lavorando il legno, unica industria locale.

Ho assistito alle prove di una « Schola cantorum » (che poi ha cantato la domenica in una magnifica Messa di Requiem) composta di giovani e meno giovani tagliaboschi appassionati di musica, diretta da uno strano tipo di maestro autodidatta, che la notte lavora nella selva al lume di fiaccole e il giorno modella anfore e pale (ne riparleremo) per dare pane alla famiglia.

Ebbene, lo credereste? Le opere parrocchiali hanno assunto tale sviluppo da consentire al parroco di fondare un asilo che — ahimè! — vive di elemosine. Quanti, quanti bimbi e bimbe mi sono sfilati dinanzi, guidati, curati dalle monache di Sant’Anna! E quanti aspettano invano di essere strappati alla strada!

Invano? No. Voi, amici, mi avete capito; voi aiuterete Don Carlo Caporali — parroco di Badia Prataglia (Arezzo) — a tenere aperto il suo asilo, vero?

L’appuntamento di questa settimana è dunque sul Passo dei Mandrioli. E badate che Don Carlo è un tipaccio che mi renderà conto di quel che farete per la sua bella parrocchia, che odora di miseria. Senza contare che quelli fra voi i quali, potendo, non faranno, un giorno dovranno render conto a Qualcuno di essere mancati all’appuntamento.

BENIGNO

3 ottobre 1948

giovedì, dicembre 25, 2025

Nostro Natale

 


22 dicembre 1946

lunedì, dicembre 22, 2025

Auro d’Alba, non solo Futurismo: il suo contributo alla cultura letteraria è molto più vasto

 

Un recente volume riporta all’attenzione il contributo di Auro d’Alba, poeta e scrittore originario di Schiavi di Abruzzo, alla rivista letteraria La Diana, una delle esperienze culturali più significative della prima metà del Novecento napoletano.

Armando Marone, La Diana. Colonnese Editore, Napoli 2025

Animata da Gherardo Marone (1891–1962), La Diana fu la più importante rivista letteraria del secolo scorso a Napoli. Ospitò le prime liriche di Giuseppe Ungaretti, contribuì a far conoscere in Italia la poesia giapponese e annoverò tra i suoi collaboratori figure come Benedetto Croce, Umberto Saba e Salvatore Di Giacomo.

Il volume ora pubblicato porta alla luce un manoscritto di Armando Marone (1904–1986), fratello di Gherardo, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Il testo ricostruisce l’atmosfera vivace e la rete di amicizie che furono alla base di questa preziosa esperienza editoriale e umana.

Armando Marone racconta che, all’inizio della primavera, i genitori si trasferivano in campagna, lasciando la casa napoletana a disposizione di Gherardo e dei fratelli. La dimora diventava così un luogo di incontro e di ospitalità, spesso per lunghi periodi, per letterati provenienti da tutta Italia.

Tra questi vi era Auro d’Alba che, come ricorda Armando, “viveva a Roma ma veniva spessissimo a Napoli e soggiornava da noi”. Nella primavera del 1917, la famiglia d’Alba trascorse due mesi di vacanza presso i Marone e nel manoscritto riaffiorano i ricordi dei giochi infantili con Sergio e Ofelia d’Alba.

L’ospite più illustre fu però Giuseppe Ungaretti, allora ancora poco noto al grande pubblico. Nel dicembre del 1916, durante la sua prima licenza di guerra, soggiornò dai Marone portando con sé Il porto sepolto, appena pubblicato e destinato a diventare un classico della letteratura italiana. L’amicizia tra Ungaretti e Gherardo Marone sarebbe durata tutta la vita.

Anni dopo, quando la figlia di Auro d’Alba morì tragicamente, Ungaretti le dedicò la lirica Memoria di Ofelia d’Alba. Qui alcuni versi:

” … in voi immortali

le cose, che tra dubbi prematuri

seguiste ardendo del loro mutare,

cercano pace …”

In quella stessa occasione, Gherardo Marone scrisse ad Auro parole di profonda partecipazione al dolore, parole che restituiscono la forza dei legami nati attorno a La Diana: “Io che l’ho portata sulle braccia, io che l’ho baciata bambina, sono degno di piangere con te, con la mamma desolata, con Sergio. Non c’è pace nel mondo: stringiamo ogni volta i denti e continuiamo questa dura guerra.”

Gherardo Marone, che curiosamente a volte si firmava anche Elio d’Alba, aveva conosciuto Auro d’Alba nel dicembre del 1915, in una fase di distacco del poeta di Schiavi dal Futurismo e di ricerca di nuovi interlocutori. In una lettera al critico Lionello Fiumi, Marone scriveva: “Auro d’Alba vale molto più di quanto sembri attraverso le sue cose. Mi ha fatto leggere qualche sua lirica inedita e ne sono rimasto impressionato”.

D’Alba aderì così a La Diana, collaborando con poesie e interventi critici, mentre uno dei suoi romanzi fu pubblicato dalla Libreria della Diana, la casa editrice legata alla rivista. Sarà poi lo stesso Fiumi a far conoscere Auro d’Alba in Francia, traducendolo e inserendolo in un’antologia di poesia italiana contemporanea.

La casa napoletana dei Marone accolse poeti e artisti da tutta la penisola. Tra le frequentazioni vi fu anche il poeta Elpidio Jenco, che ebbe una giovanile infatuazione per Ofelia. Altri nomi, oggi meno noti, non ebbero il tempo di affermarsi, cadendo sul fronte della Prima guerra mondiale. Anche Auro d’Alba combatté come bersagliere e rimase in corrispondenza con i Marone, come testimonia una cartolina illustrata dal fronte, oggi riprodotta nel volume.

Auro d’Alba è solitamente ricordato per la sua esperienza futurista, ma il suo contributo alla cultura letteraria italiana è molto più vasto. Questo piccolo, ma prezioso volume, aiuta a ricostruire un periodo meno conosciuto della sua produzione artistica e ci invita a riscoprirne la figura nella sua piena ricchezza.

a cura di Angelo Bottone