giovedì, gennaio 24, 2008

Abele (Dizionario dell'Omo Salvatico)

A vostra edificazione proporrò, a partire da oggi, una serie di lemmi tratti da Il Dizionario dell'Omo Salvatico, opera incompiuta degli ottimi Giovanni Papini e Domenico Giuliotti.


Abele

Ebbene, volete proprio saperlo? (disse una volta, in loggia, il cav. Deifobo Luciferini) io sto per Caino; e la ragione è questa: Caino, nonostante il fratricidio (il quale del resto, nel caso specifico, non è punto biasimevole) è, dopo Satana, il rappresentante più glorioso di tutti i ribelli.
Abele, all’opposto, è il tipo dell’uomo religioso, vale a dire del vigliacco e dello stupido. E infatti si legge nella Bibbia (libro zeppo fino alla nausea di superstizioni e d’immoralità) che questo sig. Abele invece di vendere o di mangiare i migliori capi della propria greggia, come avrebbe fatto un uomo di senno li sacrificava scioccamente a Dio il quale si compiaceva di tali servilità.
Ma consideriamo, per un momento, il contegno ben più dignitoso di Caino: egli non ha perduto il senso della fierezza, egli che tiene moltissimo, come qualunque cittadino che si rispetta, alla propria libertà e indipendenza, tanto per dare il fumo negli occhi al Signore, o forse, com’è più probabile e più lodevole, per puro disprezzo, non gli sacrifica che pochi frutti avariati dei quali non sa che farsi e, infine, quando pensa che quel cretino di suo fratello potrebbe pigliar moglie e generare tutta una discendenza di vergognosi bigotti, senza stare a farla tanto lunga, lo ammazza.
La Genesi (si capisce) vuole insinuare che lo ammazzò per invidia.
Ma che invidia d’Egitto!
Caino era senza dubbio dei nostri e, perciò, essendo un libero pensatore, protestò violentemente, e fece bene, contro l’oscurantismo incipiente.
Ed ecco la mia conclusione.
Che ne direste, o fratelli, se ci proponessi l’inaugurazione d’una bella statua a Caino, da erigersi qui, proprio nella nostra natìa Bagoghi, dinanzi (faccio le corna) alla Chiesa del S. Cuore, come glorificazione tangibile della libertà, e come perenne sfida alla sempre crescente invadenza del 'maiale nero'?

2 Comments:

At 5:50 PM, Blogger L'Uomo Vivo said...

Domenico Giuliotti!
Quello che dice che la modernità è quella sozza baldracca che fa comandare i meccanici!
Grande!
Sono contento che ne fai uso anche tu!

 
At 4:53 PM, Blogger Angelo said...

Giuliotti, da buon toscano, non aveva peli sulla lingua.

 

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