martedì, settembre 28, 2004

Orfani

Sull'aereo diretto a Parigi ho letto la storia di una coppia di donne francesi: una di loro ha deciso di concepire tramite inseminazione artificiale eterologa, ossia con un donatore di seme esterno alla coppia, ed ora le due hanno ottenuto una sorta di riconoscimento legale nei riguardi del bimbo.
Non commenterò la questione dal punto di vista giuridico, non ne ho la competenza, più semplicemente cercherò di dar forma alla mole di pensieri che l'articolo mi ha provocato.

Credo che la storia, peraltro già accaduta in passato e che almeno la legge italiana vieterebbe, sia moralmente disgustosa ma significativa.
La signora, o signorina, in questione ha volutamente messo al mondo un orfano.
Due madri non fanno un padre, così come due padri non fanno una madre, basta chiederlo a chi ha avuto la sfortuna di perdere un genitore o di non averlo mai avuto. La donna in questione non solo ha deciso che il proprio figlio non ha diritto ad un padre ma neppure ha diritto di sperare che eventualmente un giorno possa conoscerlo. No, quel figlio doveva venire dall'incognito, dal nulla.

La storia è significativa, dicevo, perché la donna francese ha scelto di concepire tramite inseminazione artificiale eterologa. Sarebbe stato forse più semplice trovare un uomo, un amico o uno sconosciuto e concepire con un atto naturale; in questi casi i 'donatori' si trovano facilmente e avrebbe ugualmente potuto nascondere l'identità del padre, mantenendola nel segreto della propria coscienza. Invece no, la signora ha scelto la fecondazione artificiale, come per cancellare ogni naturalità, ogni umanità dell'atto.
Separando sessualità e riproduzione il concepimento di un essere umano diventa una tecnica come tante altre (credo che Heidegger abbia qualcosa da insegnarci in proposito). L'elemento maschile è semplicemente un accidente da minimizzare nel modo più assoluto possibile, nell'asetticità di un laboratorio. Un maschio, anche se sconosciuto, ha pur sempre un volto, uno sguardo, provoca emozioni. Il seme in provetta invece no, è materiale genetico, è una sostanza fredda e viscida.

Non è difficile immaginare un futuro prossimo nel quale al supermarket si comprerà il kit per l'autoinseminazione, potendo scegliere le caratteristiche generiche del donatore anonimo. Certo se mettere al mondo non è donare la vita ma fare un figlio, non si capisce perchè uno non possa sceglierselo come gli pare.
Il figlio è mio e me lo faccio come voglio io, orfano.