domenica, marzo 20, 2005

S. E. Bruno Forte e i referendum

Cosa pensa il mio vescovo, Bruno Forte, di questi referendum.

La Legge 40/2004 in vigore dal 10/3/2004 ha posto dei limiti alle possibili vie finalizzate alla procreazione medicalmente assistita (essa vieta nel nostro paese il congelamento di embrioni, la creazione di più di tre embrioni, la sperimentazione non terapeutica su di essi, la donazione di ovociti e quella di spermatozoi). Questa legge non soddisfa certamente le esigenze etiche affermate dalla Chiesa, che considerano inaccettabile la fecondazione in vitro, come la produzione e l’eliminazione artificiale di embrioni. Tuttavia, la presenza di una legge limitativa è da considerarsi migliore dell’abrogazione di ogni limite, che aprirebbe tra l’altro al rischio della produzione e sperimentazione, con conseguente eliminazione di embrioni. La Chiesa considera l’embrione umano degno del rispetto dovuto alla persona: come non si può disporre arbitrariamente della vita di nessuna persona umana in qualunque fase del suo sviluppo, così non è moralmente lecito agire sull’embrione quasi non avesse valore di essere umano, sia pur se in una fase molto iniziale del suo processo vitale. Ognuno di quelli che leggono queste parole è stato embrione in maniera analoga agli embrioni che senza una opportuna limitazione potrebbero essere manipolati o eliminati. Non tutto quello che è tecnicamente possibile è anche moralmente lecito: la scienza che non riconosca l’esistenza di limiti etici invalicabili rischia di rivoltarsi contro l’uomo, come già purtroppo a volte è successo (si pensi alle devastazioni dell’ambiente o alle follie dell’eugenetica dei totalitarismi, decisi a eliminare gli esseri umani non ritenuti puri o degni o efficaci). Per questo motivo, l’abrogazione di alcuni articoli della legge 40/2004 - proposta dai quesiti referendari - va rifiutata. E poiché il rifiuto può esprimersi di fatto anche se non viene conseguito il quorum dei votanti richiesto per la validità del referendum, è del tutto legittimo astenersi dal voto: in questo caso, anzi, l’astensione appare la forma privilegiata, perché esprime il dissenso dall’idea di ridurre principi etici inalienabili, come quello del valore della vita e della dignità dell’essere umano, a questioni numeriche di maggioranza e di minoranza. Per amore della vita di ogni essere umano, specialmente di quella più debole e indifesa, invito pertanto i fedeli a considerare l’ipotesi dell’astensione dal voto referendario come la migliore possibile in questo caso, ed a farlo non contro qualcuno, ma a favore di tutti, per la crescita della qualità e della dignità della vita di ogni persona e dell’intera società di cui facciamo parte. Prego Dio perché il dibattito referendario sia scevro da intolleranze, da riproposizioni di steccati dolorosi e cerchi solo, da parte di tutti, il bene comune, inseparabile dalla verità delle esigenze etiche fondamentali, che accomunano i credenti a tanti uomini di scienza e di pensiero, i quali pur senza un’esplicita confessione di fede religiosa riconoscono la sacralità dell’essere umano.

+ Bruno Forte
Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto

18 marzo 2005

3 Comments:

At 3:32 PM, Anonymous Anonimo said...

"Ognuno di quelli che leggono queste parole è stato embrione in maniera analoga agli embrioni che senza una opportuna limitazione potrebbero essere manipolati o eliminati":
cosa c'entra?
"Non tutto quello che è tecnicamente possibile è anche moralmente lecito":
chi afferma il contrario?
"l’astensione appare la forma privilegiata, perché esprime il dissenso dall’idea di ridurre principi etici inalienabili, come quello del valore della vita e della dignità dell’essere umano, a questioni numeriche di maggioranza e di minoranza":
vogliamo mettere la difesa dell'embrione in costituzione?(azioneparallela)

 
At 3:46 PM, Blogger Angelo said...

1)cosa c'entra?
C'entra, c'entra. Siamo tutti stati embrioni e prima di decidere sulla vita degli altri è bene ricordarselo.

2) chi afferma il contrario?
Tutti quelli che dicono: "ah, ma voi volete fermare la scienza?!?"

3)vogliamo mettere la difesa dell'embrione in costituzione?

Non sarebbe male. La Costituzione irlandese ad esempio recita:"The State acknowledges the right to life of the unborn and, with due regard to the equal right to life of the mother, guarantees in its laws to respect, and, as far as practicable, by its laws to defend and vindicate that right." E in base a questo articolo l'aborto volontario è un reato.
Paese civilissimo l'Irlanda.

Cheers,
Angelo

 
At 6:32 PM, Anonymous Anonimo said...

Oggi il chierico ha invece affermato:
"Recependo l'autorevole dichiarazione del Capo dello Stato, riteniamo giusto che ogni cittadino esprima il suo diritto - dovere alla partecipazione civile."
Fonte: http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2011/06/08/news/la-diocesi-di-chieti-sul-referendum-acqua-bene-universale-4396293

Che bella coerenza.
(a latere: fortuna che sulla 40/2004 ci hanno pensato cassazione e corte costituzionale a fare giustizia abrogando ampie parti della talebana legge)

 

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