lunedì, luglio 06, 2009

Newman, classico e inattuale 2

Classico

Classico è ciò che supera la contingenza del tempo e dell’occasione che l’ha fatto nascere e ancora oggi non possiamo discutere di università senza confrontarci con questo classico dell’educazione.
Per quanto il fine dei discorsi fosse molto chiaro, fondare un’università cattolica, Newman dichiara spesso che i principi che andava enucleando potevano essere accettati anche da non cattolici:
Si osservi che i princìpi sui quali vorrei condurre l’indagine sono stati ottenuti, come ho già detto implicitamente, dalla semplice esperienza della vita. … sorgono quasi dalla natura del caso, sono dettati anche dalla prudenza e dalla saggezza umana, anche se mancasse una illuminazione divina, sono riconosciuti dal senso comune, anche quando l’interesse personale non sia pronto a stimolarlo e quindi, in quanto veri, giusti e buoni in se stessi, non implicano niente riguardo la professione religiosa di quanti li sostengono. (I, 2)

Credo che proprio il carattere “universale” delle riflessioni e il tentativo di evitare argomenti che facessero direttamente appello a questioni di fede o dottrinali siano stati la fortuna di quest’opera. Verrebbe da dire che, se ancora oggi l’Idea viene considerata un classico dell’educazione è a motivo dell’impostazione che Newman ha voluto darle, intesa a superare l’angusto limite della confessionalità e delle situazioni contingenti.

(continua)