giovedì, gennaio 29, 2009

Quando si sgretola un gioiello

Modena, 26 gennaio 2009. PRENDENDO a prestito le espressioni dei meteorologi, potremmo chiamarlo il «ciclone Michelina». Le dimissioni della direttrice del San Carlo, che otto anni fa ha dato vita al Festival filosofia, hanno qualcosa di non detto e di non scritto che lascia sconcertati. Risulta difficile capire, dall’esterno, cosa possa essersi ‘infranto’ all’improvviso in quello che sembrava uno staff oliatissimo.

CERTO, formalmente la trattativa non fa una piega: scade un contratto, il committente presenta una proposta di rinnovo, l’interessato dà una risposta, poi si prende una decisione. Ma, in casi come questi, la trattativa — si sa — può andare oltre: se si tiene a una persona e alla sua professionalità, ci sono tanti modi per non lasciarsela sfuggire, o almeno per provarci. Anche perché, almeno a quanto risulta, Michelina Borsari non aveva intenzione di andarsene,non ha ricevuto proposte da altri festival (anche se molti potrebbero fargliele), non è Fiorello ‘conteso’ fra la Rai, Mediaset e Sky.

ORA POI c’è la decisione dei componenti del comitato scientifico di rassegnare le dimissioni. E si tratta di personalità della cultura che di certo non prendono una decisione senza pensarci. All’improvviso il festival si trova senza il suo primo motore e — per quanto ne sappiamo — a tutt’oggi la macchina organizzativa della nuova edizione è piuttosto in ritardo.

MODENA non può permettersi che un gioiello come il Festival filosofia si sgretoli dalla sera alla mattina sotto il peso di incomprensioni o di parole non dette. I cicloni possono passare, ma ci può essere anche la ricostruzione: e, sebbene la Fondazione San Carlo abbia la sua autonomia di decisione, crediamo che le istituzioni pubbliche non possano stare a guardare. Non vorremmo che, fra questi cieli in tempesta, il festival finisse per andare ‘a carte quarantotto’.


di STEFANO MARCHETTI