martedì, maggio 31, 2005

Femministe, libertarie e di sinistra si astengono

Sul blog di Gino ho trovato questo:

Care amiche, cari amici,
siamo femministe, libertarie e di sinistra e al referendum del 12 giugno sulla legge 40 non andremo a votare.
Non ci riconosciamo nello schieramento del Si né in quello del No e neppure nell'appello dei vescovi per l'astensione.
Vi spieghiamo le nostre ragioni, se avete voglia di leggerle, e vi passiamo alcuni links.

Con affetto,
Alessandra Di Pietro e Paola Tavella

Urbino: laurea ad honorem per Valentino Rossi

31 mag 12:43 Urbino: laurea ad honorem per Valentino Rossi

URBINO - Il campione di motociclismo Valentino Rossi stamattina ha ricevuto la laurea ad honorem in Comunicazione e pubblicita' per le organizzazioni, presso la facolta' di Sociologia dell'Universita' di Urbino "Carlo Bo". Il neo-laureato ha dichiarato: ''La laurea mi rende felicissimo e soprattutto rende felice mia mamma, che ormai si era arresa...''. Tra i presenti alla cerimonia anche Lucio Dalla, questa volta pero' in veste di professore. (Agr)

Ecco, è da queste notizie che uno capisce perché l'Università di Urbino chiuderà i battenti molto presto.


domenica, maggio 29, 2005

A beautiful abstention

Nei commenti a quanto ho scritto ieri Giorgia mi chiede: in che senso il No aiuta il SI?

Vedi Giorgia, non so sei tu hai mai sentito parlare di teoria dei giochi, quella di of John Forbes Nash Jr., il protagonista di A Beautiful Mind.
Bene, la teoria di giochi ci aiuta a capire il valore delle varie opzioni di fronte al referendum.

Date le leggi che regolano il referendum in Italia, l'effetto di chi vota SI o si astiene corrisponde all'intenzione del votante. Votare SI significa aiutare i SI e astenersi significa contrastare i SI.

Mentre paradossalmente l'effetto del votare NO, nel caso i SI non abbiamo la maggioranza assoluta, è solo quello di favorire i SI a raggiungere il quorum, pertanto l'effetto contraddice l'intenzione del votante.
Questo naturalmente nel caso i SI non abbiamo già la maggioranza assoluta.
Se invece si verificasse l'opposto, ossia che i SI abbiano già la maggioranza assoluta a prescindere dai NO, allora votare NO sarebbe ugualmente inutile, visto che i SI vincerebbero in ogni modo.

La strategia degli astensionisti si basa sull'assunto, che sarà dimostrato il 12 e 13 giugno, che i SI non sono maggioranza assoluta e pertanto non hanno diritto a cambiare una legge approvata da una maggioranza assoluta in Parlamento.

Quindi, chi è contrario ai quesiti referendari e non vuole che la legge cambi, fa bene ad astenersi, a meno che il quorum sia stato già raggiunto.

Non solo fa bene perchè è il mezzo più efficace ma diventa adirittura un dovere morale per impedire che una legge approvata da una maggioranza assoluta venga stravolta da una maggioranza solo relativa.

Non c'è nulla di incivile nell'avvalersi di un diritto costituzionale, anzi io trovo più incivile non rispettare le scelte altrui, nonostante queste siano previste espressamente dalla legge.

Come dire: noi abbiamo un'opinione, se ad avere un'opinione opposta siete di più, allora vincerete e io accetterò con rispetto la scelta del popolo italiano.
Allo stesso modo chiedo rispetto per chi la pensa come me e sceglie di astenersi.

Confrontiamoci sui quesiti, non sulle scelte di voto.

venerdì, maggio 27, 2005

Procreazione fraterna



Ieri sera le ragazze che abitano con me hanno festeggiato la fine dell'anno accademico ed hanno lasciato la cucina tutta in disordine.
Stamattina mentre facevo colazione ho sfogliato una delle riviste che erano sul tavolo, uno di quei periodici femminili pieni di pettegolezzi e notizie frivoli.
In copertina WIFE LEFT ME FOR HER BROTHER.
La storia è semplice: Marylin finalmente conosce il fratello Bobby dal quale era stata separata dalla nascita 30 anni prima. Con il passare del tempo se ne innamora e lascia il marito per lui. Si amano.

Poco importa se la notizia sia vera, è interessante il fatto che la frontiera dello scandalo è ora arrivata all'incesto.
Per vendere ormai non fa più notizia il marito che scappa con un uomo, no, ora deve scappare con la sorella, o la moglie con suo fratello.

L'incesto è ancora tabù nella nostra cultura, fino a quando?
In alcune culture, quella egiziana ad esempio, il matrimonio fra fratelli era contemplato, seppure in particolari circostanze.
Stiamo tornando al paganesimo.
Fino a 10 anni fa quanti di noi sarebbero scoppiati a ridere all'idea di un matrimonio fra persone dello stesso sesso? Tutti credo. Beh, oggi sembra quasi normale. E' il potere della TV. Credetemi, una volta persa la bussola ci si abitua a tutto.

Cosa c'entra tutto questo con la procreazione assistita?
C'entra, c'entra, cari miei.
Una delle maggiori obiezioni all'incesto, infatti, è che il matrimonio di fratello e sorella produce figli mostri.
Questo problema può essere risolto tramite la PMA, selezionando gli embrioni tramite screening pre-impianto e scartando quelli geneticamente malati.

Ma anche volendo escludere questa ipotesi, ce n'è un'altra più verosimile.
Ammettiamo che passi il quesito sull'eterologa e che quindi una coppia con maschio sterile debba fornirsi di seme extraconiugale. Invece di chiederlo ad uno sconosciuto non è meglio rivolgersi al fratello di lei? E' sicuramente meno costoso e si risolve anche il problema dell'anonimato. Insomma, in famiglia si risparmia. C'è una norma che vieta tutto questo? Non mi pare. Ci sono obiezioni mediche? Sicuramente ma verrebbero superate con la diagnosi preimpianto. Votate SI ai referendum e tutto si risolve.

Le obiezioni sarebbero unicamente morali. Ma, come dicono i sostenitori del referendum, perchè volete imporre la vostra morale agli altri? Siete proprio dei talebani vaticani. Lasciateci fare, nessuno vi obbliga a fare lo stesso.
Fantascienza? Non mi pare, anzi, triste realtà se vincono i SI.

giovedì, maggio 26, 2005

Piccolo spazio pubblicità

Visto che negli ultimi mesi il numero medio di visitatori di questo blog è più che raddoppiato, volevo approfittare per informare i nuovi lettori che a fine febbraio è uscita l'edizione italiana di The Idea of a University di John Henry Newman, curata da me per le Edizioni Studium.

E' mia la traduzione e la nota storica mentre il prof. Vincenzo Cappelletti ha scritto un'introduzione.

Qui trovate maggiori particolari.



Se invece volete conoscere meglio il pensiero di Paul Ricoeur, vi consiglio di dare un'occhiata a questa pagina.

Per chi ha la memoria corta.

Noi diamo una indicazione di astensione attiva, consapevole, forte. Non è un modo ipocrita di nascondere differenze di posizione interne, non è alchimia politica di bassa lega, non è un modo per non scegliere, per neutralità o equidistanza, o per confondere le idee. E’ un preciso modo di scegliere e di indicare una posizione.
E’ proprio per questo che nei referendum abrogativi di leggi vigenti è richiesto il superamento del quorum. Per evitare che si decida sulla base della prevalenza di indicazioni di voto di una minoranza della popolazione. Per consentire di esprimere una precisa scelta, una volta non condiviso il referendum.
Del resto se è sbagliato votare NO ed è sbagliato votare SI, è possibile solo un’altra modalità: quella di non votare. L’astensione attiva è una espressione di voto, che evita il pronunciamento qualora si consideri inadeguato o sbagliato sia il voto positivo che quello negativo.


Così scrivevano i DS in occasione del referendum del 2003.
Qui trovate tutto il testo.

Se poi volete vedere la pagina web dell'11 giugno 2003 del sito ufficiale del partito, eccola qui.

C'era pure un bel filmatino micromedia:







Vescovi filippini: evangelizzare con il blog

Manila (AsiaNews) – I vescovi delle Filippine parlano ai fedeli con tutti i mezzi a loro disposizione, compreso Internet e alcuni blog (diario on-line).

Dalla pagina principale del sito internet della Conferenza episcopale delle Filippine (Cbcp) è infatti possibile accedere a 3 blog tenuti da altrettanti prelati. I temi trattati sono vari e riguardano la catechesi, la società ed il vivere cristiano. I 3 blog hanno connotazioni differenti, ma le pagine sono aggiornatissime: alcuni scrivono anche una volta al giorno.

Il primo – The Meaning – è tenuto da mons. Jose R. Manguiran, vescovo di Dipolog: ha come sottotitolo “La vita ha un senso solo quando inizia e finisce con Cristo”. Il vescovo tratta temi correlati all’essere cristiani all’interno di una società che corre troppo velocemente, e sviluppa argomenti filosofici e riflessioni personali offrendoli all’attenzione di tutti.

Il secondo – Viewpoints – è il diario di mons. Oscar V. Cruz, arcivescovo di Lingayen-Dagupan. Nel suo diario mons. Cruz porta avanti le sue personali battaglie contro quelli che definisce “cancri della società”: il gioco d’azzardo e l’analfabetismo del Paese. Per le sue aperte denunce mons. Cruz ha ricevuto diverse minacce di morte che – sempre nel suo blog – ha sminuito: “Prendere esempio da Cristo, morto per la verità”.

L’ultimo blog – Tidbits - è quello di mons. Leonardo Medroso, vescovo di Borongan. Mons. Medroso, più che discussioni o riflessioni, dà esortazioni ed aiuti tecnici: uno degli ultimi aggiornamenti è un invito ai giovani a recarsi a Colonia per la Giornata mondiale della gioventù 2005 . Nelle pagine si può trovare anche un modello preparato per la richiesta di fondi alla Conferenza episcopale, da stampare e riempire a cura delle diocesi del Paese.

Tutti i blog pubblicano anche collegamenti a vari siti di interesse – i cosiddetti link – a cui il lettore può accedere cliccando sulle icone consigliate. Il link più importante è quello che rimanda alla pagina principale della Cbcp: aperto il sito si nota subito la “pagina del presidente” ovvero lo spazio personale in cui scrive mons. Fernando Capalla, arcivescovo di Davao e presidente della Cbcp. Nel suo spazio anche mons. Capalla si rivolge ai fedeli, ma offre considerazioni generali sull'organizzazione della Chiesa filippina. (VFP)

mercoledì, maggio 25, 2005

Sopravvissuti




Vi presento Ella Gray, 19 mesi, di Phoenix, e i gemelli Ben e Sam Hutchens, 3 anni, di Dallas.
Come recita la maglietta indossata dai due gemelli, questi sono 'former embryo' ossia ex embrioni. Dopo essere stati concepiti tramite fecondazione artificiale, erano stati scartati e conservati sotto ghiaccio, destinati a morire in laboratorio con il passare del tempo o, peggio, destinati a sperimentazioni scientifiche.

Come affermano falsamente i sostenitori del referendum, visto che non sono 'persone' si potevano usare per ricavarne cellule staminali embrionali. 'La ricerca su cellule staminali embrionali è la più promettente per malattie oggi incurabili (come diabete, Parkinson, Alzheimer, sclerosi, infarti,…) che colpiscono in Italia oltre 10 milioni di persone.' (http://www.lucacoscioni.it/node/2029)

Ed invece di salvare milioni di persone qualcuno ha preferito far continuare a vivere quei pochi embrioni. Li ha adottati, con il consenso dei genitori genetici, ed ora sono lì che giocano e sorridono.

Le foto sono state scattate ieri, in occasione dell'incontro che il presidente Bush ha avuto con 21 famiglie che hanno adottato embrioni congelati.
Qui maggiori particolari.

Il 12 e 13 giugno gli italiani saranno chiamati a scegliere anche su questo: volete voi permettere la sperimentazione sugli embrioni? Volete abolire il divieto di produrli oltre un numero strettamente necessario, ossia non più di 3?

Prima di decidere ricordatevi di questi bimbi scampati alla sperimentazione:
Zara Johnson, 2 anni, di Reading, e Jonah Vest, 3 anni, di Hamilton.

Storie di ordinaria follia eterologa

L'ultima storia di follia eterologa arriva da San Francisco.
La Corte Suprema della California è stata chiamata a pronunciarsi su un caso piuttosto complicato.
Una coppia di lesbiche desiderava avere un bambino. La natura, si sa, non lo permette ed ecco che hanno fatto ricorso alla fecondazione artificiale.
Hanno trovato un fornitore di seme (donatore non mi sembra il termine appropriato, visto che c'è stato un compenso), una delle due ci ha messo di suo l'ovulo e l'altra il proprio utero. Insomma, ognuna ha dato quel che poteva. (In Italia per fortuna la legge 40 vieta queste pratiche)
Putroppo non sempre le cose vanno per il verso giusto e dopo la nascita del bimbo le due signore (signorine?) hanno litigato e si sono lasciate. Ora tocca al giudice decidere di chi è il figlio.

Come risolverebbero la questione i fan dell'eterologa? E' più figlio della madre genetica o della madre che l'ha partorito?

Io avrei una soluzione salomonica, affidiamolo al padre.

martedì, maggio 24, 2005

Donna Moderna

Pensa tu, sono finito pure tra i link di Donna Moderna!

Un grazie a Sara Sironi, la giornalista che ha curato il dossier. Prometto che appena torno in Italia comprerò una copia.

PISA, AGGREDITI UNIVERSITARI PRO ASTENSIONE

24 maggio 2005 14.43
REFERENDUM
FECONDAZIONE: PISA, AGGREDITI UNIVERSITARI PRO ASTENSIONE

Aggrediti mentre distribuivano volantini a sostegno delle ragioni del non voto. È accaduto a Pisa, nel pomeriggio di ieri, di fronte alla mensa dell'Università, dove dei giovani appartenenti al comitato studentesco per il "sì" ha aggredito un gruppo di sostenitori del "non voto". Lo scrive l'agenzia Sir dei vescovi italiani.

Secondo il racconto delle vittime, reso noto dal Comitato "Scienza e vita", gli altri studenti dapprima hanno iniziato a gridare slogan a favore del "sì" ed epiteti ingiuriosi. Poi, i più esagitati hanno preso di mira le ragazze del gruppo strappando loro di mano i volantini, distruggendoli, rovesciando anche il tavolino che serviva da appoggio per il materiale. La situazione non è degenerata - scrive la Sir - grazie all'atteggiamento civile dei ragazzi pro-astensione, che non hanno reagito.

lunedì, maggio 23, 2005

Paul Ricoeur est mort



Les blogs, passion des adolescents intitola oggi Le Monde stranamente in prima pagina. Ma non è questa la notizia del giorno, la triste notizia è a fianco: Paul Ricoeur est mort. Paul Ricoeur, l'ultimo grande filosofo del Novecento, è morto venerdì a 92 anni.
Su articolifilosofici troverete una vasta rassegna stampa, permettetemi però qualche ricordo personale.

Paul Ricoeur è l'unico grande pensatore che ho conosciuto di persona, ho visto Gadamer più di una volta ma non ho mai avuto la fortuna di parlarci. Ricoeur veniva a Napoli ogni anno, grazie all'amicizia con Domenico Jervolino. Di solito faceva una lezione alla Federico II e poi per tutta la settimana era all'Istituto Italiano di Studi Filosofici. Ricordo i suoi seminari, in francese, così densi e difficili da seguire. Ricordo quel suo gesto caratteristico, quando nelle pause di riflessione portava il dito indice contro la bocca. L'ultimo giorno si andava sempre a mangiare la pizza insieme.

Nonostante l'età amava camminare molto ed in fretta. Domenico, con la sua mole, spesso non riusciva a seguirlo.
L'ho anche intervistato una volta, sarà stato nel '95, ma per una serie di ragioni il pezzo non andò in stampa. Difficile sapere dove si trova ora quell'inedito. Ricordo tra le altre cose che parlammo di ecumenismo e di come lui, protestante, avesse a lungo frequentato Gabriel Marcel e l'Institute Catholique de Paris.
Aveva conosciuto grandi tragedie, 4 anni nei campi di concentramento (su Le Monde c'è una sua curiosa foto del tempo) e poi un figlio suicida.

Jervolino, sul Mattino di ieri:
«Ricoeur è stato un punto di riferimento per tutta la mia vita. Tanto che ho cercato di trasmettere ai giovani il suo pensiero, non disgiunto dalla fede cristiana e sintetizzabile in una teoria dell’interpretazione che pone al centro la condizione umana. Ho tentato di creare qui una scuola che lui, nella sua riservata e rigorosa modestia, non aveva mai voluto fare. E i risultati sono in una vasta rete comunitaria di discepoli elettivi».
Io, indegnamente, faccio parte di quella scuola.

Ci ha lasciato dei lavori che sono una miniera di idee; ogni volta che riprendo in mano la trilogia Tempo e Racconto o Il Sé come un altro torno a stupirmi.
Era un uomo semplice, straordinariamente semplice. Mi colpiva sempre la sua disponibilità ad ascoltare tutti, a rispondere anche i più giovani, e ci penso ogni volta che incontro qualche accademico spocchioso. Quando hai avuto la fortuna di conoscere un umile genio, chiunque altro ti sembra solo un presuntuoso. E genio lo era davvero.

Concilio Vaticano II

Sul sito della Diocesi di Chieti-Vasto sono stati appena pubblicati i testi di due splendide conferenze.
La prima è di S.E. mons. Loris Capovilla, segretario particolare di Giovanni XXII ed ex Vescovo di Chieti-Vasto, dal titolo Croire c’est aimer.
L'altra è del cardinale Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, e riguarda la costituzione pastorale “Gaudium et spes”.

Li unisce un unico tema: il Concilio Vaticano II, conclusosi 40 anni fa.
Torneremo presto su questo argomento.

Finalmente

I giornalisti italiani, non tutti purtroppo, stanno scoprendo che a Cuba c'è una dittatura comunista. Finalmente.

sabato, maggio 21, 2005

Trey

Negli USA si sta diffondendo l'adozione di embrioni. Nelle cliniche ameciane ci sono oltre 400.000 embrioni congelati, risultanti da fecondazioni artificiali non impiantate.
(In Italia questo problema è evitato grazie alla legge 40 che obbliga all'impianto.)
400.000 esseri umani in attesa di una soluzione finale. Gran parte di questi non sopravviverà ma i genitori degli embrioni congelati possono permettere il loro impianto in un'altra famiglia disposta ad accoglierli.

Qual è la differenza con la fecondazione eterologa?
Ci sono molte analogie ma in questo caso i figli non vengono creati di proposito (figlio di padre ignoto) per poi negare loro una genitorialità genetica, ma già esistono, si tratta solo di dar loro una prospettiva migliore di quella del congelamento.

Non c'è anonimato, infatti la famiglia di origine sceglie quella adottiva e non è escluso che più embrioni provenienti dalla stessa famiglia vengano impiantati in una sola altra famiglia adottiva, magari con tempi diversi, in modo che i fratelli genetici si ritrovino a vivere insieme.
Soluzioni precarie che cercano di ovviare ai gravissimi danni che le tecniche di fecondazione assistita comportano.

Questa forma di adozione non ha ancora valore legale, visto che la problematica è nuova e difficile da gestire, e naturalmente presenta anche problemi dal punto di vista etico.

Qui trovate il sito di una coppia che ha adottato 10 embrioni. Una volta scongelati solo 3 su 10 sono sopravvissuti e sono stati tutti impiantati.
Solo uno di questi è nato, il 25 aprile, ed è il bimbo che vedete qui sotto. Si chiama Jack Lewis Jones III, per gli amici Trey.

venerdì, maggio 20, 2005

Splinder, splonder, splander

Sbaglio, o SPLINDER è andato completamente in tilt?

(Quasi) grande Rutelli.

Francesco Rutelli mi è particolarmente piaciuto sia ieri che oggi. Ora, dopo aver finalmente riempito di orgoglio la Margherita, gli manca solo la ciliegina sulla torta: dichiarare pubblicamente la sua astensione ai referendum.
Domani? Dopodomani? E' solo una questioni di giorni, anzi di ore direi.
E poi potremo gridare GRANDE RUTELLI.

giovedì, maggio 19, 2005

Signori scienziati, ricordatevi di Michel Petrucciani





«Sometimes I think someone upstairs saved me from being ordinary». («Talvolta penso che qualcuno, lassù, mi abbia preservato dall'essere uno qualunque, una persona ordinaria»). C'è un nonsoché di trascendente in quel vocabolo così ordinario "upstairs", che vuol dire "al piano di sopra, in fondo alla scala" quando si scopre che a dire questa frase è stato Michel Petrucciani, uno dei più rinomati ed amati jazzisti moderni, morto nel 1999 a 37 anni. Alto circa un metro, per 30 chili di peso, doveva camminare sempre con le stampelle e per suonare il pianoforte doveva applicare una protesi ai pedali, per poterci arrivare.
Ricordo con tenerezza quella testa sproporzionata, quelle braccia così corte, quelle mani così forti e precise, quelle acrobazie per andare da una parte all'altra degli 88 tasti, che più di una volta hanno tenuto col fiato sospeso (oddio, cade!) gli spettatori dei suoi concerti. Eppure aveva un tocco personalissimo, una perfezione melodica che molti pianisti "sani" gli invidiano tutt'ora, un senso ritmico non comune e un sorriso assolutamente disarmante.
Insomma, poteva essere un fenomeno da baraccone, e invece non è mai stato "un handicappato che suona il pianoforte": è stato un uomo vero, uno che ha sgobbato per poter vivere della musica che aveva imparato in casa, uno che ha capito il suo limite e dopo averlo riconosciuto, lo ha superato impegnando oltre misura tutti i talenti che un destino impietoso aveva racchiuso in quel suo corpo deforme. Di sé diceva di essere un uomo realizzato, perché era riuscito a non permettere ad alcunché di impedirgli di fare ciò che voleva fare.
Il mio ricordo emozionato lo vede, come se fosse ora, suonare ispirato di fronte alla folla del grande concerto di Bologna, alla presenza del Papa, alla chiusura del Congresso Eucaristico d el 1997. Lo vede scendere dal seggiolino con fatica e accogliere l'applauso della gente aggrappato al pianoforte.
Lo vede prendere le stampelle per andare a rendere omaggio al Papa, sollevato, sostenuto, quasi trascinato dall'ovazione di quei trecentomila che l'avevano appena ascoltato. Lo vede fermarsi ai piedi di una impietosa scala, troppo ripida e lunga, al di sopra della quale, "upstairs" stava il Papa plaudente. Lo vede rinunciare alla salita, e nello stesso tempo, abbandonate per un attimo le stampelle, indicare il suo cuore che batte e fare l'eloquente gesto di un abbraccio. Lo vede riabbracciato con il medesimo gesto dal Papa, che in cima alla scala lo benedice. Lo dico sinceramente: quei passi claudicanti, quel corpo sfigurato, quell'abbraccio a distanza sono l'immagine che più spesso ricorre alla mia mente quando prego con la frase di Sant'Ireneo: «La gloria di Dio è l'uomo vivente».
Oggi, prima di scrivere questo testo, la scoperta su un sito Internet di quella sua frase: «Talvolta penso che qualcuno, lassù, mi abbia preservato dall'essere uno qualunque, una persona ordinaria». Di fronte alla meraviglia di ciò che riesce a tirare fuori da se stesso, pur in condizioni che razionalmente sarebbe esatto definire beffarde, all'uomo non importa di misconoscere i propri meriti accreditandoli al Cielo.
Un Cielo che in quelle condizioni è semplicemente "upstairs", il piano di sopra. Che tristezza, che meschinità, che squallore se penso che in questo momento, prima che un'avventura umana magari simile a questa possa fiorire e dare i suoi meravigliosi frutti, c'è uno scienziato qualunque che in un laboratorio qualunque sta strappando cellule ad un embrione e se la diagnosi preimpianto decreterà che il soggetto sarà nano, gobbo e deforme, non ci penserà su nemmeno un attimo, e butterà via tutto, l'uomo, l' anima, il talento, la fatica, la conquista, l'amore, l'emozione, la dignità, la vita e la gloria di Dio, nel lavandino del sottoscala. In inglese, downstairs.

Roberto Paludetto, Avvenire, 19 Maggio.

(E se non avete mai ascoltato Michale Petrucciani, qui qualche assaggio.)

mercoledì, maggio 18, 2005

Meglio rospi che bambini

di Antonio Socci

Due mesi fa il professor Edoardo Boncinelli, sul Corrieredella Sera, rispondendo a una mia domanda, riconobbe che in effetti la vita di ogni essere umano - per la scienza - inizia dal momento del concepimento. Poi intervenne Giovanni Sartori, che essendo un esperto di sistemi elettorali, sentenziò che - seppure la vita comincia dal concepimento - non si tratta di vita umana, ma solo di «vita». E aggiunse, con delicatezza poetica: «Anche le mosche, i pidocchi; le zanzare sono animaletti viventi, sono vita. Ma io li uccido, confesso, con soddisfazione».

Qualcuno ha avuto un sussulto di coscienza. Non per la parificazione degli esseri umani a mosche e pidocchi. E neanche per la disinvoltura con cui oggi, tramite referendum, si pretende di sopprimere embrioni umani come le zanzare o di usarli come cavie. No, il sussulto di coscienza è venuto a taluni per il fatto che si possano schiacciare con un certo godimento - come ha scritto Sartori - mosche, zanzare e pidocchi.

Così il Corriere, che nell'epoca Mieli è di animo particolarmente sensibile, ha voluto dar voce a chi difende i diritti delle bestie. E domenica scorsa ha dato eccezionale spazio al professor Umberto Veronesi (già ministro della Sanità) che - intervistato sui referendum radicali (relativi alla legge 40) - ha dichiarato che lui essendo «animalista e vegetariano» contesta la «visione antropocèntrica» della Chiesa (che pare sia fissata con gli esseri umani). Veronesi, che nega ogni tutela agli embrioni umani, chiede invece la tutela degli embrioni di scimpanzé. Certamente il suo appello animalista avrebbe trovato grandissimo consenso nella mentalità comune, se l'ex ministro non avesse avuto l'improvvida idea di aggiungere una folgorante rivelazione. Ha chiesto infatti di «tutelare gli embrioni dello scimpanzé» perché «anch'essi sono progetti di esseri umani». Ha detto testualmente così: «Anche gli embrioni dello scimpanzé sono progetti di esseri umani». Ora, questa sensazionale rivelazione (da Nobel, perché non si era mai sentita) compromette seriamente la battaglia animalista del Veronesi.

Infatti c'è tutto un vasto schieramento ecologista e politically correct che è energicamente schierato contro la vivisezione degli animali e contro gli esperimenti dei laboratori scientifici e farmaceutici. E che accorderebbe tutela, con tutta probabilità, agli embrioni di scimpanzé. Ma a quelli dell’uomo proprio no. Addirittura la Regione Emilia Romagna ha già sfornato una legge che vieta (o comunque limita molto severamente) gli esperimenti sugli animali (anche se impugnata dall' attuale governo e fermata dalla Corte Costituzionale è indubbio che, nella prossima legislatura, tale normativa troverà il modo per essere varata). Ma la maggioranza che ha voluto questa legge regionale e si batte per impedire gli esperimenti sugli animali, è quella oggi attivamente impegnata nei referendum per trasformare gli embrioni umani in cavie da esperimenti. Cosicché, ora, se si dice che gli embrioni dello scimpanzé non sono animali, ma «progetti di esseri umani» (come «rivela» Veronesi), rischiano di perdere l' appoggio eco-animalista-progressista-emiliano, e - in futuro - potrebbero perdere la tutela doverosamente riconosciuta alle bestiole di ogni genere. Insomma se Veronesi insiste a definire gli «embrioni degli scimpanzé» come «progetti di esseri umani» la loro causa sarà disperata: finiranno come cavie (il trattamento che, se passano i referendum- sarà riservato ai piccoli dell'essere umano).

Oggi è sconsigliabile venire al mondo come essere umano. Quantomeno è bene camuffarsi da rospo, da cagnolino,da gatto o da tafano, per avere qualche seria tutela. Anche in Europa. Gianluca Arigoni su Tempi ha riferito una casistica illuminante. Una corte d'appello francese, dovendo giudicare un tizio che, in auto, aveva"provocato la morte di una donna incinta di sei mesi e del figlio che aveva in seno, non ha voluto riconoscere il bambino come vittima.

Nonostante le proteste del padre e il vivace dibattito scatenatosi sui giornali, un bambino che già vive nel seno della madre è considerato dalla legge francese un «nulla». Jerry Sainte-Rose, avvocato generale presso la corte di Cassazione, sul Figaro, ha sottolineato il paradosso: «L'animale che deve nascere è penalmente protetto» dunque «perché rifiutare al feto umano quello che è applicato a delle uova o a dei feti animali?». Infatti: «Se passeggiando distruggete involontariamente il "progetto parentale" di un rospo verde, una gazza, un serpente o una farfalla particolari, rischiate sei mesi di prigione. Una manifesta ineguaglianza di trattamento tra l'uomo e l'animale».

Arrigoni c'informa che la famiglia della donna e del bambino vuole andare fino in fondo, ma che le speranze sono poche visti i precedenti. Infatti «nel luglio del 2004 la Corte europea dei diritti dell' uomo ha dato ragione alla giustizia francese, che non aveva riconosciuto il danno provocato a una giovane donna che aveva perso il suo bambino al sesto mese di gravidanza a causa dell'errore di alcuni medici». Meglio nascere rospo verde o gazza che piccolo essere umano nella vecchia e stanca Europa dei «diritti dell'uomo».

“Privacy prenatale”, selezione embrionale e tentazioni eugenetiche

Siena, martedì, 17 maggio 2005 (ZENIT.org).- I referendum sulla legge 40/2004 relativa alla procreazione medicalmente assistita hanno riacceso il dibattito circa la legittimità e le conseguenze della diagnosi prenatale.
E’ infatti evidente che alcune informazioni di carattere genetico del nascituro potrebbero portare ad azioni come la soppressione, la selezione eugenetica o l’utilizzo strumentale della vita nascente con violazioni gravi del diritto alla vita ed al rispetto e dignità della persona.
Per evitare discriminazioni, le istituzioni internazionali hanno dato vita alla “privacy prenatale”, un concetto che alcuni sostenitori dei referendum vorrebbero cancellare.
In questa intervista concessa a ZENIT, il dottor Carlo Valerio Bellieni, Dirigente del Dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Universitario "Le Scotte" di Siena, spiega il significato e le implicazioni di questo dibattito.

Cosa s’intende per “privacy prenatale”?

Bellieni: Nel 1989 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha tracciato le linee per una tutela della nostra privacy prenatale. Ogni persona ha diritto a non subire discriminazioni anche prima della nascita, in base al sesso, alle caratteristiche o attitudini future e l’OMS suggerisce di limitare la possibilità per i genitori di ottenere eccessive informazioni sul figlio: “ La diagnosi prenatale è eseguita solo per dare ai genitori e ai medici informazioni sulla salute del feto. L’uso di diagnosi prenatale per test di paternità, eccetto in caso di violenza o incesto, o per arrivare ad aborto selettivo in base al sesso, tranne che per le malattie legate al sesso, non è accettabile” (1).

Quali sono le frontiere della conoscenza dei dati personali prima della nascita?

Bellieni: Scriveva il genetista tedesco Wolfram Henn nel 2000: “Ci può essere dubbio che un kit per il DNA che prometta ai futuri genitori una buona chance di avere un figlio alto, magro, brillante non sarebbe un best-seller? Credo che questa sia incompatibile col principio di nil nocere. Perciò c’è urgenza di estendere l’attuale proibizione di test per la paternità o per il sesso ad ogni parametro che non sia correlato a gravi malattie del nascituro”. E aggiungeva: “a differenza della diagnosi prenatale, la diagnosi pre-impianto non implica l’aborto che, essendo traumatico, è una barriera psicologica alla scelta dei genitori rispetto a caratteristiche secondarie indesiderate” ( Consumerism in prenatal diagnosis: a challenge for ethical guidelines. J Med Ethics 2000; 26:444-6).

Tuttavia si discute oggi, come ad esempio fa David Wasserman della Yale university, se questa selezione prenatale in base ai caratteri debba essere fatta solo per le malattie gravi (sindrome Down, in testa) oppure, al fine di non stigmatizzare i disabili, debba essere consentito l’accesso ad ogni possibile tipo di curiosità su embrione e feto.

Filosofi che giustificano l’eticità della selezione degli embrioni in base al sesso desiderato vanno in questo senso e Julian Savulescu scrive: “Le coppie dovrebbero poter selezionare gli embrioni o feti che avranno verosimilmente la miglior vita, basata sulle informazioni genetiche disponibili incluso quelle su geni non responsabili di malattie. Dovremmo anche permettere la selezione per geni non legati a malattie anche se questo perpetua o accentua la disparità sociale”. E’ il paradosso di certa medicina moderna: invece di curare e accogliere il malato o l’indesiderato… elimina.

Henn riporta che “più di un quarto dei genetisti nei Paesi occidentali sarebbe pronto a eseguire diagnosi prenatale per la selezione in base al sesso, e l’8% afferma che ‘i pazienti hanno il diritto a qualunque servizio per cui possono pagare’”, e in India il problema è così grave che esiste una legge contro la selezione legata al sesso e lo stato di Maharashtra ha varato una legge che punisce i medici che partecipano a tali azioni.

Esistono altri rischi di abuso?

Bellieni: Sì, e il Comitato Nazionale Italiano di Bioetica si è pronunciato su questo: “La capacità di predire - attraverso l'analisi del genoma in epoca prenatale o della costituzione genetica di individui adulti - che un soggetto si ammalerà di una determinata malattia, o di accertare che, pur privo di specifiche patologie, è comunque predisposto a contrarle, può anche comportare un costo elevato in termini psicologici e sociali. È infatti possibile sottoporre l'individuo a discriminazioni in vari ambiti della sua vita quotidiana (sul lavoro, come da parte di società assicuratrici, o addirittura del proprio partner), spesso soltanto sulla base di una maggiore probabilità, ma non della certezza, che un giorno egli possa ammalarsi. Si pone pertanto la necessità di proteggerlo da un cattivo uso delle informazioni genetiche, tale da condurre a comportamenti collettivi discriminanti e limitativi, a qualsiasi livello, dei diritti fondamentali della persona” (Comitato Nazionale per la Bioetica: Orientamenti bioetica per i test genetici. 19 novembre 1999).

Dall’Utah, Botkin, Pediatra e bioeticista sottolinea, in un articolo intitolato “Privacy fetale”, che “man mano che la tecnologia avanza, sarà possibile lo screening per condizioni che non producono gravi difetti. I futuri genitori potranno perciò presto selezionare l’embrione in vitro più desiderabile, o terminare i feti indesiderabili fino ad ottenere il figlio desiderato. La professione medica deve assumersi la responsabilità di stabilire le linee-guida per l’uso della tecnologia riproduttiva”.

Ma la diagnosi precoce non è una cosa auspicabile?

Bellieni: E’ ovviamente giusto conoscere prima della nascita la possibilità di patologie curabili, ma che dire della possibilità di rivelare la predisposizione a quelle che curabili non sono e che magari si presenteranno ad un’età avanzata? E’ diritto dei genitori sapere tutto del figlio? Nell’interesse del figlio: sì!

Come non intravedere invece un conflitto di interessi per la possibilità che queste informazioni rischino di andare a detrimento del nascituro? “Un domani che noi sapremo vedere dall’embrione che il bambino avrà tale o talaltra caratteristica… che sarà maschio, femmina, che avrà gli occhi blu e il bernoccolo della matematica… ci saranno genitori che diranno: - Non lo vogliamo così-. Immaginate l’imbarazzo dei medici tra 50 anni quando saranno interpellati per casi analoghi?” (Bernard J, Langaney A: Si Hippocrate voyait ça!. Ed JC Lattes, 2003:76-77).

Non bisogna dimenticare che la riservatezza delle notizie riguardanti la sfera della fisiologia e della salute personali può essere aggirata se i miei dati, che da adulto non darei a nessuno, vengono decodificati prima della nascita. Non si tratta allora di impedire l’accesso ai dati del figlio, ma di proporre un’opera di educazione per riportare il figlio fuori da questa deriva dell’ingerenza nei suoi dati personali, che può sconfinare nell’intrusione.

martedì, maggio 17, 2005

Agit-Prop

Ho passato buona parte della mattinata a commentare gli ultimi invii di azioneparallela.
Se vi interessa questo blog, troverete sicuramente interessanti anche quelle discussioni.

Massimo, ma io e te non abbiamo nient'altro da fare nella vita?

Avanti il prossimo

Nei commenti ai uno degli invii precedenti un lettore, Marco, mi scrive:

In questo, come in molti altri siti su internet che trattano l'argomento della legge 40, sempre piu' spesso sento utilizzare affermazioni del tipo "è un dato scientifico" oppure "è un'evidenza scientifica".
Io sono abituato a non dire mai questa frase se non so citare quali sono i lavori e gli studi sull'argomento universalmente accettati che rendono un'ipotesi "verità scientifica".
Perché qui non si citano ?
Mi sembra sempre piu' di assistere ad un confronto di tipo dialettico, con tutti gli escamotage del caso, piuttosto che ad una civile condivisione di idee ed esperienze.
Mi sembra insomma che non si parta mai con il presupposto che si possa cambiare idea ma con l'unico intento di cercare di convincere l'interlocutore.


Io gli ho risposto:

Caro Marco, qui siamo pronti a fornire tutte le citazioni che vuoi, a richiesta.
Senza esagerare però, diciamo massimo 3 al giorno. Quindi 21 a settimana, non di più.
Comincia a chiedere e sarai esaudito.


E quindi lui stamattina mi ha puntualmente chiesto:

Beh, ne pesco una a caso: "Che gli embrioni siano vite umane è un dato scientifico incontrovertibile."


Bene, stiamo parlando naturalmente di embrioni umani, non di altre specie animali, giusto? Da un punto di vista strettamente logico, se l'embrione umano può morire evidentemente è vivo. Se è vivo ed è umano allora è vita umana. Questo è quel che trovi in un qualsiasi libro di embriologia.

Desideri qualche citazione?
Il primo passo è di uno dei più noti biologi, il prof. Scott F. Gilbert, il cui trattato è intitolato: Developmental Biology, settima edizione, 2003, p. 25. All’inizio del secondo capitolo, parlando dello sviluppo e della classificazione degli animali afferma: Quando noi consideriamo un individuo, siamo soliti considerare soltanto una stretta parte del suo proprio ciclo vitale; quando noi consideriamo un cane, per esempio, rappresentiamo abitualmente un cane adulto. Ma un cane è cane sin dal momento della fecondazione dell’uovo del cane con lo spermatozoo del cane e rimane cane anche quando è divenuto un vecchio cane prossimo alla morte. Dunque (e pensiamo che la stessa biologia valga anche per qualsiasi animale superiore, compreso l’uomo), l’individuo cane comincia dal momento della fertilizzazione o fecondazione: questa non è una affermazione di un dogmatico. Voglio citare un altro passo di un noto biologo non credente, lo studioso A. Vescovi, che ha scritto recentemente: Lo sviluppo di un essere umano comincia dall’incontro di uno spermatozoo con una cellula uovo, in un processo che prende il nome di fecondazione. La fecondazione comprende una serie di eventi successivi che vanno dal contatto dello spermatozoo con la cellula uovo alla fusione delle membrane cellulari, all’unione dei pronuclei delle due cellule (ognuno dei quali possiede 23 cromosomi) per dare origine ad una nuova cellula che possiede un patrimonio genetico completo o diploide (46 cromosomi). (A. L. Vescovi-L. Spinardi, La natura biologica dell’embrione, in Medicina e Morale, 2004/1, p. 55).

Avanti il prossimo.

Rischiatutto sulla salute delle donne

di Simonetta Fiorio

La legge 40 stabilisce che «il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità», e precisa che le tecniche vanno applicate con «gradualità, al fine di evitare il ricorso a interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasività».

È possibile sostenere che queste direttive siano contro la salute delle donne, come sostengono i referendari? Quale potrebbe essere l’obiezione al principio che, prima di farsi imbottire di ormoni e aspirare gli ovociti dall’addome, sia meglio curarsi nel modo meno invasivo possibile? È contro o a favore della salute stabilire che la terapia proceda per gradi, e che si cerchi di risolvere il problema della sterilità nel modo più naturale possibile, ovvero per prima cosa attraverso un’accurata diagnosi? È contro o a favore della salute della donna che non succeda più quel che accadeva prima della legge 40, quando una coppia non faceva in tempo a varcare la soglia di un centro per la fecondazione assistita e si trovava subito proiettata dentro il programma per avere un figlio senza neppure sapere cosa l’aspettava?

Eppure c’è chi dice (da Stefania Prestigiacomo, ministro delle Pari opportunità, a Barbara Pollastrini, onorevole diessina, da Margherita Boniver, sottosegretario agli affari esteri, a Emma Bonino, deputata al Parlamento europeo) che la legge 40 «è crudele e pericolosa nei confronti della salute delle donne».

Il modo migliore, per rispondere ma soprattutto per difendere davvero la salute, è far conoscere cosa la legge 40 dice e far sapere cosa si faceva in un laboratorio di fecondazione assistita prima della sua entrata in vigore. Forse così si capirà anche cosa si tornerebbe a fare se le proposte referendarie avessero la meglio.
Ad aiutarci è il professor Orazio Piccinni, ginecologo, che la patente di "fecondatore in vitro con trasferimento di embrioni" ha iniziato a usarla nel 1989, fondando un centro specializzato a Bari. Poi però, stufo di "scartare" embrioni, ha deciso di farla finita con la provetta.

Professore, come si induce la produzione di ovociti per un ciclo di fecondazione assistita?
«Innanzitutto le pazienti vanno "azzerate". Noi medici dobbiamo bloccarne la produzione ovarica, dobbiamo comandare il ciclo. E per farlo usiamo una fiala di soppressione perché la paziente deve essere gestita dal centro (attraverso il farmaco). Se dovessimo adeguarci a ogni paziente ci sarebbe una dispersione di energia enorme. Così, invece, comandiamo noi. Possiamo raggruppare le pazienti – fino a 70 – e mediante un’iniezione blocchiamo l’Fsh (l’ormone follicolo-stimolante). Se un’iniezione non basta se ne fanno due. Nell’ovaio non ci devono essere follicoli maturi o in via di maturazione. Fatto questo, è possibile partire con la stimolazione, per tutte».

Prima si blocca l’ovulazione, poi la si stimola. Bisogna produrre diversi ovuli per avere qualche speranza di creare embrioni che poi, reimpiantati, possano arrivare alla nascita. Che costi ha la stimolazione sulla salute della donna?
«Per ottenere molti ovociti la donna va stimolata. Quella più giovane in maniera blanda, quella più avanti con l’età molto di più (4/5, fino a 8 fiale al giorno di gonadotropine). Quando inizia a essere trattata con l’Fsh, viene monitorata controllando gli estrogeni nel sangue. Dalla quantità di estrogeni deriva la produzione dei follicoli. Questo tipo di stimolazione può sfuggire al controllo perché la natura, comunque, reagisce a modo suo»

È vero che, nonostante tutti gli esami che i medici possono fare, sia le pazienti più giovani sia quelle più mature possono rispondere alla stimolazione in modo imprevedibile?
«Se la paziente non risponde (cioè produce pochi estrogeni e pochi follicoli), si forza la produzione di estrogeni perché lo scopo del medico che si occupa di fecondazione in vitro è ottenere un figlio a tutti i costi. La paziente spesso è ignara del fatto che viene stimolata molto e che può, da un momento all’altro, finire in iperstimolazione: in altre parole, il suo ovaio può "impazzire". Questa sindrome è tanto più frequente quanti più ovociti si cerca di ottenere»

Più ovociti, più pericolo. Pericolo di cosa?
«L’iperstimolazione, spesso, provoca trombosi profonda e blocco renale, con possibile pericolo di vita. Una stimolazione blanda – quella per riuscire ad avere gli ovociti che servono per impiantare tre embrioni – genera dai 10 ai 15 follicoli per ovaio, una iperstimolazione arriva fino a 100 follicoli».

I referendari obiettano: se la legge permettesse di congelare gli embrioni, le donne verrebbero stimolate una volta sola, si farebbe un’unica superproduzione di ovociti che verrebbero fecondati. Gli embrioni così ottenuti potrebbero essere congelati e impiantati secondo necessità, senza bisogno di stimolare ancora le ovaie delle donne…
« Per ottenere più embrioni in un solo ciclo la paziente viene stressata, sottoposta a un trattamento 10 volte maggiore rispetto a quello messo in atto oggi con la legge 40. Se io fossi una donna e mi fosse chiesto di scegliere non avrei dubbi: non rischio la mia salute, produco tre embrioni. È scientificamente innegabile: due stimolazioni blande per ricavare tre embrioni più altri tre sono assolutamente meno rischiose di una sola per ottenerene sei. In questo caso i pericoli di iperstimolazione, e quindi di trombosi e insufficienza renale, sono infinitamente più elevati. Due mie pazienti furono colpite da trombosi profonda femorale, e addirittura da trombosi della vena giugulare. Tutto questo accade per effetto dell’accanimento con il quale si vogliono ottenere più embrioni da trasferire. Oggi su 50 donne stimolate in un mese con superstimolazione blanda per ottenere tre embrioni, 6-7 pazienti finiscono in iperstimolazione. Figuriamoci cosa accadeva prima che la legge 40 introducesse delle garanzie».

Possiamo fare un paragone con la pillola anticoncezionale, di cui le donne diffidano proprio per i rischi sulla loro salute?
«Con l’iperstimolazione abbiamo un bombardamento che equivale a un uso esasperato di pillola contraccettiva. Basti sapere che usando il contraccettivo si incorre in un rischio di trombosi da due a sei volte superiore rispetto a chi non usa la pillola. L’anticoncezionale, infatti, va prescritto dallo specialista proprio perché non tutte le donne possono usarlo. Non è un caso se sono state introdotte le pillole "a basso dosaggio" di estrogeni».

C’è un’altra fase molto interessante che riguarda sempre la superstimolazione e che val la pena chiarire quando si parla della salute delle donne. È vero che più si stimola l’ovaio più le sue dimensioni aumentano, e che questo, quando bisogna andare a prelevare gli ovociti, è un rischio in più per la donna?
«Il prelievo si svolge tramite un ago guidato attraverso una sonda ecografica. Si punge il follicolo, si aspira il liquido che contiene l’ovocita, si mette in vetrino... Se l’ovaio è piccolo (contrariamente a quanto si possa pensare) si riesce a evidenziare meglio, se è molto dilatato per la iperstimolazione si confonde, e finisce col coprire l’intestino. Col risultato che al posto di pungere l’ovaio si perfora l’intestino. Le conseguenze sono infezioni, ascessi, interventi chirurgici successivi. Un ovaio iperstimolato può raggiungere le dimensioni di un melone, 30 centimetri per 30. Se restano gravide, le donne sopportano perfino questo. Ma se la fecondazione fallisce, passano alle denunce».

Nel caso la paziente resti gravida, l’iperstimolazione peggiora?
«Se la donna iperstimolata resta incinta c’è un periodo iniziale di "esacerbazione". La gravidanza stessa è infatti fonte di ulteriore produzione ormonale. Così si entra in un periodo di crisi di uno-due mesi in cui si rischia addirittura di veder morire la paziente. È come se a una donna che ha la flebite si desse la pillola. La gravidanza in una donna iperstimolata è davvero rischiosa. Noi medici spesso ci siamo trovati a sperare, con tutte le nostre forze, che certe gravidanze si interrompessero. Per la salute della donna».

lunedì, maggio 16, 2005

Voto anch'io? No tu no.

Sempre a proposito di referendum, qui l'elenco delle dichiarazioni di voto dei politici italiani.

Mercificazioni del corpo femminile

Donne in ascolto, a quanto vendete i vostri ovuli?
A Portland per 22 ovuli vi danno 5000 dollari. Niente male.
E in Italia? C'è la crudelissima legge 40, l'eterologa non si può fare.


Intanto Sharon Stone a dovuto interrompere le riprese del suo nuovo film a Londra e volare in America a vedere il suo bimbo appena nato. La Stone, 47 anni, era così impegnata con il lavoro che ha pensato bene di far portare avanti la gravidanza da una madre surrogata. Il compenso per la madre surrogata non è stato reso noto.
E in Italia? C'è la crudelissima legge 40, l'eterologa non si può fare.


Anche Pamela Anderson sta cercando un padre per il prossimo figlio.
No maschietti in ascolto, è inutile che vi accalcate, lei sta cercando semplicemente un 'donatore' ma il bimbo verrà concepito artificialmente. Viene meglio anche perchè se non le piace lo scarterà prima dell'impianto. La domanda è d'obbligo: porterà lei avanti la gravidanza o pagherà qualche giovane bisognosa per fare da incubatrice?
In Italia, ve lo ricordo, c'è la crudelissima legge 40, per cui l'analisi pre-impianto e l'eterologa non si possono fare.


Si avvicina la menopausa? Non preoccupatevi, all'Università del Tennessee stanno studiando come ritardarla di 12 anni. La soluzione, pare, sia nella coltivazione artificiale di ovuli, dopo averli opportunamente trattati chimicamente.


Sempre a proposito di eterologa, qui trovate una lettera scritta da una donna concepita con fecondazione eterologa da seme venduto (o come si dice impropriamente, donato). Veramente illuminante.

Questo il finale: I believe that the pain of infertility should not be appeased at the expense of the next generation. The facilitation and promotion of donor conception is not a practice that can be done with the child’s best interests as paramount unless kinship is expendable, and from your experience i am sure you know this to be untrue.

Watch Me Grow!



Questa è la foto di un feto di 12 settimane. E' tratta dal libro Watch Me Grow! di Stuart Campbell, un pionere nell'uso degli ultrasuoni. Grazie a questa tecnica oggi sappiamo che a 12 settimane i feti amano saltellare, a 14 già succhiano il dito, a 18 aprono gli occhi. Scoperte sensazionali.
Sul Telegraph di oggi potete leggere come questo libro di foto abbia acceso un grande sull'aborto nel Regno Unito.

domenica, maggio 15, 2005

La bestialità del giorno

"La Chiesa in realtà ha una visione antropocentrica: solo l'uomo conta. Ma io che sono animalista e vegetariano mi chiedo, provocatoriamente, perché non tuteliamo anche gli embrioni degli scimpanzé, anch'essi sono progetti di esseri umani". (Umberto Veronesi, Corriere della Sera, 15 maggio)

Gli embrioni di scimpanzé sono progetti di esseri umani!! Veronesi dev'essersi guardato allo specchio.
Ahahahahahahahahahahahah

Sai tenere una sfida?

Ho lanciato una sfida a Giulia, di Sai tenere un segreto?
Leggete i commenti a quanto ha scritto il 13 maggio.
Dite che accetterà?

sabato, maggio 14, 2005

Da Levada a friedrich-bapa

La nomina di mons. William Levada a prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede è ormai ufficiale. Anche questa volta possiamo dire che i blog hanno preceduto la carta stampata e questo blog è stato il primo in Italia a fare il nome di mons. William Levada, quando era ancora uno sconosciuto. (Grazie a Levada da qualche giorno il numero dei miei visitatori è sensibilmente aumentato)
Sia ben chiaro, non ho spie in Vaticano, molto più semplicemente leggo molti blog cattolici americani e da lì è partita la notizia. Siccome ho praticato un po' i sacri palazzi e so come ragionano, è bastato un po' di intuito per capire che questa volta il gossip era attendibile.
Quindi sono costretto a deludere chi già mi offriva cifre da capogiro. No, l'ammetto, non sono un paragnosta.

Al di là degli scherzi, a questo punto io volevo farvi un bell'elenco di blog americani di interesse religioso ma non riesco a convertire l'elenco del mio lettore di feeds e siccome sono una trentina, non ho tempo di farlo manualmente e se ne parla un'altra volta.

In attesa dei nostri consigli americani potete però godervi questo lungo ma notevole scritto di friedrich-bapa su Costituzione e astensione militante. Ne vale veramente la pena.

venerdì, maggio 13, 2005

Irrefrenabile ola

Non si può abrogare,per legge,la vita umana

di Gabriella Sartori

Febbre “spagnola”, è di nuovo epidemia. Quella che più di ottant’anni fa seminò morte e strage fra le masse popolari debilitate da quattro anni di Grande Guerra, si ripresenta oggi, ai piani “alti” di certa cultura nostrana, sotto forma di non meno mortifero culto tributato acriticamente alla Spagna di Zapatero. Dove non passa giorno che non si decida, per legge, che qualcuno o qualcosa debba sparire dalla circolazione: per esempio, l’essere umano, ridotto a “cosa” prima della nascita; per esempio, il nome e il concetto stesso di “padre” e di “madre”; per esempio, la differenza fra vita e morte, fra natura e artificio. E così via zapaterando. Ogni “luminosa” tappa raggiunta al galoppo nella costruzione di questo monumento alla dittatura del relativismo, viene salutata da un’irrefrenabile “ola” di applausi che, partendo dai nostri salotti“ intellettuali”, trabocca poi da ogni parte, giornali, libri, talk show, radio, tv. Come d’altronde accade da sempre quando si instaura qualsiasi dittatura, politica o culturale che sia. Solo che gli interessati non se ne accorgono. Avendo scelto per sé un dio fragile come il Dubbio, non sorprende che mettano in dubbio tutto tranne la certezza di aver sempre ragione. Nella fattispecie, giurano che, in democrazia, ciò che è giusto e buono lo decide la maggioranza. Come, appunto, fa Zapatero: che ha cominciato col metter ai voti la vita, e poi, a cascata, tutto il resto. Ma siamo sicuri che sia un esempio da imitare? Pilato lo fece: e, a stragrande maggioranza, si stabilì che fra il delinquente e l’Innocente, era quest’ultimo che andava eliminato. Duemila anni dopo, fu la maggioranza del democraticissimo parlamento di Weimar che mandò al potere Hitler e il nazismo, l’uno e l’altro di pessima memoria. Orrori, questi, che costellano puntualmente la storia umana, non solo prima, ma anche dopo l’avvento delle democrazie. Tuttavia, nessuno degli “adoratori” dello zapaterismo ha l’aria di ricordarsene. Né dimostrano di sapere che Zapater o non inventa nulla: si limita a tradurre, sul piano di una facile cucina elettorale, un progetto culturale che ha i suoi maestri di pensiero nei centri dove si ha il potere di produrlo e di imporlo. Vedi ad esempio, Hugo T. Hengelhardt (quello che: “i feti, i ritardati mentali” eccetera “non sono persone”); vedi, Peter Singer, che dalla sua prestigiosa cattedra di Princeton predica la superiorità dei diritti di certi animali rispetto a quelli di certi uomini (bambini di due, tre anni, per esempio, che per lui sono meno intelligenti e perciò stesso meno rispettabili di certi cani). E’ qui la radice del salto di cultura che si vuole imporre anche alle altre società, dichiarando guerra alle religioni, specie a quella cristiana, “colpevole” di presentare un modo alternativo di concepire il mondo e l’uomo. E’ qui, sul terreno culturale, che si è aperta la Sfida con la maiuscola, come tanto lucidamente indica, non da oggi, Joseph Ratzinger. Per questo la battaglia che si va sempre più accendendo sul referendum abrogativo della Legge 40 non è una battaglia qualunque, che si può vincere o perdere come tante altre. Quello che siamo chiamati a fare è convincere le persone che è vivamente sconsigliabile abrogare, per legge, la vita umana e la civiltà che ne deriva: anche nel caso, che a pretenderlo, fra “ola” e applausi di nostrane tifoserie, siano spensierate maggioranze di marca madrilena.

Avvenire, 14 maggio 2005.

Milioni di piccoli uccellini

Molto simpatica questa lettera che ho trovato su Il Foglio di oggi.

Al direttore - A chi presume che l’embrione sia solo un insieme di cellule, e non “vita”, e in quanto tale ritiene lecito bloccarne lo sviluppo, congelarlo e utilizzarlo come strumento per il miglioramento e la cura della vita umana, vorrei rivolgere un quesito (magari da sottoporre a referendum). “Volete voi costruire un immenso istituto di ricerca medica su una superficie appena cosparsa di semi per la riforestazione di un’area disboscata al fine di migliorare e curare la vita di milioni di esseri umani?”. Presumo un coro di no e una fiumana di Pecorari Scani che scendono in piazza con le bandierine: urlerebbero “fatelo, e anche più grande, ma da un’altra parte: quest’area è stata già seminata e tra qualche decennio qui ci sarà un folto bosco rigoglioso dove potranno tranquillamente cinguettare milioni di piccoli uccellini”. Chi potrebbe eccepire? Nessuno, anche se poi i semi non sono mica alberi (o forse lo sono ma “in potenza”) e quindi non staremmo mica segando tronchi, o sbaglio? Fatti i doverosi distinguo di carattere etico e scientifico, a chi vuole aiutare la vita mozzandone un’altra una risposta ce l’avrei: noi l’istituto lo facciamo da un’altra parte ma voi i mini-Frankenstein da laboratorio andateveli a vedere al cinema. Con stima
Andrea Castellini, via Internet

Risposta del Direttore
Altro argomento forte e vivo, logico e sensibile. I lettori del Foglio se ne stanno sotto la tenda del circo, ma non perplessi.

giovedì, maggio 12, 2005

Naturalmente



E però così non vale. Chi si opporrebbe alla fecondazione se glie la offre la Ferilli?
Fecondazione naturale, è chiaro.
Vabbè, fate finta di non aver sentito.

La via dell'astensione, ah quanti appassionati

di Marco Olivetti

Nel 2002 l’amministrazione di centro-sinistra del Comune di Serracapriola, in Provincia di Foggia, decise di costruire un centro di accoglienza per immigrati. Contro questa decisione, gli esponenti locali di Alleanza Nazionale richiesero un referendum, al fine di costringere il Comune a modificare la sua decisione. Durante la campagna elettorale, gli esponenti del centro-sinistra e la Chiesa locale invitarono gli elettori ad astenersi nel voto: lo statuto comunale, infatti, prevedeva che il referendum sarebbe stato valido solo se fosse stato raggiunto il quorum della metà più uno degli elettori. Secondo le forze politiche e la Chiesa, il carattere demagogico dell’iniziativa referendaria non avrebbe consentito di giocare la partita su un piano di parità e pertanto l’unico modo di contrastarla era l’astensione. Nel voto dei cittadini, i contrari al centro di accoglienza superarono i favorevoli, ma non raggiunsero il quorum per la validità del referendum. Il centro di accoglienza per immigrati rimase quindi al suo posto.

La storiella locale può sembrare di scarsa rilevanza, ma essa è utile per tornare sulla campagna per il non voto nel referendum, messa ultimamente sotto accusa da vari esponenti della sinistra (D’Alema, Violante, Amato). È appena il caso di ricordare che la via dell’astensione nei referendum non è stata certo inventata dalla Cei, nello scorso gennaio. Né quello di Serracapriola è l’unico precedente. Per tornare ai referendum nazionali – ben 55 dal 1970 ad oggi – l’invito a non votare ha cominciato a fare la sua apparizione, senza successo, nel voto sulle centrali nucleari e sulla responsabilità dei giudici del 1987.

Nel 1990, per la prima volta, la tattica funzionò: le associazioni di cacciatori riuscirono a bloccare tre referendum verdi su caccia e pesticidi. Dopo tre tornate elettorali valide (1991, 1993 e 1995), nelle quali l’invito a restare a casa non fu usato, o venne male utilizzato dai suoi promotori, il ricorso all’astensione per bloccare i referendum è divenuto la regola ed è stato utilizzato, di volta in volta, da tutte le forze politiche. Per queste ragioni, sono falliti i referendum del 1997, del 1999, del 2000 e del 2003. Fra l’altro l’invito ad astenersi è stato utilizzato da Rifondazione comunista contro il referendum che nel 1999 e nel 2000 voleva ampliare l’operatività del sistema maggioritario alla Camera e dai Democratici di Sinistra nel voto sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nel 2003. Dunque, se "la campagna per il non voto è un peccato", davvero nessuno (tranne forse i radicali) ne è esente.

In realtà, le ragioni per il ricorso all’astensione stavolta ci sono tutte: il tono populistico utilizzato dai promotori già durante la raccolta delle firme; l’intitolazione dei quesiti (che prometteva la cura di ogni malattia a chi avesse firmato i referendum); i pesanti interessi economici in gioco dietro lo slogan della libertà di ricerca; lo squilibrio tra le posizioni sui media. D’altro canto, vanno respinte le obiezioni secondo cui l’invito al non voto abbia dato luogo al silenzio sui problemi posti dalla legge n. 40. L’informazione articolata e puntuale offerta per esempio da questo giornale, ma non solo, e la mobilitazione in atto in molte parrocchie e in gran parte delle diocesi italiane ne è un segno.

Piuttosto, un buon contributo al dibattito potrebbe venire da un passo indietro della classe politica, che lasci spazio alla società civile e alla sua autonomia. Non perché la società civile sia migliore, ma perché il referendum è il suo spazio, che la politica di partito non deve invadere. E sarebbe meglio abbandonare obiezioni "procedurali" (il moralismo da quattro soldi contro l’astensionismo, o contro presunte lesioni della laicità dello Stato), per concentrare il dibattito sui veri problemi: la tutela dell’embrione e la definizione delle forme in cui la fecondazione assistita può essere praticata.

Solo così – qualunque sarà il risultato – la campagna referendaria non sarà stata inutile.

mercoledì, maggio 11, 2005

Patriarca: la scelta di Fini sgombera il campo da molti equivoci

“La discesa in campo dell’onorevole Fini, presidente di An, se da un lato ci rammarica per aver deciso di non tutelare almeno i diritti del concepito, dall’altro rende a noi tutti un servizio inaspettato”. Così Edoardo Patriarca, consigliere esecutivo del Comitato “Scienza & vita” commenta la presa di posizione dell’esponente del centro-destra, che ha annunciato di votare tre “sì” alla prossima consultazione referendaria del 12 giugno sulla fecondazione assistita.
Per Patriarca, comunque, la decisione di Fini “sgombera il campo dalle interpretazioni malevole di quanti in questi mesi hanno descritto la legge 40 come una legge di destra, oscurantista e medievale”. Inoltre, prosegue Patriarca, che è portavoce del Forum del terzo settore, “sgombera il campo da tutti coloro che ci hanno intrattenuto, con toni talvolta offensivi e stucchevoli, sulla legittimità della Chiesa di offrire un orientamento in primis ai cattolici e una traccia di riflessione a tutti i cittadini del Paese. Un pronunciamento ritenuto da taluni persino illegittimo, non trasparente e condizionante la libertà di coscienza. Ha avuto ragione il Comitato “Scienza & vita” quando ha ribadito in questi mesi di intenso lavoro, che la vicenda referendaria non è questione di schieramento politico, non è questione di divisioni tra laici e cattolici. È questione invece che riguarda la dignità e i diritti della persona sin dal suo concepimento, è questione che riguarda il profilo personalista della nostra Costituzione, è questione che riguarda il sostegno ad una ricerca scientifica orientata al bene e sempre al servizio dell’uomo”.
“Abbiamo alcune settimane di lavoro, si apre finalmente il confronto nel merito delle questioni che trattano i quesiti. E sarà anche il tempo per tutti, come noi abbiamo fatto sin dal primo momento – auspica infine l’esponente di “Scienza & vita” – di motivare le proprie scelte (il non andare a votare innanzitutto), accompagnandole con il necessario approfondimento sui contenuti e sulle implicazioni che esse comportano. Un confronto da noi sempre ricercato, un confronto serio tra coloro, credenti o non credenti che siano, cittadini italiani pensosi e ancora appassionati del futuro dell’uomo”.

Le canzoni dei Beatles sono piene di citazioni filosofiche. Non ve ne siete mai accorti? Controllate qui.

Paragnosta, figlio di paragnosta

Il 27 ottobre scrivevo:
Azzardo una previsione: Bush rieletto e questa volta senza imbrogli (il che è tutto dire). Qualcuno vuole scommettere?

Peccato nessuno abbia voluto scommettere, perché avevo ragione.

Una settimana fa, parlando del successore di Ratzinger, ho scritto:
Io provo a fare una previsione: sarà S. E. William Levada, arcivescovo di San Francisco.

E anche questa volta avevo ragione.

Il 10 agosto scrivevo:
E' in corso la raccolta di firme per proporre il referendum sulla fecondazione assistita. Grande pubblicità in TV, poi si lamentano. (...) Tanto si sa già come va a finire, il referendum si farà ma non raggiungerà il quorum a meno che l'accorpano a qualche elezione. Meglio così, certe questioni non si affrontano con un quiz, sì o no.

Inoltre, da qualche altra parte, non mi ricordo più dove, ho scritto che i votanti non supereranno il 35%.

Anche questa volta avrò ragione. Scommettiamo?

martedì, maggio 10, 2005

Kant ed Aristotele

Segnalo sull'ultimo numero del servizio recensioni dello SWIF un mio pezzo su Alfredo Ferrarin, Saggezza, immaginazione e giudizio pratico. Studio su Aristotele e Kant.

lunedì, maggio 09, 2005






Referendum. Descrizione sintetica, volantini, depliant.

Domanda: Sai indicarmi qualche pagina che descrive sinteticamente i 4 quesiti del referendum? Per capirci, qualcosa di facile lettura per la gente comune di parrocchia.

Risposta: Qui una descrizione sintetica
http://www.impegnoreferendum.it/Extra/4Quesiti/
http://www.pastoralefamiliare.it/legge40_quesiti_referendum.htm


E qui volantini e depliant:
http://www.referendumfecondazione.it/volantini.htm
http://www.comitatoscienzaevita.it/militanza.php

sabato, maggio 07, 2005

Il diritto alla vita prima della nascita

Su Avvenire di oggi un eccezionale inedito di Romano Guardini, uno dei maggiori teologi del Novecento, sulla vita dell'embrione.
Ne riporto qui solo la conclusione perchè è un po' lungo ma vale veramente la pena leggerlo interamente.

In verità concepimento e morte, ascesa e decadenza, infanzia e maturità, salute e malattia, appartengono a quel tutto che chiamiamo "uomo". Sono elementi della totalità della sua esistenza (Gesamtdasein), che non è infatti soltanto natura, ma anche storia; che non possiede soltanto uno sviluppo, ma anche un destino; in cui si compiono non solo incremento e danneggiamento, ma anche conservazione e deperimento, vittoria e sconfitta, superamento ed espiazione. E la malattia sopportata con coraggio, la incapacità di rendimento dalla quale fioriscano bontà, saggezza, maturità, sono assai più "valori vitali" di una salute che renda brutali e di una perizia tecnica che estrometta l’esistenza. Chi pensa in maniera conseguente, non può concludere che l’uomo è realmente un vero uomo fin dal primo momento del suo sviluppo, ossia dall’unione delle cellule dei genitori, cosicché tutti gli stadi del suo divenire sono soggetti alle norme che valgono per l’uomo. Sia lecito dirlo ancora più chiaramente: la maturità etica presente si rivela nel caso in cui qualcuno, spinto dal fatto che l’esteriore somiglianza dell’embrione con l’uomo diminuisce sempre più guardando all’indietro, o si senta indotto a non considerarlo come uomo, o invece protegga l’umanità ancora latente dell’embrione con vigilante coscienza.

Juliet Turner

Juliet Turner ha un nuovo sito ufficiale.

Festival Biblico

Dopo il FestivalFilosofia ed il Festival della Letteratura, ecco il primo Festival Biblico.

Nuovo numero di Studium

Il numero 2/2005 della rivista STUDIUM dà voce a momenti importanti dell’etica, del mondo universitario e della nostra storia contemporanea. Si sommano così un editoriale di Franco Casavola su Filangieri: la religione e lo spirito europeo, che sottolinea la grande libertà e responsabilità proprie dell’uomo di fede («Ardiamo di apparir bigotti agli occhi dell’empio ed empi agli occhi del fanatico»), e l’ampio saggio di Mario Toso su Fede cristiana, etica e politica, che analizza le caratteristiche del pensiero postmoderno confrontandolo con la fecondità di riflessioni e stimoli che deriva dalla riflessione cristiana all’etica e alla politica dei nostri anni.

Di grande interesse i contributi di Giuseppe Camadini su Newman e Montini sull’Università (letto in occasione della presentazione della mia traduzione) e di Giuseppe Dalla Torre su Agostino Gemelli e il fascismo, legati dal comune filo conduttore dell’istituzione e della vocazione universitaria. Quest’ultimo analizza i meriti di Gemelli all’interno del contributo dato dalla Cattolica alla formazione di una classe dirigente «non fascista, levatrice saggia del passaggio dal totalitarismo alla democrazia e pronta ad assumere le proprie responsabilità alla caduta del regime».

A questi saggi fanno seguito nel fascicolo le riflessioni di Paolo Miccoli e Paola Ricci Sindoni, rispettivamente su La riflessione su Dio in Cornelio Fabro (1911-1995), a dieci anni dalla morte del grande studioso dell’ateismo moderno, e Rappresentazione e ruolo dell’intellettuale del Novecento, che lasciano poi spazio all’articolo di Giorgia Salatiello, Uomo-donna: dal fenomeno al fondamento. La Salatiello, basando il suo intervento sulla recente Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo della Congregazione per la Dottrina della Fede, guarda a come l’indagine della filosofia sul differire dell’uomo e della donna, fatto nuovo e molto attuale, venga in essa volta verso un profondo invito ad approfondire la verità dell’essere umano, uomo e donna.

A conclusione del fascicolo, seguono le analisi critiche sulla letteratura di Mara Luzi Pacella (Il Segneri di Alessandro Manzoni) e di Sabino Caronia (Vent’anni. Le «terribili primavere» di Alvaro) e quelle sulla società dell’immagine di Paola Dalla Torre (Il cinema, memoria storica audiovisiva).

venerdì, maggio 06, 2005

Never is a promise

Al MIT hanno organizzato per domani un incontro per viaggiatori del tempo.
Domani, 7 maggio, qualcuno si presenterà e se riuscirà a dimostrare che viene dal futuro, saremo sicuri che si può viaggiare nel tempo. Se invece nulla accade, possiamo sempre sperare che i viaggiatori erano impegnati altrove ma prima o poi verranno a farci visita.

Bernardo Claraevallensis

Benvenuto a Bernardo, Critica della Ragion Pubblica.

Sulla vita non si vota.

Oltre al newtwork del Comitato Scienza & Vita, c'è un altro metablog che raccoglie i blogger pro-astensione.
Si tratta di nonsivota.splinder.com
Finora gli aderenti sono ottanta e il numero cresce, cresce, cresce..

giovedì, maggio 05, 2005

05-05-05

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita 5
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale 10
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua, 15
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio, 20
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi, 25
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar. 30
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito 35
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno; 40
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria, 45
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato, 50
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio 55
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor. 60
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere 65
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese, 70
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei, 75
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli, 80
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio 85
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò; 90
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre 95
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza 100
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita, 105
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

General Election test

Oggi ci sono le elezioni generali nel Regno Unito.
Provate a fare questo test per vedere la vostra collocazione politica.

I miei risultati sono stati:
Social 29 Economic 30, appena fuori del bordo dell'area Centrist. Il partito più vicino sono i Laburisti ed infatti se fosti stato inglese avrei votato Labour.

Dove andate il 12 giugno?

Voi che farete il 12 giugno?
Voglio dire, lo passerete al mare o in montagna?
Io sono ancora indeciso perché avrei ben tre opzioni.
Intanto domenica 12 si chiude il convegno dell'Husserl Circle.
Io faccio parte dell'organizzazione ma non credo che abbiano bisogno di me dopo quattro giorni di convegno.
Quel fine settimana poi ci sarebbe anche il ritiro dei giovani della Legion of Mary. Sono già due anni che me lo perdo e mi sa che anche quest'anno non parteciperò perché il 12 giugno è il compleanno di Blathnaid, la mia ragazza.
Potrei portarla sabato sera al ritiro e domenica mattina al convegno. Hmmmm, no, non mi sembra molto romantico. Vedremo ....
Una cosa è sicura: IL 12 GIUGNO NON SI VOTA!.

ps.
Dimenticavo. I miei genitori il 12 e 13 giugno saranno in pellegrinaggio a Fatima.
Mia sorella? Devo ancora sentirla.

mercoledì, maggio 04, 2005

William Levada

Papa Benedetto XVI ha sostanzialmente confermato tutti gli incarichi all'interno della Curia Romana ma ce n'è ancora uno da assegnare, quello che era del cardinal Ratzinger ossia il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Io provo a fare una previsione: sarà S. E. William Levada, arcivescovo di San Francisco.

Traduzione alla Fiera del Libro

A quanti si occupano di traduzione e saranno alla Fiera del Libro di Torino segnalo questi appuntamenti:

LA TRADUZIONE: ARTE DEL MÉTISSAGE
Adelina Aletti, Franca Cavagnoli, Glauco Felici, Yasmina Melaouah
Venerdì 6 maggio 2005 . ore 10.30 . Fiera del Libro di Torino . Sala Arancio

La traduzione, in bilico fra due mondi, due lingue, due voci, è senza dubbio l'arte del métissage, un'arte ancor più avventurosa nei territoritori meticci delle letterature postcoloniali: Brasile, India, Caraibi, Nord Africa.

* * *

BELLE FEDELI
Criteri editoriali di valutazione del lavoro del traduttore
Andrea Canobbio (Einaudi), Francesco Colombo (Instar Libri),
Fabrizio Dall'Aglio (Passigli), Carla Tanzi (Sperling), Marco Tropea (Saggiatore)
Venerdì 6 maggio 2005 . ore 13.30 . Fiera del Libro di Torino . Sala Rossa

In base a quali criteri un editore giudica una traduzione? Bellezza, fedeltà, acribia, creatività, cura redazionale, puntualità, costi.

* * *

NELL'OFFICINA DEL TRADUTTORE
Fiera del Libro di Torino . Sala Arancio
Sabato 7, ore 13.00
Giorgio Amitrano: Tradurre il Giappone
Barbara Lanati: Tradurre Emily Dickinson
Coordina: R. Bernascone

Domenica 8, ore 14.00
Marina Astrologo: Tradurre a tutto campo
Enrico Ganni: Traduzione e editing

Lunedì 9, ore 16.00
Paola Mazzarelli: Tradurre saggistica
Elena Liverani: Tradurre Isabel Allende

I seminari offrono la rara opportunità di entrare nell'officina del traduttore e di scoprirne i segreti.

* * *

EVENTI CORRELATI

INCONTRO CON YVES BONNEFOY
e il suo traduttore Fabio Scotto
Coordina: Carlo Ossola
Domenica 8 maggio 2005 . ore 16.30 . Fiera del Libro di Torino . Sala Azzurra

* * *

MASSIMO CACCIARI
Lectio magistralis: I labirinti della traduzione
Lunedì 9 maggio 2005 . ore 18.00 . Fiera del Libro di Torino . Sala Azzurra

Concorso letterario

Celate in un cassetto segreto un papiro di poesie o una novella? Volete cimentarvi nella creazione letteraria? E' giunta l'occasione della vostra vita!
Inviate le prime 100 parole e sarete giudicati.

Questo il collegamento: http://www.proz.com/post/222052#222052

Buba



Conoscete Buba? Ogni giorno una foto fatta da lei ed un aforisma di commento.
Deliziosa.

martedì, maggio 03, 2005

One year ago

Hi Bubbly_Babe, this is my first time here on rsvp and the chat is not working! Damn! It must be my computer, I'm behind a firewall.

I've read your profile, it really intrigues me.
Tell me more about you.
Ask me 5 questions about what you would like to know of me and give me your own answers about yourself.

Something like this:
1) Last movie seen at cinema? Leo.
2) Last CD bought? Bic Runga Beautiful Collision.
3) Last travel abroad? Edinburgh.
4) Favorite city? Rome.
5) Favorite day of the week? Thursday.

Hope to hear from you soon

Angelo

Black out

Causa mancanza di connessione, nei prossimi giorni aggiorneremo questo blog saltuariamente.
Ci scusiamo con i gentili lettori.

lunedì, maggio 02, 2005

Dio, la ricerca e la fede nel pensiero di Joseph Ratzinger

Ho messo sul blog benedettosedicesimo.blogspot.com l'intervento che S.E. Bruno Forte ha letto lo scorso 28 aprile presso l'Università di Chieti in occasione del suo incontro pubblico con Vincenzo Vitiello.
Il testo, in formato DOC, si trova anche sul sito della Diocesi di Chieti-Vasto.

domenica, maggio 01, 2005

Il bacio ed il pellegrino




Conosciamo tutti questa immagine, si tratta de Il bacio dell’Hotel de Ville, di Robert Doisneau.
L'originale della celeberrima foto è stato messo all'asta dall'attice Francoise Bornet, ritratta nella foto, e le ha fruttato 156.000 euro.

Oggi sappiamo che non era uno scatto spontaneo, la foto era stata preparata a tavolino, come altre simili scattate ai due findanzati dallo stesso Doisneau in altri luoghi parigini. Anche io sono rimasto un po' deluso dalla notizia ma si sa che nella società moderna non c'è niente di più irreale dei reality show e della realtà rappresentata. Eppure questa foto nasconde una storia affascinante, colta inconsapevolmente dal fotografo Doisneau.

Vedete quel passante sulla sinistra? Quello con il cappello? Bene, si chiama Jack Costello ed è irlandese, più precisamente di Clontarf, un sobborgo di Dublino.
Era il 1950 e Jack, come tanti buoni cattolici, decise di partire per Roma e celebrare l'Anno Santo. Jack non aveva mai lasciato l'Irlanda e la moglie ancora ricorda le lacrime alla sua partenza.
Jack si avviò in motocicletta ma non era solo, l'accompagnava un caro amico.
Sarà stata l'inesperienza, o chissà per qualche altro motivo, i due, arrivati a Parigi si smarrirono e la foto ritrae proprio Jack che vaga per la capitale francese in cerca dell'amico pellegrino. Inutilmente, infatti i due si rincontreranno solo a Roma.

Jack viaggiava per la prima ed anche l'ultima volta e purtroppo non ha mai saputo di essere stato immortalato in una così celebre fotografia.
Se n'è accorto suo figlio, all'inizio degli anni Novanta quando ha colto qualcosa di troppo familiare in uno di quei poster adolescenziali che si vendono nei grandi centri commerciali.
E così, insieme al fratello, ha verificato i vestiti che il padre indossava sul passaporto e, sorpresa, erano gli stessi della foto. I familiari poi hanno riconosciuto quel berretto un po' particolare, che pochi irlandesi portavano a quei tempi. Era lui, senza dubbio.

Hanno cercato di far sapere della loro scoperta a Doisneau, ma non hanno mai avuto risposta, 'Forse temeva che potessimo reclamare qualche diritto', dice il figlio di Jack Costello, 'ma a noi non interessa il danaro, basta sapere che nostro padre rimarrà nell'immaginario di molte generazioni'.

Morale della favola: dietro ogni falsa ma costosa icona della vita moderna c'è sempre un storia più autentica, semplice e senza prezzo.