sabato, marzo 29, 2025

 Verso il tramonto, quando una impalpabile polvere grigia scende lentamente sulla città, ascolto le piante che tremano. Dai giardini sale un coro d’elegia. Il freddo proditorio ha ucciso i fiori in boccio. Con l’estate di San M artino le piante avevano messo su i nuovi germogli, le nuove fogliuzze, i bottoncini sparuti, illusi che le ali d’oltremare già battessero l’aria; ma è bastata una raffica di gelo. Un alito di morte ha fermato sul na­scere la vita.

Adesso l’anima delle piante singhiozza, sommessa.

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Comprendono i più cosa significa essere e, sopratutto, restare una fiamma? Ardere e trasmettere fuoco vuol dire rinunciare ai piccoli compro­messi, alle necessarie finzioni, a certi repugnanti, seppure utili rap­porti; significa, insomma, non venire a patti con sè, passare attraverso i gas venefici della vita e mantenere limpidi gli occhi, alta la fronte, la gola schiarita. E’ come entrare nel lutulento fiume e uscir­ne trasparenti: nulla consumare del meglio ch’è in noi, a contatto del peggio, ch’è in tutti noi.

« Vivere ardendo e non sentire il male». Se Gaspara Stampa non fosse stata giovane e bella e ricca, nessuno avrebbe creduto a questa sua altissima norma di vita, scru­polosamente osservata.

Gli atei odiano la solitudine per­chè nulla più del silenzio parla  di Dio.

Dire Roma è come dire Diritto, ossia Giustizia. Roma onde Cristo è romano, significa investire il Pa­dre stesso, che è giustìzia suprema, del più alto diritto di umana cit­tadinanza, così alto che può identificarsi col divino.

Ecco perchè Roma è Città di Dio, perchè impose la giustizia prima che sulla terra transitasse l’Uomo-Dio.

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Certi occhi hanno un colore in ­definibile, il colore di chi ha guar­dato a lungo nel mistero, nella di­sperazione, nella speranza, nella bellezza della morte e della vita; occhi colore d’anima.


15 dicembre 1946

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