Verso il tramonto, quando una impalpabile polvere grigia scende lentamente sulla città, ascolto le piante che tremano. Dai giardini sale un coro d’elegia. Il freddo proditorio ha ucciso i fiori in boccio. Con l’estate di San M artino le piante avevano messo su i nuovi germogli, le nuove fogliuzze, i bottoncini sparuti, illusi che le ali d’oltremare già battessero l’aria; ma è bastata una raffica di gelo. Un alito di morte ha fermato sul nascere la vita.
Adesso l’anima delle piante singhiozza, sommessa.
* *
Comprendono i più cosa significa essere e, sopratutto, restare
una fiamma? Ardere e trasmettere fuoco vuol dire rinunciare ai piccoli compromessi,
alle necessarie finzioni, a certi repugnanti, seppure utili rapporti; significa,
insomma, non venire a patti con sè, passare attraverso i gas venefici della vita
e mantenere limpidi gli occhi, alta la fronte, la gola schiarita. E’ come entrare
nel lutulento fiume e uscirne trasparenti: nulla consumare del meglio ch’è in noi,
a contatto del peggio, ch’è in tutti noi.
« Vivere ardendo e non sentire il male». Se Gaspara Stampa non
fosse stata giovane e bella e ricca, nessuno avrebbe creduto a questa sua altissima
norma di vita, scrupolosamente osservata.
Gli atei odiano la solitudine perchè nulla più del silenzio
parla di Dio.
Dire Roma è come dire Diritto, ossia Giustizia. Roma onde Cristo
è romano, significa investire il Padre stesso, che è giustìzia suprema, del più
alto diritto di umana cittadinanza, così alto che può identificarsi col divino.
Ecco perchè Roma è Città di Dio, perchè impose la giustizia prima
che sulla terra transitasse l’Uomo-Dio.
* *
Certi occhi hanno un colore in definibile, il colore di chi
ha guardato a lungo nel mistero, nella disperazione, nella speranza, nella bellezza
della morte e della vita; occhi colore d’anima.
15 dicembre 1946
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