Ho aggiornato la mia pagina su Researchgate. Ora vi trovate i testi delle mie publicazioni e conferenze, fino al 2012. Pian piano arriveremo al 2021.
lunedì, dicembre 28, 2020
venerdì, ottobre 09, 2020
Scambio di memorie e incontro di culture
martedì, giugno 16, 2020
David Hume razzista? Come tutti gli illuministi…
di Spartaco Pupo
Durante le proteste inscenate dal movimento Black Lives Matter lo scorso 7 giugno a Edimburgo, i manifestanti hanno pensato bene di “decorare” la statua di David Hume, posta in posizione prominente nella Royal Mile, nel cuore del centro storico della capitale scozzese, con un cartello recante un pensiero del grande filosofo: “Sono incline a ritenere che i neri siano naturalmente inferiori ai bianchi” (vedi foto).

Si tratta di una estrapolazione decontestualizzata da una nota a piè di pagina contenuta nel saggio I caratteri nazionali, pubblicato da Hume nel 1748, che qui riporto per intero: “Sono incline a ritenere che i neri, e in genere tutte le altre specie umane (ce ne sono altre quattro o cinque), siano naturalmente inferiori ai bianchi. Non c’è mai stata una nazione civile che non fosse di colore bianco, né alcun individuo eminente nell’azione come nella speculazione. Tra i neri non esistono ingegnose manifatture, né arti né scienze. D’altra parte, i popoli più rozzi e barbari tra i bianchi, come gli antichi Germani o gli attuali Tartari, hanno pur sempre qualcosa in cui eccellono: valore, forma di governo, ecc.; una differenza così costante e uniforme non avrebbe potuto esserci in così tanti paesi ed età se la natura non avesse fatto una distinzione originaria fra queste due razze. Per non parlare delle nostre colonie: ci sono schiavi neri in tutta Europa nei quali nessuno è mai stato ancora in grado di scoprire qualche traccia di ingegno, mentre dalle nostre parti la bassa plebe priva di educazione emerge e si distingue in molte professioni. In Giamaica, a dire il vero, si parla del nero come di un uomo di parte e di apprendimento; ma è probabile che sia ammirato per alcune doti sottili, come un pappagallo, che pronuncia in modo chiaro poche parole”.
Il contenuto di questa nota, contrariamente a quanto è accaduto a vari brani di altre opere, da Hume spesso rivisti o rielaborati, è stato riportato integralmente in tutte le edizioni successive della raccolta dei suoi saggi morali, politici e letterari, fino all’ultima, risalente al 1777 e contenente le revisioni finali dell’autore. Ciò testimonia che Hume non cambiò mai punto di vista. Il che ha indotto l’americano Richard Popkin a parlare per primo di “razzismo scioccante” di Hume. Correva l’anno 1973 quando Popkin, le cui ricerche sullo scetticismo occidentale ebbero grande risonanza in tutta Europa, si espresse in quel modo nei riguardi della presunta superiorità riconosciuta ai bianchi da Hume. Da allora, il saggio humiano è fatto a più riprese oggetto di maldicenze, pettegolezzi e censure.
Continua qui.
martedì, giugno 25, 2019
La guerra in solitaria di Del Noce contro la grande alienazione del nostro tempo
giovedì, maggio 30, 2019
I cattolici in politica e la lezione di Augusto Del Noce
martedì, maggio 14, 2019
«In dialogo con il pensiero di Domenico Jervolino» alla Facoltà teologica dell’Italia meridionale

«Dialogando con Domenico Jervolino. Fenomenologia della vita morale: una filosofia per il Mediterraneo?». È questo il tema del convegno che si terrà, alle 14.30 di giovedì 16 maggio, nell’aula 1 della sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, in via Petrarca 115, a Napoli. È un altro degli incontri organizzati dall’Ateneo per preparare la visita di Papa Francesco, che il 21 giugno prenderà parte al secondo giorno di lavori del convegno su “La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo”. Una tappa di avvicinamento importante ad un evento storico per la Facoltà tanto che, ad ascoltare gli approfondimenti sulla figura di Jervolino (Sorrento 1946 – Roma 2018), sarà presente anche l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe.
Dopo i saluti di Edoardo Massimilla, direttore del Dipartimento per gli Studi umanistici dell’Università Federico II, e di Padre Pino Di Luccio, decano della Sezione San Luigi, interverranno Donatella Abignente, docente di Morale Fondamentale presso la Facoltà Teologica; Lorenzo Altieri, che ha conseguito un dottorato in Histoire de la Philosophie in cotutela con l’Università Sorbona di Parigi e un post-dottorato in Semiotica all’Istituto di Scienze Umane di Firenze; Angelo Bottone, che si è laureato sotto la direzione di Jervolino con una tesi dal titolo “Newman e Wittgenstein sulla certezza”; Francesco De Carolis, dottore di ricerche in Scienze Filosofiche, collaboratore della cattedra di filosofia del linguaggio dell’Università “Federico II”; Giacomo Losito, borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici con un dottorato di ricerca in Filosofia dell’Università italiana e in Storia delle religioni alla Sorbona; il gesuita Emanuele Iula, docente di etica e di mediazione dei conflitti presso la Facoltà Teologica; Giuseppe Martini, psicoanalista della Società psicoanalitica Italiana e primario psichiatra; Aldo Meccariello, docente di filosofia e storia nei licei statali; Rocco Pititto, già professore di Filosofia del Linguaggio e di Filosofia della Mente all’Università Federico II. A presiedere i lavori sarà il professore Pasquale Colella, direttore della rivista “Il tetto”.
Raccontare gli incontri, i confronti e i percorsi di Domenico Jervolino significa rifare i conti con alcuni dei protagonisti della filosofia tra Otto e Novecento. John Newman, Maurice Blondel, Pietro Piovani, Pierre Thévenaz, Emmanuel Mounier, Paul Ricœur, Jan Patocka, Enrique Dussel. Sono stati questi i personaggi che in misura e in tempi diversi hanno costituito il perimetro degli interessi speculativi più prossimi di Domenico Jervolino. È nel riferimento costante a questi personaggi, diventati oggetto di studio e di riflessione, che si è sviluppata nel filosofo napoletano una ermeneutica della vita morale, che ha trovato lo sbocco in una filosofia della traduzione, intesa come incontro delle culture e scambio di memorie. L’impresa filosofica di Domenico Jervolino è rimasta incompiuta, non prima, però, di aver individuato il tema dell’altro come cifra dell’esistenza e atto costitutivo della vita morale degli individui e delle società. Professore di Filosofia del Linguaggio e di Filosofia Teoretica alla Federico II, filosofo impegnato nella politica e studioso dei processi storici, Domenico Jervolino ha interpretato il suo ruolo di intellettuale impegnandosi in prima persona nelle lotte degli uomini per la loro liberazione. I diversi interventi, proposti dai relatori a convegno, costituiranno una specie di mappa dei suoi interessi di studio, la cui molteplicità rivela l’irrequietezza, o l’inquietudine, di uno studioso attento a comprendere i fenomeni sociali.
martedì, gennaio 29, 2019
L’eredità di padre Stanley L. Jaki, a dieci anni della sua scomparsa
The legacy of Fr. Stanley L. Jaki, ten years after his death
Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Via degli Aldobrandeschi 190 – Roma
4-5 aprile 2019 / April 4-5, 2019
Bozza di programma / Program draft
Giovedì 4 aprile / Thurday, April 4
09:00 Saluto del Rettore / Rector’s greetings, P. Jesús Villagrasa, LC
09:15 Introduzione ai lavori / Introduction, P. Rafael Pascual, LC
09:30 I limiti di una scienza senza limiti / The limits of a limitless science, Antonio Colombo
10:15 A survey of Road to Science / Un’indagine sulla Strada della Scienza, Neal A. Doran
11:00 Pausa caffè / Coffee break
11:30 Anthropological Foundations of Bioethics, / I fondamenti antropologici della bioetica, Lucía Guerra Menéndez
12:15 El drama de Guadalupe / The drama of Guadalupe, Raquel Guerra
13:00 Pausa pranzo / Lunch break [Saletta professori / Faculty lounge]
15:30 La concezione epistemologica dei miracoli nel pensiero di p. Jaki / The epistemological conception of miracles in the thought of Fr. Jaki, Hrvoje Relja
16:15 Jaki e il giovane Kant / Jaki and Young Kant, Riccardo Pozzo
17:00 Pausa caffè / Coffee break
17:30 Stanley Jaki and Medieval Islamic Cosmology / Stanley Jaki e la cosmologia islamica medievale, Alessandro Giostra
18:15 La matrice cristiana delle rivoluzioni scientifiche / The Christian matrix of scientific revolutions, Costantino Sigismondi
19:00 Tavola rotonda conclusiva della giornata / Round table at the end of the day
Venerdì 5 aprile
09:00 “Quello che Dio ha separato”. Il modello del rapporto scienza-fede nel pensiero di padre Jaki / “What God separated”. The model of science-faith relation in the thought of Fr. Jaki, P. Rafael Pascual, LC
09:30 Fr Jaki and Converts to the Church / P. Jaki e i convertiti al cattolicesimo, John Beaumont
10:15 Eternal Returns in Father Jaki’s work / Gli ‘eterni ritorni’ nell’opera di Padre Jaki, Jacques Vauthier
11:00 Pausa caffè / Coffee break
11:30 La creazione e la singolarità cosmologica / Creation and the cosmological singularity, Fernando di Mieri
12:15 Recent Gravitational Waves data favor a single finite Universe as required in Fr. Jaki´s books / Le onde gravitazionali a favore di un singolo universo finito, come sosteneva P. Jaki Julio Gonzalo
13:00 Pranzo conclusivo / Concluding lunch
Offerte di intervento / Further possible interventions:
Paolo Musso Da definire / TBD (in collegamento / video conference)
Peter Floriani Intervento scritto su / Written contribution about The Relevance of Jaki,
da inserire possibilmente negli Atti / to eventually be inserted in the Acts
