Il commento, stavolta, deve precedere e seguire l’appuntamento perché questo è così impellente, così angosciato che gronda lacrime e sangue. Vi confesso, amici, che ho letto quanto segue con una stretta al cuore — io che di ferite ne ho dovuto curare più d’una, e profonde — tanto da pensare che Carlo Levi ebbe forse ragione d’intitolare quel suo bel libro, non sempre buono, d’un realismo crudo e spesso truculento: «Cristo si è fermato ad Eboli». Tutti i casi più pietosi, compreso il caso D’Addario, impallidiscono di fronte a quelli segnalati dal PARROCO SABATO M. CORVINO di SIANO (SALERNO) c.c.p. 6-2362, impegnato come un manovale di Cristo, senza calce e mattoni, nella costruzione di una... di là da venire «Casa della Carità per i poveri vecchi infermi». Con quattro palpitanti esempi di miseria... nera questo povero prete diventa più efficace di un consumato scrittore, tanto può la verità sulla letteratura.
SIANO,
12 gennaio 1949
Caro Sig. Benigno, burla anche questa?! Spero di no! Ho letto il Suo
«Appuntamento della Carità» sull’«Osservatore Romano della Domenica» del 9
gennaio. È così! E chi può pensarla diversamente? Sono prete da 38 anni ed ho
sempre lavorato e vissuto tra la povera gente. Raccolgo in casa mia una diecina
di vecchierelli abbandonati, mentre sono impegnato nella costruzione di una
apposita Casa. La parrocchia è poverissima, numerosa di oltre 6000 abitanti, in
territorio ristretto. Non vi sono benestanti che pochissimi; quasi tutti
lavoratori, senza lavoro. Non vi è industria né fabbrica alcuna.
Le
segnalo quattro tra i casi più disperati e pietosi:
- Una
famiglia di nove persone: il padre DI BENEDETTO VINCENZO fu Gaetano (Via
Casa Leo, Siano) fuggito di casa per disperazione da circa otto mesi
(neppure la Questura sa dove sia), moglie con sette figli, sola, senza
alcuna risorsa. La prima figlia di 16 anni ha dato alla luce un figlio
illegittimo. Un figlio di 13 anni è impazzito ed è ricoverato nel
manicomio di Nocera Inferiore. Nell’umido freddo tugurio in cui si
annidano, manca tutto fuorché la desolazione.
- Un
vecchio: TIBERIO ANTONIO fu Nunziante (Vico Donnarumma) ebbe ben 19 figli,
ora tutti morti. Alla vecchia moglie fu tolta la misera paga di 700 lire
mensili. Ha 80 anni e dorme in una specie di tucul come una bestiola e
nella disperazione maledice gli uomini.
- La
famiglia di DOMENICO DI BENEDETTO, soprannominato Falatello (Via Roma):
padre impazzito; figli, moglie e nonni languiscono nella più desolante
miseria: cinque figli scalzi, quasi nudi, sprovvisti di tutto, certo
votati tutti alla T.B.C.
- RINALDI
GAETANELLA fu Nunziante (Vico Arno) vecchia pure di 80 anni: vive in un
immondo porcile, priva di tutto, immobilizzata per un cancro purulento;
soffre dolori e abbandoni crudelissimi; nessuno si avvicina a lei per
paura d’infezione.
Povero
me! In questo secolo di progresso... e di carità, con questi quadri vergognosi,
si osa parlare di diritti dell’uomo... E dei poveri vecchi dei nostri
abbandonati paesi, senza ricovero, senza case, senza un pronto soccorso, con
una sempre crescente popolazione, chi avrà cura? Ci vuole venire Lei incontro
con un aiuto? Amen! Amen utinam! In ansiosa attesa. Un abbraccio fraterno.
Parroco
Sabato M. Corvino
Casa della Carità
Siano (Salerno), c.c.p. 6-2362
Amici,
avete notato l’amarezza e l’ironia che traspaiono da questa lettera? (Io
d’amarezza ne so qualcosa e l’ho offerta a Dio che tutto vede e sa). È un
quadro di miseria che fa cascare le braccia, qualcosa di apocalittico che fa
torcere lo sguardo e ferma il boccone in gola. Incitarvi? So che è superfluo
perché conosco il vostro cuore. Debbo, anzi, ringraziarvi oggi a nome del
sacerdote Carlo Caporali di Badia Prataglia (Arezzo) per la vostra generosità,
che per questo nuovo appuntamento fiorirà — sono certo — irresistibile. Ora il
problema è questo: a chi mandare il vostro obolo? Alle quattro famiglie di
tribolati o al parroco? Fate quel che il Signore vi ispira. La Sua
misericordia, lo sapete, ha sì grandi braccia...
BENIGNO
6
febbraio 1949