domenica, maggio 10, 2026

L'appuntamento della carità

Non posso seguire un turno in questi fecondi appuntamenti, ma una precedenza di gravità. E la lotta con lo spazio mi obbliga a tenere spesso il broncio al direttore, che non sa proprio dove trovarlo. Mai come in questa mia vicenda di… soccorritore lo spazio mi è sembrato più despota. Chi attende, dunque, mi perdoni se il cuore non regge al pensiero di chi, morente, invoca l’aiuto dei fratelli in questo mondo in cui la dilagante genìa degli «indifferenti» (ah, personaggi di non troppo noto romanzo di Alberto Moravia!) fa più male, talvolta, che non la stessa criminalità.

Ecco due casi confermati da parroci e constatati de visu:

1.
Il giovane Dell’Isola Giovanni, Vietri sul Mare (Salerno), via C. Colombo 15, trovasi affetto dalla più grave malattia, senza poterla curare. Egli, nel maggio 1947, subì l’asportazione di un rene; però la ferita non si è rimarginata, dando luogo alla formazione di una fistola nella regione renale destra, con pregressa nefrectomia per T.B.C.

Le condizioni dell’infermo sono gravi; tuttavia il male potrebbe essere superato mercé il rapido impiego della streptomicina, cui la famiglia del degente non può far fronte. Si è bussato a varie porte, ricavandone poco o nulla. Il malefico bacillo, intanto, continua inesorabile il suo deleterio cammino, rendendo sempre più atroci le sofferenze fisiche e morali della povera vittima.

Domenico Gargano, Segretario         
Sezione D.C. - Vietri sul Mare

2.
«Mi occorrerebbero dai 20 ai 30 grammi di streptomicina, ma non ho un soldo e la mia famiglia langue nella miseria. Avrei anche bisogno di scarpe, vestito e biancheria personale, ma devo rinunciare a tutto. Non ho trovato finora nessuna anima buona che si sia commossa, all’infuori di lei. Poveri noi T.B.C.! Vogliono la nostra fine per forza. Ma il Signore vede e sono sicuro che non mi abbandonerà. Sia benedetto chi mi porgerà la mano».

Roberto Bonfiglioli    
Ospedale dei Cappuccini - Volterra (Pisa)

3.
Scrivo a nome di Anna Maria Duranti, di anni 4, affetta da grave rachitismo e priva della protezione e dell’aiuto del padre; sostentata solo dal lavoro della mamma, troppo povera per avere la possibilità di comprare le scarpe ortopediche prescritte, data la deformazione delle ossa.

La povera madre lavora da mattina a sera, adattandosi alle fatiche più pesanti pur di provvedere ai numerosi medicinali e al vitto della sua bambina; ma di fronte a questa enorme spesa è avvilita, non sopportando il pensiero che la piccola sarà zoppa a causa della miseria che la priva di questo indispensabile rimedio.

Duranti Anna Maria  
Piazza di Spagna, 35 – Roma 
(presso Bianchi, portineria)

 

Si può resistere a queste grida di dolore?

N.B. — Farà opera santa chi potrà trovare una qualsiasi occupazione a Umberto Perelli, Civitaretenga (L’Aquila). Ha sofferto tutto: un’odissea da romanzo — guerra, ferite, congelamento, deportazione, fame. Possiede licenza industriale e ottime referenze. Padre morto; madre pressoché settantenne, inferma e quasi cieca, non può più attendere al suo mestiere di sarta.

Segnalo agli amici di Roma l’aggiustatore meccanico di precisione (sa fare tutto!) Lucido Giacomo, sfollato presso la Scuola Armando Diaz, via Acireale 14 - Roma (e non a Lequile, come fu erroneamente indicato). Ha subito gravi operazioni. Ora sta bene, ma non ha di che sfamare i suoi piccoli.

Attendo con ansia di conoscere che il bravo e onesto operaio è stato occupato.

BENIGNO

29 maggio 1949

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