Considerate un diverso tipo di “tecnologia”: il modo in cui abitiamo il mondo nel nostro ambiente urbano. Più di ogni altro popolo, gli americani hanno cercato una soluzione abitativa che favorisse una concezione di se stessi come esseri indipendenti e autonomi, principalmente attraverso la creazione dei primi sobborghi, resa possibile dall’avvento dell’automobile. Il sobborgo, tuttavia, non era semplicemente una “creazione” dell’automobile; piuttosto, l’automobile e i suoi elementi accessori – autostrade, stazioni di servizio, centri commerciali, catene di fast-food – hanno permesso uno stile di vita che gli americani, proprio per la loro profonda adesione a certi princìpi filosofici, erano predisposti a preferire. A parte l’influsso che ebbe l’automobile, possiamo riscontrare altri segnali di questa attitudine, ad esempio nella trasformazione della modalità di costruzione documentata nell’eccellente articolo del 1975 dello storico dell’architettura Richard Thomas, intitolato “From Porch to Patio”. Thomas descrive un evidente cambiamento, in età postbellica, nella tipologia di costruzione delle abitazioni, nelle quali il portico, che in precedenza costituiva la loro caratteristica più importante nella costruzione, scomparve a favore di un cortile interno nascosto dietro la casa. Egli descrive il ruolo sociale ed anche civico svolto dal portico: non solo offriva temperature più fresche e una piacevole brezza prima dell’avvento dell’aria condizionata, ma forniva anche “spazi intermedi”, una sorta di angolo comunitario tra l’ambiente privato della casa e gli spazi pubblici del marciapiede e della strada. Il portico, spesso situato a due passi dal marciapiede, rappresentava il riflesso architettonico di un’epoca con un’alta aspettativa di socialità tra i vicini. Il cortile sul retro divenne popolare nello stesso periodo in cui aumentò l’utilizzo dell’automobile e nacque il sobborgo: tutto contribuì a creare un ambiente urbano favorevole alla privacy, alla separazione, all’isolamento e a un minor interesse nei confronti degli spazi sociali e delle pratiche comunitarie.
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