domenica, febbraio 15, 2026

L'appuntamento della carità

Amici, questo fratello in Cristo di cui vi parlo non mi ha scritto, non si è rivolto a chicchessia, non s’è agitato, insomma, in alcun modo, come bisogna pur far talora per richiamare l’attenzione degli uomini distratti dalla nostra giornata febbrile, ma l’ho scovato io, attraverso il racconto d’una sorella buona che deve ogni tanto lasciare il tetto paterno per guadagnarsi il pane, quel pane che si toglierebbe volentieri dalla bocca — e spesso lo fa — per sfamare le piccole avide bocche dei nipotini i quali son sempre pronti a rispondere all’appuntamento della vita. Dio li benedica!

Si tratta di un animoso, un soldato dell’aria, ma non di quelli che s’avventano su ali d’acciaio alla conquista del cielo, sibbene di quegli altri che s’affidano a un ombrello, un cupolino che può aprirsi e può — ahimè — restare anche chiuso, come di rado è avvenuto.

Avete mai assistito a esperimenti di paracadutisti? Siete mai stati col fiato sospeso e gli occhi sgranati su certi puntini neri che si dondolano sotto cupolette bianche, ad altezze vertiginose, portati via dal vento, giocattoli di carne con un cuore a prova di bomba?

Uno di quei puntini è — o meglio era — Paolini Pietro di Rivoli di Osoppo (Udine), il quale attende da ben cinque anni la sua pensione di guerra.

Eroe? Non ci pensa neppure a certe parole grosse: eroico è mantenersi onesti quando la pentola non bolle e i figli chiedono almeno il pane. Ma io so che in seguito a un incidente di quelli che fanno aggricciare la pelle, egli ha subito operazioni gravissime allo stomaco che l’han ridotto un cencio. E ci son tre bimbi da sfamare, e per quanto la moglie si dia da fare non riesce neppure ad acquistare le medicine per curare il suo paracadutista che deve nutrirsi solo di vitto speciale, con questi lumi di luna!

Uno di quei soldati, amici, che sognavano di farla più bella la Patria, mentre troppi si adoperano con tutte le forze per indurla in schiavitù.

Chi di noi — specie se ex-combattente — non vorrà offrire al povero stomaco martoriato di Pietro Paolini uno dei cinque quotidiani bocconi da passerotti cui è costretto per tirare avanti e riacquistare le forze?

Uno dei tanti — Paolini — in attesa di una pensione che spesso arriva quando non c’è più nulla da fare. E il più delle volte, non per colpa della cosiddetta burocrazia. Pensateci, amici!

BENIGNO

Rinnovo l’invito agli amici lettori di spedire sempre direttamente le offerte ai fratelli da beneficare.

23 gennaio 1949

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