mercoledì, febbraio 18, 2026

L'appuntamento della carità

Caro Benigno, le tue parole: «Portate un po’ di sole nella casa del fratello D’Addario» mi hanno profondamente commosso. Fino ad oggi son mancato sempre ai tuoi «appuntamenti della carità». Ho preferito mandare i miei risparmi, frutto di lavoro, alle Missioni ed ai figli dei carcerati, ma avrei potuto anche rispondere ai tuoi appelli. Che vuoi, caro Benigno, sono cristiano di nome. I primi cristiani certo non facevano così.

In questo momento un bel ritratto si presenta ai miei occhi: in contrasto alla mia avarizia io vedo il santo Cardinale Dusmet da Catania, che non avendo più che dare ai poveri, perché aveva dato anche la camicia, impegna l’anello al Monte di Pietà.

Ma da oggi cercherò di rispondere, per quanto posso, ai tuoi appelli, sebbene con modestissime offerte, perché i miei prediletti saranno i missionari.

Ed ora anch’io ti chiedo un po’ di carità, e cioè che mi raccomandi al Bambino Gesù ed alla Mamma sua e nostra affinché sia fatto degno di soffrire e lavorare per la gloria di Dio e la salute delle anime.

Furnò Giovanni          
Manicomio Giudiziario           - Barcellona

Pozzo di Botto
Messina

Dove si possono cogliere tre fiori di alta spiritualità: 1° In qualsiasi luogo dove si soffre, il volto umano e divino del Cristo è presente; 2° I nostri appuntamenti, a furia di battere, si fanno aprire porte… sbarrate in partenza; 3° Sono quasi sempre le figure insigni della Chiesa, i suoi Principi perseguitati e derisi dai mentecatti dello spirito a dare esempi irresistibili di Carità.

Caro Furnò, io ti dico che quando s’è arrivati a sollecitare le preghiere dei fratelli perché Gesù ci faccia soffrire e lavorare per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, vuol dire che si procede verso la santità.

Come dovrebbe ogni cristiano di fatto.

Benigno

N.B. — Il fratello D’Addario ringrazia a mio mezzo e prega per tutti coloro che portarono un po’ di sole nella sua casa riscaldata dal fuoco della Carità.

30 gennaio 1949

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