domenica, marzo 08, 2026

L'appuntamento della carità

È arrivato all’amministrazione del giornale, a mezzo c.c.p., un versamento di L. 5256, accompagnato dalla seguente causale: «Abbiamo letto sull’“Osservatore Romano della Domenica” n. 51 il pietoso caso dell’amico D'Addario. Con fraterno e cristiano affetto inviamo questa piccola somma unita alla assicurazione delle nostre preghiere per lo sventurato amico. »

p. Un piccolo gruppo di operaie Lessonesi – Zoccola Giannina vedova Grosso, Lessona Biellese.

Amici, sarò un sentimentalone impenitente (e Dio mi mantenga tale), ma questa breve nota, stilata alla buona, col cuore in mano, alla vigilia dell’Epifania, vale per me — e deve valere per tutti i fratelli in Cristo — come un inno sacro o una preghiera.

Ho ricostruito con l’immaginazione la scena ed ho visto Giannina correre di qua e di là per lo stabilimento col nostro giornale, e mostrarlo alle amiche buone. Certo, una giovinezza inerte come quella del povero D’Addario, con la vecchia mamma malata a carico, costretto a vivere nel fondo di un lettuccio misero, senza possibilità di curarsi, deve aver fatto battere di pietà il cuore generoso delle operaie di Cristo, le quali sanno che Marta fece bene, sì, ad occuparsi delle faccende di casa, ma meglio fece Maria, che non perse una parola del Maestro, feconda di Grazia. Fece meglio Maria, ché non è da credere, come credono molti, che trascurasse le cose di questo mondo. Gli è che di fronte alla presenza di Gesù ebbe così fine intuito da rimandarne il disbrigo. E il Maestro la lodò, mentre rimproverò dolcemente Marta.

Le brave operaie lessonesi han fatto qualcosa di più; hanno ascoltato le parole del Cristo: «Beati i misericordiosi» mentre accudivano al quotidiano lavoro, perché sanno che il lavoro eseguito in purità di spirito diventa preghiera: e la preghiera, a sua volta, è sempre ricca di opere di bene.

Ho pensato che un filo invisibile, un filo che parte dal dogma della «Comunione dei Santi» può completare il quadro evangelico di questa carità esercitata fra poveri, e però più che mai bene accetta al Signore.

Amici, ricordiamo ogni sera nelle nostre preghiere il piccolo gruppo delle operaie lessonesi perché siano di monito ed esempio ad eventuali «compagne» fuorviate.

«Ora et labora»: è questo un appuntamento cui presiede Gesù.

Tre avvertimenti:

  1. Gli amici lettori non mi addolorino chiedendomi... la luna, cioè la sistemazione di operai o intellettuali disoccupati.
  2. I beneficati ringrazino direttamente i benefattori. Fa sempre piacere sapere che all’appuntamento — ci si è effettivamente trovati in due.
  3. «Repetita iuvant»: spedire sempre le offerte direttamente ai fratelli da beneficare.

 

BENIGNO

27 febbraio 1949

Nessun commento: