domenica, luglio 27, 2003

Serendipity is ... andare a Modena e trovarci solamente l'unica persona che volevi rivedere.


Oh doctor
We're dying
There's no use in crying
So live for tomorrow
And do what you have to

As far as I can tell
It doesn't matter who you are
If you can believe there's something worth fighting for
The color of an eye
The glory of a sudden view
The baby in your arms
The smile he always shoots at you

venerdì, luglio 25, 2003

Diverse persone sono arrivate su questo blog cercando la traduzione di Get Busy di Sean Paul.
Mi spiace, non ce l'ho. Se avessi un po' di tempo la farei io, anche se questo Sean Paul parla un inglese giamaicano.

(Ieri un'ennesima impennata nelle visite. A.L. smettila di approfittare della Fastweb dell'ufficio!!!)


Sono convinto che le nostre malattie hanno sempre una componente psicosomatica.
Non è paradossale che dopo un anno passato nel rigido clima dublinese senza essermi mai ammalato, arrivato in Italia mi sono beccato una polmonite con una tosse che dopo 10 giorni non vuol passare? Devo essere allergico all'Italia.

Il lato comico della vicenda è che mentre tutti morivano dal caldo io rabbrividivo, per cui in casa c'è stata una lotta tra me che chiudevo tutte le finestre ed i miei invece che le riaprivano per sopravvivere al caldo torrido.
Sono sicuro che da domenica, appena metterò nuovamente piede sul suolo ibernico, ogni malanno scomparirà.

Stasera, intanto, rivedrò Modena anche se gran parte dei miei ex-colleghi sancarlini è ormai in vacanza.
Un piccola passeggiata notturna e domani visita alla Ferrari.

martedì, luglio 22, 2003

E' tanta la nostalgia che ho per la vita in campus che ogni tanto mi vado a guardare la web cam che dà sul laghetto.

Ho trovato la donna della mia vita. Meglio, so come si chiama, Kate, ed ora devo trovarla.
E' la protagonista di Serendipity.
Un delizioso film che volevo vedere da tempo. Oggi l'ho fatto, finalmente e casualmente.
Parla delle fortunate coincidenze; quelle che ti fanno capire che la tua vita non è un casuale avvicendarsi di accadimenti.
La mia vita è piena di coincidenze, quasi tutte fortunate, e sono sicuro che alla fine tante cose ora confuse mi appariranno come tasselli di una trama legati da incredibili e impensabili fili.


Per quanti sono a Napoli e dintorni: stasera non perdetevi Dulce Pontes in concerto.

lunedì, luglio 21, 2003

Chi crede di poter trovare in se stesso tanto da far a meno di tutti, s'ingana molto; ma chi crede che non si possa fare a meno di lui s'inganna ancor di più.

La Rochefocauld
Sguardomobile, scritture di esistenza e resistenza nella società multimediale.
Da una settimana ho una antipatica tosse che non vuol passare.
Da due giorni ho un simpatico paio di lunghi baffi, chi ha la sventura di incontrarmi mi troverà, ancora per poco, in una versione piuttosto inedita.
Oggi parliamo di musica, della musica che si ascolta nei locali di Dublino.
Inutile dire che non c'è nulla di italiano, ma proprio nulla. E ben poco di irlandese, più che altro Harte e Westlife.
Qualche volta gli U2, raramente i Coors, mai ma poprio mai i Cranberries nè novità tipo Gemma Hayes.
Quasi tutta musica americana e inglese.

Solitamente si comincia con DaCent In da Club (che a me non piace ma serve a scaldarsi), Sugarbabes Round Round, Sean Paul Get Busy (che è difficilissima da ballare), Girlaloud Sound of the underground (e qui ci si scatena), Kelly Rowland Can't nobody, Mis-Teeq Scandalous (simpaticisissima).
Poi ci pensa Jo-Lo a ricordarci che lei viene sempre from the block.
Christina Aquillera non manca mai, con Stronger e Dirty, e qui cominciano gli stusciamenti che continuano con Liberty X Just a little (sicuramente la più provocante, it's so exciting the way you're invading me).

Queste le solite scalette, negli ultimi mesi.
Ma poi ci sono alcuni classici che si sentono spesso, troppo spesso.
Uno di questi è Livin' on a prayer di Bon Jovi, con tanto di stacchetto che tutti i presenti urlano a cappella.
Finita questa, almeno al Q Bar, parte sempre Sweet child o' mine. (Ora ditemi se questa è una canzone da ballare).

Un'altra vecchia canzone che fa impazzire gli irlandesi è Build me up buttercup dei Foundations.
A dire la verità io non l'avevo mai sentita prima di arrivare in Irlanda e son sicuro che in Italia quasi nessuno la conosce. Qui, nonostante abbia oltre 30 anni, continua a spopolare. Non so se è tornata di moda perchè è nella colonna sonora di Tutti pazzi per Mary, sta di fatto che quando comincia vedi tutti gli indigeni che gridano di gioia e tutti gli stranieri, zitti, che si domandano: ma questa qual è?