Dopo lo studio dell'ignoranza, quello della sporcizia!!
American Society for Eighteenth-Century Studies
Montreal, Quebec
March 30 - April 2, 2006
Filthy Ideas and Indecent Expressions
This panel invites papers that examine British writing’s investment in the profane, obscene and scatological. In an era preoccupied with politeness, what drives the seeming compulsion to cross what Norbert Elias calls “the threshold of embarrassment and shame?” In the wake of Samuel Richardson’s coining of the term “indelicate” in Pamela, how do breaches of decorum mark
the politicized boundaries of good taste and conduct? How are identities, social relationships, and the body politic negotiated in what Daniel Cottom calls “the bowels of Enlightenment”? Papers might explore a variety of literary and cultural transgressions, from representations of sex to fecal imagery to ballroom faux pas—all “things which,” in Jonathan Swift’s words, “must not be expressed" (wink, wink, nudge, nudge).
Please send abstracts of 300 words to jason.solinger@citadel.edu
sabato, ottobre 29, 2005
venerdì, ottobre 28, 2005
Blessed Newman
I giorni si rincorrono freneticamente e mi risulta sempre più difficile scrivere su questo blog. Ho anche un bel po' posta arretrata e vorrei scusarmi con chi è in attesa di una risposta (Michele L., Luigi D.).
Per fortuna da queste parti si festeggia Halloween e quindi avremo il finesettimana lungo. Lunedì vacanza e, speriamo, riposo.

La scorsa settimana è stata data la notizia che presto il nostro amatissimo cardinale John Henry Newman sarà proclamato beato.
Il miracolo necessario per confermarne la santità di vita è avvenuto a Boston. Quel bontempone del cardinale Murphy-O’Connor, primate d'Inghilterra, ha subito voluto precisare che gli inglesi tendono a considerare Dio come un gentiluomo da non disturbare, di qui la scarsità di miracoli in terra d'Albione.
Comunque già le sole migliaia di conversioni che Newman ha ispirato, specialmente dall'Anglicanesimo, potrebbero essere considerate miracoli.
Sui blog italiani ne hanno parlato solo quelli del Piccolo Zaccheo.
La bella notizia invece ha avuto molto più risalto sui blog di lingua inglese.
Se vi interessa conoscere il pensiero del Papa su Newman, eccovi un discorso pronunciato nel 1990 dall'allora cardinale Ratzinger in occasione di un simposio internazionale organizzato a Roma dal Centro Internazionale degli Amici di Newman.
Per fortuna da queste parti si festeggia Halloween e quindi avremo il finesettimana lungo. Lunedì vacanza e, speriamo, riposo.
La scorsa settimana è stata data la notizia che presto il nostro amatissimo cardinale John Henry Newman sarà proclamato beato.
Il miracolo necessario per confermarne la santità di vita è avvenuto a Boston. Quel bontempone del cardinale Murphy-O’Connor, primate d'Inghilterra, ha subito voluto precisare che gli inglesi tendono a considerare Dio come un gentiluomo da non disturbare, di qui la scarsità di miracoli in terra d'Albione.
Comunque già le sole migliaia di conversioni che Newman ha ispirato, specialmente dall'Anglicanesimo, potrebbero essere considerate miracoli.
Sui blog italiani ne hanno parlato solo quelli del Piccolo Zaccheo.
La bella notizia invece ha avuto molto più risalto sui blog di lingua inglese.
Se vi interessa conoscere il pensiero del Papa su Newman, eccovi un discorso pronunciato nel 1990 dall'allora cardinale Ratzinger in occasione di un simposio internazionale organizzato a Roma dal Centro Internazionale degli Amici di Newman.
Gli occhi su Grazia, per un istante
Ora fermati Italia. Patria splendida e tremenda, chiacchierona di celentani e finanziarie, bellissima e feroce...Fermati, guarda se hai ancora cuore. Se nel pozzo pieno di riflessi televisivi e di canzonette hai ancora un cuore o un suo sperduto barlume. Vedi il corpo di Grazia, l'impiccata madre di Manfredonia. Non voltarti. La madre a cui uccisero la figlia ragazzina e che ha portato con sé il piccolo al settimo mese di gravidanza. La morte alle spalle, e la morte davanti. E' caduta anche lei sotto i colpi che le uccisero la figlia. Era un anno fa. E da allora lei aveva iniziato a cadere, aggrappandosi a tutto, persino a quel piccolo che alla fine non ha più visto e non ha esitato a portare con sé nel buio. Cadeva, la madre a cui hanno rubato così violentemente e indecentemente la figlia. Cadeva fino alla caduta finale.
Ammira Italia, se hai ancora occhi, perché ammirare si deve l'uomo anche nel dolore, in questo buio. Ammira come nella sua storia estrema, Grazia ha alzato il suo stendardo. Guardala ora, con quel suo nome che suona assurdo in una vicenda così nera, come ha alzato un pugno, un grido. Come se in questo stramorire avesse voluto gridare ancora, come aveva fatto dopo il funerale: la mia bambina è una ragazzina per bene.
Le avevano rubato la figlia dentro una storia banale e feroce di pretese sessuali e di strani giri, gliela avevano forse addirittura venduta le amiche. L'aveva uccisa un uomo che poteva essere suo padre, e che parente era, alla lontana. Da quella morte oscura e così chiara, era venuta a galla una girandola di violenze, di ricatti e miserie umane. E poi storie di vendetta al coltello, e arresti per il marito. E un crudo silenzio, dopo le infinite chiacchiere, e dopo l'accecante delirio dei media in quei mesi lontani. In quel silenzio, nonostante la vicinanza di chi ha provato a star sulla riva di quel suo dolore trasformato in malattia, è salito in mente a Grazia sempre più forte il ronzio della disperazione. Quel ronzio che infine mangi a tutti i pensieri. E fa svanire tutti i nomi.
Gliela avevano rubata, la sua Giusy, e poi fatta passare per una poco di buono. L'avevano uccisa due volte. Ma cosa ci può essere di poco buono in una ragazzina di quindici anni? Solo la malizia istillata da una diseducazione mortale, ci può esser solo la stupidità arrendevole di trattare il proprio corpo come ti impongono le mode decise da adulti delinquenziali e cinici. Ci può essere solo quello che un adulto piegato alle proprie voglie pretende che ci sia.
Ora fermati Italia distratta e micidiale. Guarda, se hai ancora anima o qualcosa del genere nel tuo sguardo liquido, notarile... Ancora una tragedia legata alla sorte dei nostri ragazzini. Quelli su cui giocano e lucrano i venditori di ogni genere di aggeggi, quelli su cui si gettano, sparvieri, i cantanti sanguisughe, gli editori truffaldini, le conduttrici analiste, i professorini. Grazia era tornata nella sua veranda, nella casa dove aveva veduto tutto liquefarsi in un nero senza rimedio. E laddove sembrava ci fosse già troppo strazio, lo ha moltiplicato. Dove la misura sembrava già colma, ha fatto tracimare il pianto. Ha alzato più alto lo stendardo di una disperazione che toglie il respiro.
Guardalo, serva Italia, serva delle tue voglie, dei tuoi vuoti compiacimenti, dei tuoi soldi facili sulla pelle dei ragazzini. Guardalo, non distogliere la mente. Non deviare più a lungo il cuore.
Davide Rondoni
Ammira Italia, se hai ancora occhi, perché ammirare si deve l'uomo anche nel dolore, in questo buio. Ammira come nella sua storia estrema, Grazia ha alzato il suo stendardo. Guardala ora, con quel suo nome che suona assurdo in una vicenda così nera, come ha alzato un pugno, un grido. Come se in questo stramorire avesse voluto gridare ancora, come aveva fatto dopo il funerale: la mia bambina è una ragazzina per bene.
Le avevano rubato la figlia dentro una storia banale e feroce di pretese sessuali e di strani giri, gliela avevano forse addirittura venduta le amiche. L'aveva uccisa un uomo che poteva essere suo padre, e che parente era, alla lontana. Da quella morte oscura e così chiara, era venuta a galla una girandola di violenze, di ricatti e miserie umane. E poi storie di vendetta al coltello, e arresti per il marito. E un crudo silenzio, dopo le infinite chiacchiere, e dopo l'accecante delirio dei media in quei mesi lontani. In quel silenzio, nonostante la vicinanza di chi ha provato a star sulla riva di quel suo dolore trasformato in malattia, è salito in mente a Grazia sempre più forte il ronzio della disperazione. Quel ronzio che infine mangi a tutti i pensieri. E fa svanire tutti i nomi.
Gliela avevano rubata, la sua Giusy, e poi fatta passare per una poco di buono. L'avevano uccisa due volte. Ma cosa ci può essere di poco buono in una ragazzina di quindici anni? Solo la malizia istillata da una diseducazione mortale, ci può esser solo la stupidità arrendevole di trattare il proprio corpo come ti impongono le mode decise da adulti delinquenziali e cinici. Ci può essere solo quello che un adulto piegato alle proprie voglie pretende che ci sia.
Ora fermati Italia distratta e micidiale. Guarda, se hai ancora anima o qualcosa del genere nel tuo sguardo liquido, notarile... Ancora una tragedia legata alla sorte dei nostri ragazzini. Quelli su cui giocano e lucrano i venditori di ogni genere di aggeggi, quelli su cui si gettano, sparvieri, i cantanti sanguisughe, gli editori truffaldini, le conduttrici analiste, i professorini. Grazia era tornata nella sua veranda, nella casa dove aveva veduto tutto liquefarsi in un nero senza rimedio. E laddove sembrava ci fosse già troppo strazio, lo ha moltiplicato. Dove la misura sembrava già colma, ha fatto tracimare il pianto. Ha alzato più alto lo stendardo di una disperazione che toglie il respiro.
Guardalo, serva Italia, serva delle tue voglie, dei tuoi vuoti compiacimenti, dei tuoi soldi facili sulla pelle dei ragazzini. Guardalo, non distogliere la mente. Non deviare più a lungo il cuore.
Davide Rondoni
mercoledì, ottobre 26, 2005
In questa difficile e cupa analisi, l'unica risorsa morale ...
Tra i tanti articoli di commento alla riforma Moratti segnalo questo, apparso sul quotidiano La Discussione il 19 ottobre.
Non che io ne condivida necessariamanete il giudizio politico ma mi pare estremamente significativo che l'autore ricordi che 'in questa difficile e cupa analisi, l'unica risorsa morale ci è data dallo studio del magnifico volume ....'
Provate ad indovinare, qual è il volume?
La risposta la trovate a pagina 5
martedì, ottobre 25, 2005
Philosophy Compass
La Blackwell presenterà a gennaio una nuova risorsa per chi studia filosofia: Philosophy Compass.
Il sito è in fase sperimentale ma vi consiglio di una visita.
Sempre a proposito di risorse, Brian Weatherson terrà un seminario a Cornell su David Lewis ed ha pensato di mettere i propri appunti a disposizione su un nuovo blog.
Lewis è uno dei filosofi analitici più importanti dello scorso secolo, ancora poco conosciuto in Italia, e questa mi pare un'ottima occasione per chi vuole cominciare a leggerlo.
Il sito è in fase sperimentale ma vi consiglio di una visita.
Sempre a proposito di risorse, Brian Weatherson terrà un seminario a Cornell su David Lewis ed ha pensato di mettere i propri appunti a disposizione su un nuovo blog.
Lewis è uno dei filosofi analitici più importanti dello scorso secolo, ancora poco conosciuto in Italia, e questa mi pare un'ottima occasione per chi vuole cominciare a leggerlo.
Misteri dell'amore
La passione è antisociale, come tutte le malattie mentali e le deviazioni caratteriali.
Non è fame, non è istinto: gli animali non hanno passioni.
E' un'intossicazione che viene solo dalla mente e nella mente si plasma.
La passione ha come corrispettivo ideale solo il misticismo.
It is too little to say that Paul established a connection between the idea of love and the theology of the Cross. Agape and the theology of the Cross are for him quite simply one and the same thing. Without the Cross of Christ we should never have known God's love and learnt it's deepest meaning; and, conversely, without God's Agape Christ's way would not have led to the Cross.
Anders Nygren e Denis De Rougemont, chi erano costoro?
lunedì, ottobre 24, 2005
Paperi IV
Continuo con la serie 'i call for paper più pazzi del mondo'.
Oggi vi propongo un volume, curato da due professori della Stanford University, dedicato all'agnotologia. Non sapete cos'è l'agnotologia? Ma siete proprio degli ignoranti!! L'agnotologia è appunto lo studio dell'ignoranza.
"Agnotology: The Cultural Production of Ignorance"
Professors Londa Schiebinger and Robert Proctor seek papers for the preparation of a volume introducing a new theoretical perspective and methodology - agnotology, the cultural production of ignorance-into interdisciplinary science studies. Papers should explore how ignorance is produced or maintained in diverse settings, through (for example) deliberate or inadvertent neglect, secrecy and suppression, document destruction, and myriad forms of inherent or avoidable culturopolitical selectivity and forgetfulness. The point is to develop a taxonomy of
understandings and uses of ignorance, but also tools for understanding how and why diverse forms of knowledge do not or did not "come to be" or are delayed or neglected at different points in history. Examples include the ignorance of cancer hazards caused by the "doubt" peddled by trade associations (Brown and Williamson's "doubt is our product"), the non-transfer of birth control technologies from colonial outposts to imperial centers (by virtue of successive chains of disinterest and suppression), the non-development of certain technologies by virtue of structural apathies or disinterest, impacts of disciplinarity on agnotogenesis, etc. The proposed volume is exploratory and open-ended, with the purpose of coming to grips with how ignorance has been understood, created, and ignored, linking this also to allied creations of secrecy, uncertainty, confusion, silence, forgetfulness, etc - especially as these pertain to scientific inquiries and outcomes. The idea is that a great deal of attention has been given to epistemology (the study of how we know), when "how or why we don't know" is often at least as interesting-and remarkably undertheorized by comparison.
While the volume will focus on science, the general approach will also be taken up in other disciplines, including cultural studies, history, literary studies, anthropology, and sociology.
Paper proposals should include a working title plus a 300 word abstract.
Please send to Londa Schiebinger at schiebinger@stanford.edu
Oggi vi propongo un volume, curato da due professori della Stanford University, dedicato all'agnotologia. Non sapete cos'è l'agnotologia? Ma siete proprio degli ignoranti!! L'agnotologia è appunto lo studio dell'ignoranza.
"Agnotology: The Cultural Production of Ignorance"
Professors Londa Schiebinger and Robert Proctor seek papers for the preparation of a volume introducing a new theoretical perspective and methodology - agnotology, the cultural production of ignorance-into interdisciplinary science studies. Papers should explore how ignorance is produced or maintained in diverse settings, through (for example) deliberate or inadvertent neglect, secrecy and suppression, document destruction, and myriad forms of inherent or avoidable culturopolitical selectivity and forgetfulness. The point is to develop a taxonomy of
understandings and uses of ignorance, but also tools for understanding how and why diverse forms of knowledge do not or did not "come to be" or are delayed or neglected at different points in history. Examples include the ignorance of cancer hazards caused by the "doubt" peddled by trade associations (Brown and Williamson's "doubt is our product"), the non-transfer of birth control technologies from colonial outposts to imperial centers (by virtue of successive chains of disinterest and suppression), the non-development of certain technologies by virtue of structural apathies or disinterest, impacts of disciplinarity on agnotogenesis, etc. The proposed volume is exploratory and open-ended, with the purpose of coming to grips with how ignorance has been understood, created, and ignored, linking this also to allied creations of secrecy, uncertainty, confusion, silence, forgetfulness, etc - especially as these pertain to scientific inquiries and outcomes. The idea is that a great deal of attention has been given to epistemology (the study of how we know), when "how or why we don't know" is often at least as interesting-and remarkably undertheorized by comparison.
While the volume will focus on science, the general approach will also be taken up in other disciplines, including cultural studies, history, literary studies, anthropology, and sociology.
Paper proposals should include a working title plus a 300 word abstract.
Please send to Londa Schiebinger at schiebinger@stanford.edu
sabato, ottobre 22, 2005
Zwan e Audi
Questa settimana abbiamo avuto in dipartimento due professori esterni: Tze-wan Kwan e Robert Audi.
Kwan è cinese ma ha studiato a Bochum con Otto Poeggler, per cui riesce a combinare la tradizione occidentale con quella orientale in maniera estremamente interessante.
Ci ha presentato due lezioni, una sulla tautologia in Hegel ed Heidegger e una sulla fenomenologia dei pronomi.
L'incontro con Zwan mi ha confermato che il futuro, anche per gli insegnanti di filosofia, è la Cina. Si sta aprendo un immenso mercato e questo l'ha capito anche il mio dipartimento che dalla scorsa estate organizza scuole estive in Cina e sta progettando scambi di studenti dottorali con università cinesi.
Robert Audi è un'autorità nel campo dell'epistemologia e della filosofia della mente ma stavolta ha parlato, davanti ad una vasta platea di studenti e professori, del problema del male nel mondo, che non è propriamente un tema delle sue aree di specializzazione.
Audi insegna nella University of Notre Dame, in uno dei dipartimenti di filosofia più importanti del mondo, sicuramente il migliore per la filosofia della religione. Tra i suoi colleghi a Notre Dame: Alasdair MacIntyre, Alvin Plantinga, John Finnis, Ralph McInerney, Peter van Inwagen.
E' impressionante vederlo far lezione. Ha risposto alle obiezioni del pubblico con una precisione ed una ricchezza di argomenti che non ho mai visto in vita mia.
Audi è stato presidente della Society of Christian Philosophers e ha scritto due libri sul rapporto religione e società: Religion in the Public Square e Religious Commitment and Secular Reason.
Su questo un tema, oggetto di discussione anche in Italia in questo periodo, potete ascoltare due sue conferenze, qui e qui (Grazie a Philoso?hyTalk)
Kwan è cinese ma ha studiato a Bochum con Otto Poeggler, per cui riesce a combinare la tradizione occidentale con quella orientale in maniera estremamente interessante.
Ci ha presentato due lezioni, una sulla tautologia in Hegel ed Heidegger e una sulla fenomenologia dei pronomi.
L'incontro con Zwan mi ha confermato che il futuro, anche per gli insegnanti di filosofia, è la Cina. Si sta aprendo un immenso mercato e questo l'ha capito anche il mio dipartimento che dalla scorsa estate organizza scuole estive in Cina e sta progettando scambi di studenti dottorali con università cinesi.
Robert Audi è un'autorità nel campo dell'epistemologia e della filosofia della mente ma stavolta ha parlato, davanti ad una vasta platea di studenti e professori, del problema del male nel mondo, che non è propriamente un tema delle sue aree di specializzazione.
Audi insegna nella University of Notre Dame, in uno dei dipartimenti di filosofia più importanti del mondo, sicuramente il migliore per la filosofia della religione. Tra i suoi colleghi a Notre Dame: Alasdair MacIntyre, Alvin Plantinga, John Finnis, Ralph McInerney, Peter van Inwagen.
E' impressionante vederlo far lezione. Ha risposto alle obiezioni del pubblico con una precisione ed una ricchezza di argomenti che non ho mai visto in vita mia.
Audi è stato presidente della Society of Christian Philosophers e ha scritto due libri sul rapporto religione e società: Religion in the Public Square e Religious Commitment and Secular Reason.
Su questo un tema, oggetto di discussione anche in Italia in questo periodo, potete ascoltare due sue conferenze, qui e qui (Grazie a Philoso?hyTalk)
mercoledì, ottobre 19, 2005
Research fellowship
The purpose of the project is to map the way in which changing conceptions of the self reshape a range of social and cultural practices, from economic enterprise to spirituality and education. Historic and enduring conceptions of the self, developed in Western thought from Descartes onwards, promulgated and upheld an essentialist account of the first person narrative of individual experience.
£27,116 - £35,883 per annum!
Che dite, ci provo?
£27,116 - £35,883 per annum!
Che dite, ci provo?
Piccolo Zaccheo
Mi pare doveroso segnalare la nascita del Piccolo Zaccheo, blog di cultura e di cose cristiane.
Attivo da pochi giorni, già contiene diversi articoli estremamente interessanti.
Tra i collaboratori c'è Luigi Walt, mio affezionato lettore, che ha firmato un bell'intervento dedicato allo statuto dell'intelletuale cristiano.
L’obiezione ricorrente ancor oggi, per cui un cristiano non potrebbe occuparsi criticamente di cose cristiane, è una colossale sciocchezza: sarebbe un po’ come dire che un uomo sposato non potrebbe discettare, in generale, di bellezza femminile. Un profondo amore per il proprio oggetto di studio, lungi dall’interferire negativamente nella comprensione dell’oggetto stesso, può al contrario, in molti casi, vivificarla e sostenerla: l’essenziale è che l’oggetto in questione mantenga la propria irriducibile alterità. ...
Chi è cattolico, dando fiducia alla ragione, può persino godere di un vantaggio, interessato com’è a verificare fin dove arrivi, precisamente, la stessa ragione con le sole sue forze.
(Non ho mai incontrato Luigi di persona ma mi è capitato, guarda tu i casi della vita, di conoscere del tutto casualmente un suo coinquilino! Ora scopro che abbiamo altre amicizie in comune. Ciao, Luigi, e auguri per il nuovo nato, il piccolo Zaccheo).
Attivo da pochi giorni, già contiene diversi articoli estremamente interessanti.
Tra i collaboratori c'è Luigi Walt, mio affezionato lettore, che ha firmato un bell'intervento dedicato allo statuto dell'intelletuale cristiano.
L’obiezione ricorrente ancor oggi, per cui un cristiano non potrebbe occuparsi criticamente di cose cristiane, è una colossale sciocchezza: sarebbe un po’ come dire che un uomo sposato non potrebbe discettare, in generale, di bellezza femminile. Un profondo amore per il proprio oggetto di studio, lungi dall’interferire negativamente nella comprensione dell’oggetto stesso, può al contrario, in molti casi, vivificarla e sostenerla: l’essenziale è che l’oggetto in questione mantenga la propria irriducibile alterità. ...
Chi è cattolico, dando fiducia alla ragione, può persino godere di un vantaggio, interessato com’è a verificare fin dove arrivi, precisamente, la stessa ragione con le sole sue forze.
(Non ho mai incontrato Luigi di persona ma mi è capitato, guarda tu i casi della vita, di conoscere del tutto casualmente un suo coinquilino! Ora scopro che abbiamo altre amicizie in comune. Ciao, Luigi, e auguri per il nuovo nato, il piccolo Zaccheo).
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