domenica, aprile 26, 2026

L'appuntamento della carità

Fra i molti, troppi casi pietosi che attendono nella mia cartella degli appunti, ho scelto quelli disperati e mi son detto se non fosse il caso di farla in barba allo spazio tiranno, riunendoli in sintesi concrete. Sono così affiorate miserie che non danno requie a chi, come me, vorrebbe strafare e non può offrire che preghiere.

C’è chi sta morendo perché non può curarsi. Vi sono innocenti bambini, anche deformi, che vivono di elemosina. Ascoltiamoli:


«Sono affetto da grave forma di tubercolosi polmonare contratta durante il servizio militare. Ho moglie, anche lei in cattive condizioni di salute, e due bambini, uno di sei, l’altro di quattro anni. Non percepisco sussidi di nessun genere ed i miei piccoli sono costretti a bussare alla porta altrui per vivere. Vuoi venire incontro alla miseria dei miei figli?»

ZANNONI DOMENICO          
Padiglione 4°  
Ospedale S. Martino - Genova


«Mi trovo in sanatorio — scrive Vittorio Gozzolino al parroco Don Antonio Rossi di Terzigno, che mi ha girato la richiesta — in condizioni gravissime. Dato che Lei ha molte conoscenze, veda se Le è possibile farmi recapitare il “Pas Morgan” che l’ospedale non ha».

GOZZOLINO VITTORIO          
III Divisione - Reparto Cicconardi      
Ospedale Caldarelli - Napoli

E per oggi basta.

Cristo vi ha parlato per bocca dei suoi prediletti — i poverelli — dalle case del dolore: mette il vostro cuore alla prova del fuoco. Ma quanti, ma quanti aspettano il loro turno! Faremo in tempo a fermare quella Signora che dall’uomo è detta la Morte?

Dia chi può, generosamente. Saprà un giorno, «quel» giorno, che ha dato per l’anima sua.

BENIGNO

8 maggio 1949

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