Caro Benigno,
è
un umile ardente grido di carità che dal mio letto di dolore oso rivolgerle per
pregarla di volermi aiutare e farmi aiutare.
Sono
un impiegato di banca, dedito fino a ieri al lavoro di ufficio, stimato e
benvoluto come ogni persona che assolve scrupolosamente al proprio dovere. Una
grave malattia incurabile, rendendomi inabile al lavoro, mi ha costretto a
lasciare l’impiego. Per sì atroce destino dall’11 dicembre 1945 languo in un
letto, vivendo la mia triste vita fra travagli, sofferenze e nella più grande
povertà. Vivevo solamente del mio lavoro e sostenevo anche la mia vecchia ed
afflitta mamma, anch’essa tanto malata, che oggi condivide con me tutte le
ansie, le angustie e la miseria che terribilmente ci stringe.
Ho
esaurito, e da tempo, tutti i miei piccoli risparmi accantonati dal rapporto
d’impiego. Sono nella miseria più assoluta e non ho di che procacciarmi il pane
e le medicine che mi sono indispensabili. È dinanzi a Lei un povero fratello,
afflitto e sventurato, dirò meglio un mendico, che abbisogna di tutto e che a
Lei si rivolge per domandare pieno di fiducia, a mezzo Suo, agli uomini di
buona volontà, alle anime cristiane, un po’ di aiuto, un po’ di soccorso.
Confido
nella Sua bontà.
Dev.mo
Giuseppe D’Addario
Via Sennino 132/A — Bari
Questo
appuntamento merita una nota speciale ed una speciale considerazione. Non so se
il caso, la sfortuna o la predilezione di Dio — che permette l’abbandono perché
più grande sia la consolazione — hanno ritardato oltre ogni previsione
l’appello ai lettori a favore dell’infelice D’Addario, il quale per ben tre
volte ha dovuto rinnovare la supplica; il che ha aggravato la sua già critica
situazione.
Ho
promesso in nome vostro, amici lettori, a questo fratello, che avremmo
rimediato con un appuntamento plebiscitario, ed oggi ha replicato implorando
per la sua povera mamma un Natale meno triste. E per non perdere tempo, ho
incominciato lo stesso: ho dato il via al battito del vostro grande cuore… Ma
le mie forze, amici, sono quelle di chi vive alla giornata…
Portate
dunque voi un po’ di sole nella casa del fratello D’Addario e fate che quel
mattino, mentre gli Angeli annunceranno al mondo la Nascita di Gesù, il vostro
nome sia ricordato nel «Gloria» insieme a quello di tutti gli uomini di buona
volontà.
BENIGNO
19
dicembre 1948
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